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	<title>Musica Archivi - ilcaffeonline</title>
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		<title>Polis delle Arti: l’orchestra giovanileporta nelle chiese un incontro di tradizioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Anna Turco]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Dec 2022 10:23:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il 14, 15 e 16 dicembre la giovane orchestra – formata in occasione della rassegna “La Polis delle Arti” – ha portato in tre chiese un concerto d’orchestra con il coordinamento artistico di Maurizio Cuzzocrea, musicista, ricercatore e presidente dell’associazione locale AreaSud, e la direzione del Maestro Alberigo Maria Ferlito. I tre concerti hanno ravvivato le chiese catanesi di Santa Maria dell’Aiuto, Santa Maria della Salute e Santa Rita. Non&#8230;</p>
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<p>Il 14, 15 e 16 dicembre la giovane orchestra – formata in occasione della rassegna “<strong>La Polis delle Arti</strong>” – ha portato in tre chiese un concerto d’orchestra con il coordinamento artistico di <strong>Maurizio Cuzzocrea</strong>, musicista, ricercatore e presidente dell’associazione locale AreaSud, e la direzione del Maestro <strong>Alberigo Maria Ferlito</strong>.</p>



<p>I tre concerti hanno ravvivato le chiese catanesi di Santa Maria dell’Aiuto, Santa Maria della Salute e Santa Rita. Non una novità per gli eventi firmati <strong>AreaSud</strong> e <strong>Associazione Darshan</strong>: le due associazioni mettono sempre in primo piano l’importanza del locale, unendo allo spettacolo dal vivo la riscoperta di luoghi in periferia che<strong> raccontano l’arte e la storia della propria terra</strong>.</p>



<p>La riscoperta dei luoghi di culto e della propria storia è una tematica presente anche nel laboratorio che i musicisti della giovane orchestra. Tutti provenienti da indirizzi scolastici musicali, hanno frequentato dopo esser stati selezionati da una vera e propria commissione di professionisti del Teatro Massimo Vincenzo Bellini. Infatti, il repertorio scelto per le tre serate è il risultato del lavoro di fusione della <strong>tradizione colta</strong> (Bartòk, Verdi, Barch e altri della tradizione europea) e quella <strong>popolare</strong>, <strong>siciliana </strong>e <strong>meridionale</strong>, proprio con l’obiettivo di creare un dialogo fra le due e di poter riappropriarsi della propria storia.</p>



<p>Il ritrovo sotto un unico tetto di studenti con la stessa passione riesce a creare un <strong>clima sociale positivo</strong> e la <strong>valorizzazione dei singoli e delle loro peculiarità</strong>. La scelta del laboratorio prima e dei concerti porta i ragazzi a creare più situazioni nel tempo di ritrovo e d’inclusione culturale e sociale. Vedere questi giovani musicisti mostrare al pubblico – composto principalmente dalle loro famiglie e i loro cari – il risultato di un percorso artistico e d’apprendimento è stato magico soprattutto sotto Natale. Un periodo un cui lo stare insieme e la condivisione non possono mancare. I ragazzi hanno conquistato così tanto il pubblico da fare pure dei bis!</p>



<p>“La Polis delle Arti” continua, dunque, il suo lavoro con i giovani con l’obiettivo di sviluppare il loro potenziale, spesso nascosto. Questo lo fa unendo virtualmente tre aree della città di Catania &#8211; i quartieri di<strong> </strong>Antico Corso, Cibali e Picanello &#8211; pensate come luoghi ideali nei quali i giovani possano venire aiutati a recuperare il valore della propria persona mediante il <strong>potente mezzo dell’arte</strong>. La rassegna vuole ricreare il clima delle piazze di una volta, come la Polis dell’antica Grecia, dove le persone si incontravano e si trasferivano conoscenze e abilità con l’apprendimento e la pratica.</p>
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		<title>Lu neu, un’opera da camera dedicata al compositore trapanese Antonio Scontrino</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2022/12/20/redazione-lu-neu-opera-dedicata-compositore-trapanese-antonio-scontrino/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Dec 2022 08:14:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“Troppo italiano per essere tedesco, troppo tedesco per essere italiano davvero”, questo riportavano le cronache del tempo parlando del contrabbassista e compositore trapanese Antonio Scontrino che, fra la seconda metà dell’Ottocento e i primi del Novecento, si dedicó alla scrittura operistica, da camera e alla musica strumentale.Martedì 20 e mercoledì 21 dicembre, alle ore 21.00 e nei matinèè alle ore 11.00, negli spazi della Chiesa di San Nicola a Trapani, il Luglio Musicale Trapanese, in&#8230;</p>
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<p>“<em>Troppo italiano per essere tedesco, troppo tedesco per essere italiano davvero</em>”, questo riportavano le cronache del tempo parlando del contrabbassista e compositore trapanese Antonio Scontrino che, fra la seconda metà dell’Ottocento e i primi del Novecento, si dedicó alla scrittura operistica, da camera e alla musica strumentale.<br><strong>Martedì 20 e mercoledì 21 dicembre</strong>, alle ore 21.00 e nei matinèè alle ore 11.00, negli spazi della Chiesa di San Nicola a Trapani, il Luglio Musicale Trapanese,<strong> in occasione del centenario della morte di Antonio Scontrino,</strong> metterà <strong>in scena l’opera da camera “Lu Neu ovvero Tutturintra”</strong>, unica nel suo genere, una prima assoluta nazionale liberamente ispirata all&#8217;opera mai realizzata “Lu Neu”, con libretto di Luigi Capuana. Musiche di Fabio Correnti, Maurizio Maiorana, Salvatore Passantino. Regia di Fabrizio Lupo.<br>Un moderno tripudio di tradizioni musicali siciliane fra Trapani e Palermo, lungo il gran tour fantastico di Antonio Scontrino, giovane contrabbassista-compositore tedesco appena tornato in Sicilia, sua terra d’origine.</p>



<p>Un <em>pastiche</em> contemporaneo divertente che nella fantasia del regista ha assunto la forma del ‘tutto dentro’ d’ortaggi dove gli ingredienti, senza perdere la loro identità, magicamente si mescolano in un tripudio di colori e sapori.<br>Momenti musicali, immagini visive, scenografie e costumi originali, un vortice di travestimenti e incastri condotti dal narratore/cantastorie nello spirito carnevalesco della Commedia del Regno delle due Sicilie.</p>



<p>Un’opera da camera del Luglio Musicale Trapanese ideata e messa in scena grazie alla nuova sinergia fra importanti istituzioni musicali e culturali siciliane: il Conservatorio di Musica “Antonio Scontrino” di Trapani, il Conservatorio di Musica “Alessandro Scarlatti” di Palermo, il Conservatorio di Musica “Arturo Toscanini” di Ribera, l&#8217;Istituto di Cultura Italo-Tedesco di Trapani con il Goethe-Institut Italien, l’Associazione “AreaSud” di Catania, l’Accademia di Belle Arti di Palermo, l’Associazione culturale Alf Leila.</p>



<p>Oltre trenta i protagonisti sulla scena, un ensemble strumentale e il coro dei Conservatori di Trapani, Palermo e Ribera. Il direttore d’orchestra sarà Fabio Ciulla. Il coordinamento del progetto per i Conservatori di Trapani e Palermo è di Ugo Guagliardo e Consuelo Giglio, tra i principali studiosi del noto musicista siciliano.</p>



<p><em>La 74a Stagione Lirica è organizzata dal Luglio Musicale Trapanese con il sostegno del Ministero della Cultura, della Regione Siciliana e del Comune di Trapani, in collaborazione con l’Unione Maestranze.</em></p>



<p><br> </p>
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		<title>Quando più arti si incontrano: Novena Itinerante a San Nicolò l’Arena</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Anna Turco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Dec 2022 08:10:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La rassegna catanese Zampognarea ritorna con la sua diciottesima edizione (1° dicembre &#8211; 7 gennaio) all’insegna di concerti e mostre dedicate alla zampogna e alle cornamuse. Parte di ItaliaFestival, si pone l’obiettivo di portare la musica nelle periferie e mostrare agli spettatori lo splendore architettonico delle chiese sparse per la città di Catania. L’evento, che non poteva assolutamente mancare nella rassegna dicembrina, è la riuscita novena itinerante “Natus Est” nella&#8230;</p>
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<p>La rassegna catanese <strong>Zampognarea</strong> ritorna con la sua diciottesima edizione (<strong>1° dicembre &#8211; 7 gennaio</strong>) all’insegna di concerti e mostre dedicate alla zampogna e alle cornamuse. Parte di ItaliaFestival, si pone l’obiettivo di portare la musica nelle periferie e mostrare agli spettatori lo splendore architettonico delle chiese sparse per la città di Catania.</p>



<p>L’evento, che non poteva assolutamente mancare nella rassegna dicembrina, è la riuscita novena itinerante “<strong>Natus Est</strong>” nella chiesa di San Nicolò l’Arena, giorno 8 dicembre, eseguita da Franco Barbanera (zampogna, cornamusa e flauti), Roberto Catalano (voce e plettri), Maurizio Cuzzocrea (voce, chitarre, pipita e percussioni), Vincenzo Cuzzocrea (fisarmonica e organetto) e Vittorio Ugo Vicari (voce e chitarre).</p>



<p>Per novena si intende una preghiera non ufficiale che fa parte della tradizione popolare e risale al 1720, quando fu eseguita per la prima volta in una casa di missionari di Torino nella Chiesa dell’Immacolata. Normalmente viene eseguita ogni giorno nei nove giorni che precedono la nascita di Gesù, dal 16 al 24 dicembre, per preparare spiritualmente il credente al suo arrivo e supplicarne la venuta. “Natus Est”, titolo della novena, &#8220;<em>nasce dalla rilettura della tradizione musicale legata al Natale, nel repertorio orale siciliano e dell&#8217;Italia meridionale, partendo dai canti narrativi della Novena natalizia e da quelli paraliturgici</em>&#8221; scrivono gli organizzatori. Il concerto, quindi, offre una rivisitazione della tradizione musicale natalizia italiana grazie agli strumenti e alla potenza della semplice voce, con l’intento di portare all’attenzione del pubblico la <strong>tradizione popolare </strong>del nostro Paese.</p>



<p>Centrale in questo evento è anche l’aspetto itinerante che si lega al secondo obiettivo della rassegna: lasciare che gli spettatori scoprano o riscoprano pezzi di architettura catanese mentre assistono ad un concerto. Lo spettatore segue gli artisti che si spostano all’interno del sito, accompagnandoli con la musica e la voce nella scoperta di un luogo storico e culturale. Nel caso di giorno 8 dicembre, il luogo scelto è stato la<strong> Chiesa San Nicolò l’Arena</strong>: chiesa a croce latina d’ispirazione barocca e neoclassica, fu costruita dopo l’eruzione del 1669 ed è la più alta e grande della Sicilia. Possiede numerose opere artistiche all’interno, come le varie tele nelle campate, i ricchi marmi usati per i manufatti e le cappelle, o il prezioso organo da 2.378 canne costruito da Donato del Piano.</p>



<p><strong>Quando più arti si incontrano</strong> – musica, architettura, pittura e artigianato – non può che presentarsi quella sopraffazione positiva, uditiva e visiva, che solo la creatività e il genio degli artisti possono creare. Il singolo evento, ma in realtà l’intera rassegna, dà così la possibilità di godere della rilettura della nostra tradizione popolare e visitare un luogo sacro, riavvicinando i cittadini all’arte e abituandoli a circondarsene.</p>
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		<title>Festival Zampognarea: tra librerie e luoghi d’arte la mostra itinerante di cornamuse e zampogne del mondo</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2022/12/15/redazione-festival-zampognarea-mostra-itinerante-cornamuse-zampogne/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Dec 2022 07:41:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>CATANIA – E’ stata inaugurata la&#160;mostra itinerante di strumenti musicali all’interno del ricco calendario di Zampognarea, il Festival dedicato alle zampogne e alle cornamuse, che animerà il centro storico della città di Catania fino al 7 gennaio 2023. Sette luoghi del centro storico catanese,&#160;tra librerie, associazioni e luoghi d’arte, vedranno esposti gli strumenti musicali della tradizione del Natale,&#160;zampogne e cornamuse, e vivranno le incursioni artistiche dei musicisti protagonisti del festival.&#8230;</p>
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<p>CATANIA – E’ stata inaugurata la&nbsp;<strong>mostra itinerante di strumenti musicali all’interno del ricco calendario di Zampognarea, il Festival dedicato alle zampogne e alle cornamuse, che animerà il centro storico della città di Catania fino al 7 gennaio 2023.</strong></p>



<p><strong>Sette luoghi del centro storico catanese,&nbsp;</strong>tra librerie, associazioni e luoghi d’arte, v<strong>edranno esposti gli strumenti musicali della tradizione del Natale,</strong>&nbsp;zampogne e cornamuse, e vivranno le incursioni artistiche dei musicisti protagonisti del festival.</p>



<p>Tra gli strumenti, appartenenti alla collezione delle associazioni promotrici del Festival, ci saranno&nbsp;<strong>zampogne provenienti dalla Sicilia, Calabria e Campania&nbsp;</strong>e c<strong>ornamuse internazionali, provenienti da Cina, Ungheria, Spagna e Tunisia&nbsp;</strong>al fine di mettere in risalto la diffusione di strumenti simili in differenti culture e territori.</p>



<p>La mostra è animata da<strong> iniziative diffuse nel corso delle giornate di apertura, </strong>durante le quali i musicisti delle associazioni AreaSud e Darshan si recheranno nei diversi luoghi per fare ascoltare, dal vivo, il suono degli strumenti tradizionali e raccontarne anche la storia. L&#8217;obiettivo principale della mostra itinerante è quello di portare gli strumenti della tradizione in luoghi diversi per fare conoscere storie ed esperienze artistico-culturali della città. I luoghi che accoglieranno la mostra, visibili nella cartina, sono: <strong>Legatoria Prampolini, Libreria san Paolo di Catania, Officine Culturali, Società Storica Catanese, Locanda del Samaritano, Trame di Quartiere e l’Atelier Immaginario. </strong></p>



<p>Oltre alla mostra itinerante,&nbsp;<strong>continuano gli eventi musicali della XVIII edizione di Zampognarea</strong>, che animeranno le chiese del centro storico e le periferie catanesi: il 14, 15 e 16 dicembre alle ore 19:00 (presso la&nbsp;Chiesa di Santa Maria dell&#8217;Aiuto, la Chiesa di Santa Maria della Salute e la Chiesa di Santa Rita)&nbsp;avrà luogo il concerto&nbsp;<strong>dell’Orchestra Giovanile della Polis</strong>, un progetto ideato nell’ambito dell’avviso pubblico “Palcoscenico Catania. La bellezza senza confini” per la diffusione dello spettacolo dal vivo nelle periferie delle città metropolitane, finanziato dal Ministero della Cultura e dal Comune di Catania.&nbsp;Il progetto nasce per la valorizzazione delle esperienze musicali giovanili del territorio catanese e si avvale della preziosa collaborazione della&nbsp;<strong>Catania Philharmonic Orchestra</strong>, con cui Darshan e AreaSud hanno già sperimentato dal 2021 un modo comune di pensare alla crescita artistica e culturale della città.&nbsp;</p>



<p>Il&nbsp;<strong>19 dicembre,&nbsp;</strong>alle ore 21:00,&nbsp;avrà luogo lo spettacolo&nbsp;<strong>“La bella noeva”&nbsp;</strong>(Chiesa di Sant’Orsola in Piazza Scamacca); il 30 dicembre, alle ore 19:00, sarà il momento di&nbsp;<strong>“Isolitudine – Racconto della Sicilia tra teatro e musica”&nbsp;</strong>(Salone Papotto Via Zurria 7).</p>



<p>Gli appuntamenti musicali,&nbsp;<strong>distribuiti tra le chiese del centro storico e delle periferie catanesi</strong>, continueranno fino a gennaio 2023,&nbsp;con l’obiettivo di offrire anche occasioni di conoscenza del ricco patrimonio architettonico e della costante azione di animazione del territorio delle diverse realtà associative.&nbsp;</p>



<p><strong>Zampognarea, organizzato dalle Associazioni Areasud e Darshan, che fa parte di Italiafestival</strong>, la principale associazione italiana di spettacolo dal vivo e multidisciplinare, è realizzato anche grazie al patrocinio e contributo della Regione Siciliana, Assessorato del Turismo Sport e Spettacolo e al sostegno di una ricca rete associativa.</p>
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		<title>Contrappunto, il festival dedicato ad Antonio Scontrino anima la Chiesa di Sant’Anna a Catania</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Anna Turco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Nov 2022 09:46:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A 100 anni dalla morte del compositore trapanese, le associazioni AreaSud e Orchestra Scontrino esordiscono con la prima edizione della rassegna “Contrappunto. Festival Internazionale Antonio Scontrino”, in onore del compositore trapanese: tre serate (11-12-13 novembre) di musica classica e aggregazione. Inserito all’interno di Italiafestival, si pone l’obiettivo di offrire opportunità di crescita agli amatori di musica classica siciliani ed europei, valorizzando i giovani musicisti siciliani. La seconda serata del festival&#8230;</p>
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<p>A 100 anni dalla morte del compositore trapanese, le associazioni<strong> AreaSud</strong> e <strong>Orchestra Scontrino </strong>esordiscono con la prima edizione della rassegna “<strong>Contrappunto. Festival Internazionale Antonio Scontrino</strong>”, in onore del compositore trapanese: tre serate (11-12-13 novembre) di musica classica e aggregazione. Inserito all’interno di <strong>Italiafestival</strong>, si pone l’obiettivo di offrire opportunità di crescita agli amatori di musica classica siciliani ed europei, valorizzando i giovani musicisti siciliani.</p>



<p>La seconda serata del festival ha visto la chiesa catanese di Sant’Anna aprire le sue porte al giovane <strong>Quartetto Katàne</strong> che ha eseguito il raro Quartetto in La minore di Antonio Scontrino, insieme al Quartetsatz di Franz Schubert. Il quartetto catanese, composto da Ricardo Urbina e Dario Militano al violino, Clelia Lavenia alla viola e Giulio Nicolosi al violoncello, ha accolto l’invito della direzione artistica del festival e si è dedicato allo studio dell’opera di Scontrino, trascinando il pubblico nella ricca tessitura musicale del compositore. L’apprezzamento del pubblico e la brillante esecuzione fanno pensare a un possibile ulteriore percorso di ricerca, che faccia scoprire e ascoltare dal vivo altre composizioni dell’autore protagonista del festival, che meritano di avere maggiore risonanza.</p>



<p>La piccola e intima chiesa dedicata a Sant’Anna, luogo di esecuzione del concerto, venne eretta molti secoli fa <strong>nel cuore barocco</strong> della città di Catania: le prime notizie risalgono alla metà del XVII secolo, quando i Padri Trinitari vi si stabilirono. La struttura affrontò ben tre ricostruzioni: la prima dopo il terremoto del 1693, la seconda dalla famiglia Di Mauro che ne ridusse le dimensioni e l’ultima nel 2008. Il luogo è anche sede del Gran Magistero dell’Ordine Militare del Collare di Sant’Agata dei Paternò, un ordine militare fondato dai Re aragonesi di Majorca per difendere i mari dai pirati e le terre dall’islamismo; gli stemmi sono presenti all’interno della chiesa.</p>



<p>La chiesa non possiede solamente collegamenti con ordini religiosi e militari, ma si trova in un punto “culturale” della città di Catania, proprio al lato della casa dello scrittore verista Giovanni Verga e nei pressi di quella del compositore Vincenzo Bellini. Secondo il Polo Regionale di Catania per i siti Culturali, la casa era impiantata in strutture preesistenti del convento, poi comprato dalla famiglia<br>materna. Una piccola Chiesa dedicata alla Santa che mise al mondo la Vergine Maria possiede una storia lunga secoli e ci ricorda quanto i monumenti, anche quelli meno conosciuti, raccontino di noi e della nostra terra.</p>
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		<title>Festival Contrappunto: un weekend all&#8217;insegna della musica classica</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Nov 2022 09:47:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Parte la prima edizione di “Contrappunto”, festival internazionale ispirato e dedicato ad Antonio Scontrino, musicista siciliano ed europeo.</p>
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<p><strong>CATANIA –&nbsp;</strong>Al via a Catania&nbsp;<strong>la prima edizione di “Contrappunto”</strong>,&nbsp;<strong>festival internazionale ispirato e dedicato ad Antonio Scontrino</strong>, musicista, didatta e compositore siciliano ed europeo.&nbsp;</p>



<p>Organizzato dalle associazioni&nbsp;<strong>AreaSud&nbsp;</strong>e&nbsp;<strong>Orchestra Scontrino ETS,&nbsp;</strong>con la direzione artistica del&nbsp;<strong>M°&nbsp;Nicola Malagugini</strong>, primo contrabbasso del Teatro Massimo V. Bellini di Catania, il festival ha il suo centro nei concerti che si svolgeranno&nbsp;<strong>dall’11 al 13 novembre&nbsp;</strong>ed è inserito nella rete di festival siciliani aderente a<strong>&nbsp;Italiafestival,&nbsp;</strong>la più importante associazione italiana di festival di spettacolo dal vivo e multidisciplinari, aderenti ad<strong>&nbsp;AGIS&nbsp;</strong>e alla<strong>&nbsp;European Festival Association.</strong></p>



<p><strong>La manifestazione ha un duplice scopo</strong>:&nbsp;<strong>sviluppare progetti&nbsp;</strong>e produzioni musicali legate alle composizioni del musicista trapanese e&nbsp;<strong>offrire occasioni internazionali di scambio nei campi della didattica e della circuitazione degli artisti,</strong>&nbsp;con un’attenzione particolare ai giovani musicisti siciliani ed europei, valorizzando le esperienze legate al mondo degli amatori della musica classica e sinfonica.</p>



<p><strong>Il primo</strong>&nbsp;<strong>appuntamento con Contrappunto è per l’11 novembre</strong>&nbsp;(ore 21:00, Viagrande Studios – Via Francesco Baracca – Viagrande) con il concerto dell’<strong>Orchestra Amatoriale Vincenzo</strong> <strong>Scontrino,</strong>&nbsp;diretta dal M°Alberigo Maria Ferlito, che proporrà la Sinfonia n. 29 di W. A. Mozart e la Sinfonia n. 74 “La caduta di Fetonte”, di K.D. von Dittersdorf. Il progetto che ha visto&nbsp;<strong>la nascita della prima orchestra amatoriale della Sicilia</strong>&nbsp;è stato sostenuto da numerose realtà associative e singoli musicisti ed è dedicato al padre del musicista trapanese. Fu, infatti, Scontrino padre a costruire il primo contrabbasso per il giovanissimo Antonio, per farlo suonare nella piccola orchestra che riuniva amici e appassionati.&nbsp;L’Orchestra Scontrino ha l’intento di veicolare&nbsp;<strong>la musica come un bene essenziale per tutti:</strong>&nbsp;avere tanti musicisti che suonano insieme per diletto è un fondamentale indicatore di sviluppo civico, sociale e culturale della società. Per l’occasione sarà offerto l’<strong>ingresso gratuito ai giovani musicisti</strong>&nbsp;delle scuole medie ad indirizzo musicale e dei licei musicali accompagnati da un adulto.</p>



<p><strong>Il 12 novembre&nbsp;</strong>(ore 20:30, Chiesa Sant’Anna – Via Sant’Anna – Catania) il festival prosegue con il concerto del&nbsp;<strong>Quartetto Katàne,&nbsp;</strong>composto da Ricardo Urbina e Dario Militano al violino, Clelia Lavenia alla viola e Giulio Nicolosi al violoncello. Il giovane quartetto catanese&nbsp;proporrà la rara esecuzione del Quartetto in La minore composto da Antonio Scontrino, insieme al Quartetsatz di Franz Schubert.</p>



<p><a></a>Il ciclo dei concerti<strong>&nbsp;si conclude il</strong>&nbsp;<strong>13 novembre</strong>&nbsp;(ore 19:00, Monk Jazz Club – Via Scuto 19 &#8211; Catania) con l’<strong>esibizione di due musicisti di fama internazionale,</strong>&nbsp;<strong>Gjorgji Cincievski</strong>&nbsp;(contrabbasso) e&nbsp;<strong>Eri Uchino</strong>&nbsp;(pianoforte) con musiche di Scontrino, Bottesini, Temkov, Vella, Fuka. Il 14 e il 15 novembre in calendario l’incontro&nbsp;<strong>“Antonio Scontrino: un giovane siciliano in Europa”&nbsp;</strong>con i giovani musicisti nelle scuole catanesi.</p>



<p>Per informazioni e prenotazioni per giorno 11:&nbsp;<a>contrappunto@orchestrascontrino.it</a>&nbsp;o via whatsapp al numero +39 331 4861931. Il costo del biglietto per i concerti è di 5 euro.&nbsp;</p>
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		<title>Camini e la lira, recupero e ricontestualizzazione di uno strumento della tradizione</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2022/10/20/gualitieri-camini-e-la-lira-recupero-e-ricontestualizzazione-di-uno-strumento-della-tradizione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Ippolito Gualtieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Oct 2022 13:58:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Camini è un piccolo paese dell’entroterra ionico della Calabria meridionale. Il borgo è situato nell’area conosciuta come Locride; zona storicamente interessata dalla fioritura del monachesimo orientale che, almeno fino alla metà del XVII secolo, è stato presente con numerosi insediamenti eremitici e monastici. Un monumento come la Cattolica di Stilo, piccolo gioiello dell’arte bizantina, è diventato un simbolo regionale, quello che forse più di tutti testimonia la presenza viva della&#8230;</p>
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<p><strong>Camini</strong> è un piccolo paese dell’entroterra ionico della Calabria meridionale. Il borgo è situato nell’area conosciuta come Locride; zona storicamente interessata dalla fioritura del monachesimo orientale che, almeno fino alla metà del XVII secolo, è stato presente con numerosi insediamenti eremitici e monastici. Un monumento come la <strong>Cattolica di Stilo</strong>, piccolo gioiello dell’arte bizantina, è diventato un simbolo regionale, quello che forse più di tutti testimonia la presenza viva della grecità in Calabria.</p>



<p>Non si deve però pensare che questa grande eredità del passato sia un’ipoteca sul futuro di quest’area, ma al contrario bisognerebbe basare proprio sul messaggio che queste testimonianze storiche ci lanciano, la strategia per immaginare il futuro di questi luoghi. Proprio la Cattolica, con la sua sovrapposizione di stili architettonici e artistici, e le tracce delle civiltà che vi sono passate, parla di un passato in cui questi luoghi furono un crocevia, più che una sperduta periferia d’Europa.</p>



<p>Si può dire che Camini ha raccolto questo messaggio di interculturalità ed è ritornato ad essere un crocevia attraverso i progetti di accoglienza, che hanno dato nuova linfa ad un paese vittima dello spopolamento.</p>



<p>Diverse botteghe artigianali sono state avviate. Tra queste, un atelier di liuteria dedicato alla costruzione della lira, uno strumento che è stato storicamente presente in quest’area e che testimonia anch’esso dell’esistenza di una koinè culturale del Mediterraneo. Lo stesso strumento è infatti presente in una vasta area del <em>mare nostrum</em> compresa tra la Calabria e la Turchia.</p>



<p>In quest’ottica, nel 2022 è stato avviato il progetto: <strong><em>I cammini della Lira</em></strong>, in collaborazione tra l’amministrazione comunale e una vasta rete associativa, coordinata da <strong>AreaSud</strong> e dal <strong>Consorzio Musicisti Calabresi</strong>.</p>



<p>L’iniziativa ha lo scopo ambizioso di far dialogare la tradizione musicale legata alla lira in Calabria con le altre lire del mediterraneo. Il primo passo di questo progetto ha visto protagonisti i musicisti calabresi in un incontro con Nagme Yarkin e Murat Yerden, rispettivamente musicista e liutaio tra gli interpreti riconosciuti di questo strumento in Turchia.</p>



<p>Il progetto prosegue il 22 ottobre 2022, con un laboratorio didattico, una lezione e un concerto, dedicati ai giovani delle scuole del territorio e che vedrà alternarsi il liutaio <strong>Vincenzo Piazzetta</strong>, il musicista e ricercatore <strong>Amedeo Fera</strong> e il <strong>Quartetto Areasud</strong>, uno dei gruppi più impegnati nella ricerca di una relazione tra il suono della tradizione e la contemporaneità e che con il CD Musica Lievemente Tradizionale sta portando il suono, antico e moderno al tempo stesso, della chitarra battente, della zampogna e degli altri strumenti della tradizione sui palchi italiani e internazionali.<br>Alla voce e alla chitarra battente di <strong>Maurizio Cuzzocrea</strong>, si uniscono le percussioni di <strong>Mario Gulisano</strong>, i fiati etnici di<strong> Franco Barbanera</strong> e il basso di <strong>Giampiero Cannata</strong>, con la partecipazione straordinaria dei due esperti di lira Amedeo Fera e Vincenzo Piazzetta.</p>
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		<title>Musica: al Castello Ursino di Catania dal 30 settembre al 9 ottobre torna Classica &#038; Dintorni</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2022/09/29/redazione-musica-castello-ursino-30-settembre-9-ottobre-classica-dintorni-2022/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Sep 2022 06:43:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ricerca e tradizione, musica per film e sonorità orientali.Il M° Ketty Teriaca: “Prima esecuzione in Sicilia del Diario del tempo che verrà di Marco Betta, trascrizioni per quartetto Italianvibes delle colonne sonore di tre film di Roberto Andò” CATANIA, 28 settembre 2022 – Dalle musiche per il cinema e il teatro &#8211; che con contributi di grandi compositori contemporanei hanno scritto un nuovo capitolo nella letteratura musicale del Novecento &#8211;&#8230;</p>
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<p class="has-text-align-left">Ricerca e tradizione, musica per film e sonorità orientali.<br>Il M° Ketty Teriaca: “<em>Prima esecuzione in Sicilia del Diario del tempo che verrà di Marco Betta, trascrizioni per quartetto Italianvibes delle colonne sonore di tre film di Roberto Andò</em>”</p>



<p><strong>CATANIA, 28 settembre 2022</strong> – Dalle musiche per il cinema e il teatro &#8211; che con contributi di grandi compositori contemporanei hanno scritto un nuovo capitolo nella letteratura musicale del Novecento &#8211; alle geografie sonore di lontani paesi orientali; dai canti della tradizione lettone, alle partiture dei classici europei. Tra ricerca e tradizione, anche quest’anno, alle soglie dell’autunno e del ritrovato piacere dell’ascolto della musica negli spazi al chiuso, il Castello Ursino di Catania risuona della magica atmosfera di <strong>Classica &amp; Dintorni [30 settembre – 9 ottobre 2022]</strong>.</p>



<p>E per questa 19°edizione la direttrice artistica <strong>Ketty Teriaca</strong> – pianista e docente del<strong> Conservatorio Scarlatti di Palermo </strong>– confeziona una rassegna raffinata e nel segno della contaminazione fra i generi scandita in due weekend lunghi, dal venerdì alla domenica. Tutti i concerti saranno ospitati al <strong>Castello Ursino </strong>e inizieranno alle 21. Inserita nel cartellone del <strong>Catania Summer Fest</strong>, Classica &amp; Dintorni 2022 sarà ad <strong>ingresso gratuito</strong> fino a esaurimento posti e sarà sufficiente prenotarsi via whatsapp al numero 331 4861931.</p>



<p>Si comincia venerdì 30 settembre con la grazia assoluta dei quartetti di Mozart e una formazione “indigena”, ovvero nata e cresciuta a Catania e già accreditata nei circuiti nazionali e internazionali. Si chiama <strong>Katanè</strong> e per il concerto inaugurale di Classica &amp; Dintorni vedrà la presenza del flautista <strong>Domenico Testaì</strong> insieme con i giovani componenti <strong>Ricardo Urbina</strong> e <strong>Dario Militano</strong> al violino, <strong>Clelia Lavenia</strong> alla viola e <strong>Giulio Nicolosi</strong> al violoncello.</p>



<p><strong>Sabato 1 ottobre</strong> è in programma una autentica chicca: “Quaderni. Diario del tempo che verrà”, un regalo del<strong> M° Marco Betta</strong> – compositore, sovrintendente e direttore artistico del Teatro Massimo di Palermo – per l’<strong>Italianvibes Ensemble.</strong> Si tratta delle trascrizioni per quartetto – vere e proprie miniature sonore – di brani composti per il cinema e il teatro che Betta ha voluto rielaborare per la formazione dell’Italianvibes composto da <strong>Giovanni Mareggini</strong> (flauto), <strong>Luca Ranieri</strong> (viola), <strong>Maria Cecilia Berioli</strong> (violoncello) e dalla stessa <strong>Ketty Teriaca</strong> al pianoforte. <em>“Siamo lusingati – spiega Teriaca – di questo regalo pensato per la nostra formazione, brani che eseguiamo in Sicilia per la prima volta dopo una parziale anteprima in Umbria e in Friuli l’estate scorsa. Si tratta di musiche composte da Betta per tre film diretti dal regista <strong>Roberto Andò</strong>: “Viaggio segreto”, “Viva la libertà” e “Il Manoscritto del Principe”. Mentre la seconda parte del concerto è dedicata alla figura dell’imprenditore palermitano <strong>Ferruccio Barbera</strong> con brani che scandiscono la sua vita, interrotta prematuramente a 53 anni. E poi due pezzi da pièces teatrali, una di <strong>Andrea Camilleri</strong> e l’altra di <strong>Ruggero Cappuccio</strong> nel solco della ricerca e della divulgazione di autori del passato meno conosciuti e di compositori contemporanei di grande valore”</em>. </p>



<p><strong>Domenica 2 ottobre</strong> viaggio sonoro verso le rotte dell’Afganistan e dell’India con il duo di <strong>Davide Livornese</strong> al rabab e <strong>Riccardo Gerbino</strong> al tabla, strumenti tradizionali dei due paesi ai quali i due musicisti hanno dedicato studi in campo internazionale componendo musiche inedite ispirate alle tradizioni locali. Le composizioni sono immaginari sonori che rievocano antiche danze e andature ipnotiche lungo paesaggi melodici armoniosi e improvvisati.</p>



<p>Nel secondo weekend, al Castello Ursino<strong> venerdì 7 ottobre</strong> si esibirà il <strong>Trio Quiròs</strong> con <strong>Francesca</strong> <strong>Adamo Sollima</strong> (soprano), <strong>Mauro Schembri</strong> (mandolinio) e <strong>Fernando Mangifesta</strong> (fisarmonica). In programma musiche di Hahn, Weill, Piazzolla, Ramirez, Angulo, Gershwin e Bernstein. </p>



<p><strong>Sabato 8 </strong>sono attese le <strong>Saucejas</strong>, formazione di origine lettone tutta al femminile che proporrà canti e arrangiamenti della tradizione. </p>



<p>Infine, <strong>domenica 9 ottobre</strong>, chiusura con musiche di Vivaldi, Bach, Rameau e Telemann con <strong>Ensemble Harmonia Urbis</strong>: Giusi Ledda (traversiere), Iben Bagvad Kejser (violino), Andrea Fossà (violoncello), Ugo Di Giovanni (liuto), Marco Silvi (clavicembalo e direzione).</p>



<p>L’edizione 2022 è organizzata dall’associazione culturale <strong>Darshan</strong> e dall’associazione di promozione sociale AreaSud con il contributo di <strong>Ministero della Cultura, Regione Siciliana &#8211; Assessorato Turismo, Sport e Spettacolo, Città di Catania &#8211; Assessorato alla Cultura, Catania Summer Fest</strong>. Info <a href="http://www.associazione-darshan.it/">Associazione Darshan</a>. </p>
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		<title>Noi, insieme, responsabili del futuro della nostra Repubblica</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Feb 2022 19:09:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Parlamento nel giorno del giuramento Signori Presidenti della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica, Signori parlamentari e delegati regionali, il Parlamento e i rappresentanti delle Regioni hanno preso la loro decisione. È per me una nuova chiamata – inattesa &#8211; alla responsabilità; alla quale tuttavia non posso e non ho inteso sottrarmi. Ritorno dunque di fronte a questa Assemblea, nel&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading" id="messaggio-del-presidente-della-repubblica-sergio-mattarella-al-parlamento-nel-giorno-del-giuramento">Messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Parlamento nel giorno del giuramento</h2>



<p>Signori Presidenti della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica, Signori parlamentari e delegati regionali, il Parlamento e i rappresentanti delle Regioni hanno preso la loro decisione.</p>



<p><strong>È per me una nuova chiamata – inattesa &#8211; alla responsabilità; alla quale tuttavia non posso e non ho inteso sottrarmi.</strong></p>



<p>Ritorno dunque di fronte a questa Assemblea, nel <strong>luogo più alto della rappresentanza democratica</strong>, dove la volontà popolare trova la sua massima espressione.</p>



<p>Vi ringrazio per la fiducia che mi avete manifestato chiamandomi per la seconda volta a rappresentare <strong>l’unità della Repubbl</strong>ica.</p>



<p>Adempirò al mio dovere secondo i principi e le norme della <strong>Costituzione</strong>, cui ho appena rinnovato il giuramento di fedeltà, e a cui ho cercato di attenermi in ogni momento nei sette anni trascorsi.</p>



<p>La lettera e lo spirito della nostra Carta continueranno a essere il punto di riferimento della mia azione.</p>



<p><strong>Il mio pensiero, in questo momento, è rivolto a tutte le italiane e a tutti gli italiani: di ogni età, di ogni Regione, di ogni condizione sociale, di ogni orientamento politico. E, in particolare, a quelli più in sofferenza, che si attendono dalle istituzioni della Repubblica garanzia di diritti, rassicurazione, sostegno e risposte al loro disagio.</strong></p>



<p>Queste attese sarebbero state fortemente compromesse dal prolungarsi di uno stato di profonda incertezza politica e di tensioni, le cui conseguenze avrebbero potuto mettere a rischio anche risorse decisive e le prospettive di rilancio del Paese impegnato a uscire da una condizione di gravi difficoltà.</p>



<p>Leggo questa consapevolezza nel voto del Parlamento che ha concluso i giorni travagliati della scorsa settimana.</p>



<p><strong>Travagliati per tutti, anche per me.</strong></p>



<p>È questa stessa consapevolezza la ragione del mio sì e sarà al centro del mio impegno di Presidente della nostra Repubblica nell’assolvimento di questo nuovo mandato.</p>



<p>Nel momento in cui i Presidenti di Camera e Senato mi hanno comunicato l’esito della votazione, ho parlato delle <strong>urgenze &#8211; sanitaria, economica, sociale &#8211; che ci interpellano. Non possiamo permetterci ritardi, né incertezze.</strong></p>



<p><strong>La lotta contro il virus non è conclusa</strong>, la campagna di vaccinazione ha molto ridotto i rischi, ma non ci sono consentite disattenzioni.</p>



<p>È di piena evidenza come la ripresa di ogni attività sia legata alla diffusione dei vaccini che proteggono noi stessi e gli altri.</p>



<p>Questo impegno si unisce a quello per la ripresa, per la costruzione del nostro futuro.</p>



<p>L’Italia è un grande Paese.</p>



<p>Lo spirito di iniziativa degli italiani, la loro creatività e solidarietà, lo straordinario impegno delle nostre imprese, le scelte delle istituzioni ci hanno permesso di ripartire. Hanno permesso all’economia di raggiungere risultati che adesso ci collocano nel gruppo di testa dell’Unione. Ma questa ripresa, per consolidarsi e non risultare effimera, ha bisogno di <strong>progettualità</strong>, di <strong>innovazione</strong>, di <strong>investimenti nel capitale sociale</strong>, di un vero e proprio salto di efficienza del sistema-Paese.</p>



<p>Nuove difficoltà si presentano.<strong> Le famiglie e le imprese</strong> dovranno fare i conti con gli aumenti del <strong>prezzo dell’energia</strong>. Preoccupa la scarsità e l’aumento del prezzo di alcuni beni di importanza fondamentale per i settori produttivi.</p>



<p>Viviamo una fase straordinaria in cui l’agenda politica è in gran parte definita dalla strategia condivisa in sede europea.</p>



<p>L’Italia è al centro dell’impegno di ripresa dell’<strong>Europa</strong>. Siamo i maggiori beneficiari del programma <strong>Next Generation</strong> e dobbiamo rilanciare l’economia all’insegna della sostenibilità e dell’innovazione, nell’ambito della transizione ecologica e digitale.</p>



<p>La stabilità di cui si avverte l’esigenza è, quindi, fatta di dinamismo, di lavoro, di sforzo comune.</p>



<p>I tempi duri che siamo stati costretti a vivere ci hanno lasciato una lezione: dobbiamo dotarci di strumenti nuovi per prevenire futuri possibili pericoli globali, per gestirne le conseguenze, per mettere in sicurezza i nostri concittadini.</p>



<p>L’impresa alla quale si sta ponendo mano richiede il concorso di ciascuno.</p>



<p><strong>Forze politiche e sociali, istituzioni locali e centrali, imprese e sindacati, amministrazione pubblica e libere professioni, giovani e anziani, città e zone interne, comunità insulari e montane. Vi siamo tutti chiamati.</strong></p>



<p>L’esempio ci è stato offerto da medici, operatori sanitari, volontari, da chi ha garantito i servizi essenziali nei momenti più critici, dai sindaci, dalle <strong>Forze Armate e dalle Forze dell’ordine</strong>, impegnate a sostenere la campagna vaccinale: a tutti va riaffermata la nostra riconoscenza.</p>



<p>Questo è l’orizzonte che abbiamo davanti.</p>



<p>Dobbiamo disegnare e iniziare a costruire, in questi prossimi anni, l’Italia del dopo emergenza.</p>



<p>È ancora tempo di un impegno comune per rendere più forte la nostra Patria, ben oltre le difficoltà del momento.</p>



<p>Un’Italia più giusta, più moderna, intensamente legata ai popoli amici che ci attorniano.</p>



<p>Un Paese che cresca in unità.</p>



<p>In cui le disuguaglianze &#8211; territoriali e sociali &#8211; che attraversano le nostre comunità vengano meno.</p>



<p>Un’Italia che offra ai suoi giovani percorsi di vita nello studio e nel lavoro per garantire la <strong>coesione del nostro popolo.</strong></p>



<p>Un’Italia che sappia superare il <strong>declino demografico</strong> a cui l’Europa sembra condannata.</p>



<p>Un’Italia che tragga vantaggio dalla valorizzazione delle sue bellezze, offrendo il proprio modello di vita a quanti, nel mondo, guardano ad essa con ammirazione.</p>



<p>Un’Italia impegnata nella difesa dell’<strong>ambiente</strong>, della <strong>biodiversità</strong>, degli <strong>ecosistemi</strong>, consapevole delle responsabilità nei confronti delle future generazioni.</p>



<p>Una Repubblica capace di riannodare il patto costituzionale tra gli italiani e le loro istituzioni libere e democratiche.</p>



<p>Rafforzare l’Italia significa, anche, metterla in grado di orientare il processo per rilanciare l’Europa, affinché questa divenga più efficiente e giusta; rendendo stabile e strutturale la svolta che è stata compiuta nei giorni più impegnativi della <strong>pandemia.</strong></p>



<p>L’apporto dell’Italia non può mancare: servono idee, proposte, coerenza negli impegni assunti.</p>



<p>La <strong>Conferenza sul futuro dell’Europa</strong> non può risolversi in un grigio passaggio privo di visione storica ma deve essere l’occasione per definire, con coraggio, una Unione protagonista nella comunità internazionale.</p>



<p>In aderenza alle scelte della nostra <strong>Costituzione</strong>, la Repubblica ha sempre perseguito una politica di pace. In essa, con ferma adesione ai principi che ispirano l’<strong>Organizzazione delle Nazioni Unite</strong>, il <strong>Trattato del Nord Atlantico</strong>, l’<strong>Unione Europea</strong>, abbiamo costantemente promosso il dialogo reciprocamente rispettoso fra le diverse parti affinché prevalessero i principi della cooperazione e della giustizia.</p>



<p>Da molti decenni i Paesi europei possono godere del dividendo di pace, concretizzato dall’integrazione europea e accresciuto dal venir meno della Guerra fredda.</p>



<p>Non possiamo accettare che ora, senza neppure il pretesto della competizione tra sistemi politici ed economici differenti, si alzi nuovamente il vento dello scontro; in un continente che ha conosciuto le tragedie della Prima e della Seconda guerra mondiale.</p>



<p>Dobbiamo fare appello alle nostre risorse e a quelle dei <strong>Paesi alleati </strong>e amici affinché le esibizioni di forza lascino il posto al reciproco intendersi, affinché nessun popolo debba temere l’aggressione da parte dei suoi vicini.</p>



<p>I popoli dell’<strong>Unione Europea</strong> devono anche essere consapevoli che ad essi tocca un ruolo di sostegno ai processi di stabilizzazione e di pace nel martoriato panorama mediterraneo e medio-orientale. Non si può sfuggire alle sfide della storia e alle relative responsabilità.</p>



<p>Su tutti questi temi – all’interno e nella dimensione internazionale &#8211; è intensamente impegnato il Governo guidato dal <strong>Presidente Draghi</strong>; nato, con ampio sostegno parlamentare, nel pieno dell’emergenza e ora proiettato a superarla, ponendo le basi di una stagione nuova di crescita sostenibile del nostro Paese e dell’Europa. Al Governo esprimo un convinto ringraziamento e gli auguri di buon lavoro.</p>



<p>I grandi cambiamenti che stiamo vivendo a livello mondiale impongono soluzioni rapide, innovative, lungimiranti, che guardino alla complessità dei problemi e non soltanto agli interessi particolari.</p>



<p>Una riflessione si propone anche sul funzionamento della nostra democrazia, a tutti i livelli.</p>



<p>Proprio la velocità dei cambiamenti richiama, ancora una volta, al bisogno di costante inveramento della democrazia.</p>



<p>Un’autentica democrazia prevede il doveroso rispetto delle regole di formazione delle decisioni, discussione, partecipazione. L’esigenza di governare i cambiamenti sempre più rapidi richiede risposte tempestive. Tempestività che va comunque sorretta da quell’indispensabile approfondimento dei temi che consente puntualità di scelte.</p>



<p>Occorre evitare che i problemi trovino soluzione senza l’intervento delle istituzioni a tutela dell’interesse generale: questa eventualità si traduce sempre a vantaggio di chi è in condizioni di maggiore forza.</p>



<p>Poteri economici sovranazionali tendono a prevalere e a imporsi, aggirando il processo democratico.</p>



<p>Su un altro piano, i regimi autoritari o autocratici tentano ingannevolmente di apparire, a occhi superficiali, più efficienti di quelli democratici, le cui decisioni, basate sul libero consenso e sul coinvolgimento sociale, sono, invece, più solide ed efficaci.</p>



<p><strong>La sfida – che si presenta a livello mondiale – per la salvaguardia della democrazia riguarda tutti e anzitutto le istituzioni.</strong></p>



<p>Dipenderà, in primo luogo, dalla forza del Parlamento, dalla elevata qualità della attività che vi si svolge, dai necessari adeguamenti procedurali.</p>



<p>Vanno tenute unite due esigenze irrinunziabili: rispetto dei percorsi di garanzia democratica e, insieme, tempestività delle decisioni.</p>



<p>Per questo <strong>è cruciale il ruolo del Parlamento, come</strong> luogo della partecipazione. Il luogo dove si costruisce il consenso attorno alle decisioni che si assumono. Il luogo dove la politica riconosce, valorizza e immette nelle istituzioni ciò che di vivo emerge dalla società civile.</p>



<p><strong>Così come è decisivo il ruolo e lo spazio delle autonomie.</strong> Il pluralismo delle istituzioni, vissuto con spirito di collaborazione – come abbiamo visto nel corso dell’emergenza pandemica – rafforza la democrazia e la società.</p>



<p><strong>Non compete a me indicare percorsi riformatori da seguire. Ma dobbiamo sapere che dalle risposte che saranno date a questi temi dipenderà la qualità della nostra</strong> democrazia.</p>



<p>Quel che appare comunque necessario – nell’indispensabile dialogo collaborativo tra Governo e Parlamento è che &#8211; particolarmente sugli atti fondamentali di governo del Paese – il Parlamento sia posto in condizione sempre di poterli esaminare e valutare con tempi adeguati. La forzata compressione dei tempi parlamentari rappresenta un rischio non certo minore di ingiustificate e dannose dilatazioni dei tempi.</p>



<p>Appare anche necessario un ricorso ordinato alle diverse fonti normative, rispettoso dei limiti posti dalla Costituzione.</p>



<p>La qualità stessa e il prestigio della rappresentanza dipendono, in misura non marginale, dalla capacità dei partiti di esprimere ciò che emerge nei diversi ambiti della vita economica e sociale, di favorire la partecipazione, di allenare al confronto.</p>



<p><strong>I partiti sono chiamati a rispondere alle domande di apertura che provengono dai cittadini e dalle forze sociali.</strong></p>



<p><strong>Senza partiti coinvolgenti, così come senza corpi sociali intermedi, il cittadino si scopre solo e più indifeso. </strong>Deve poter far affidamento sulla politica come modalità civile per esprimere le proprie idee e, insieme, la propria appartenenza alla Repubblica.</p>



<p>Il Parlamento ha davanti a sé un compito di grande importanza perché, attraverso nuove regole, può f<strong>avorire una stagione di partecipazione.</strong></p>



<p>Anche sul piano etico e culturale è necessario – proprio nel momento della difficoltà – sollecitare questa passione che in tanti modi si esprime nella nostra comunità. <strong>Tutti i giovani in primo luogo, tutti, particolarmente loro, sentono sulle proprie spalle la responsabilità di prendere il futuro del Paese, portando nella politica e nelle istituzioni novità ed entusiasmo.</strong></p>



<p>Rivolgo un saluto rispettoso alla Corte Costituzionale, presidio di garanzia dei principi della nostra Carta.</p>



<p>Nell’inviare un saluto alle nostre Magistrature – elemento fondamentale del sistema costituzionale e della vita della società –mi preme sottolineare che un profondo processo riformatore deve interessare anche il versante della giustizia.</p>



<p>Per troppo tempo è divenuta un terreno di scontro che ha sovente fatto perdere di vista gli interessi della collettività.</p>



<p><strong>Nella salvaguardia dei principi, irrinunziabili, di autonomia e di indipendenza della Magistratura – uno dei cardini della nostra Costituzione &#8211; l’ordinamento giudiziario e il sistema di governo autonomo della Magistratura devono corrispondere alle pressanti esigenze di efficienza e di credibilità, come richiesto a buon titolo dai cittadini.</strong></p>



<p>È indispensabile che le riforme annunciate giungano con immediatezza a compimento affinché il Consiglio Superiore della Magistratura possa svolgere appieno la funzione che gli è propria, valorizzando le indiscusse alte professionalità su cui la Magistratura può contare, superando logiche di appartenenza che, per dettato costituzionale, devono restare estranee all’Ordine giudiziario.</p>



<p>Occorre per questo che venga recuperato un profondo rigore.</p>



<p>In sede di Consiglio Superiore ho da tempo sottolineato che indipendenza e autonomia sono principi preziosi e basilari della Costituzione ma che il loro presidio risiede nella coscienza dei cittadini: questo sentimento è fortemente indebolito e va ritrovato con urgenza.</p>



<p>I<strong> cittadini devono poter nutrire convintamente fiducia e non diffidenza verso la giustizia e l’Ordine giudiziario. Neppure devono avvertire timore per il rischio di decisioni arbitrarie o imprevedibili che, in contrasto con la certezza del diritto, incidono sulla vita delle persone.</strong></p>



<p>Va sempre avvertita la grande delicatezza della necessaria responsabilità che la Repubblica affida ai magistrati.</p>



<p>La Magistratura e l’Avvocatura sono chiamate ad assicurare che il processo riformatore si realizzi, facendo recuperare appieno prestigio e credibilità alla funzione giustizia, allineandola agli standard europei.</p>



<p>Alle Forze Armate, sempre più strumento di pace, elemento significativo nella politica internazionale della Repubblica, alle Forze dell<strong>’</strong>ordine, garanzia di libertà nella sicurezza, esprimo il mio apprezzamento, unitamente al rinnovo del cordoglio per quanti hanno perduto la vita nell’ assolvimento del loro dovere.</p>



<p>Nel salutare il <strong>Corpo Diplomatico accreditato</strong>,&nbsp;ringrazio per l’amicizia e la collaborazione espressa nei confronti del nostro Paese.</p>



<p>Ai numerosi nostri connazionali presenti nelle più diverse parti del globo va il mio saluto affettuoso, insieme al riconoscimento per il contributo che danno alla comprensione dell’identità italiana nel mondo.</p>



<p>A <strong>Papa Francesco</strong>, al cui magistero l’Italia guarda con grande rispetto, esprimo i sentimenti di riconoscenza del popolo italiano.</p>



<p>Un messaggio di amicizia invio alle numerose comunità straniere presenti in Italia: la loro affezione nei confronti del nostro Paese in cui hanno scelto di vivere e il loro apporto alla vita della nostra società sono preziosi.</p>



<p><strong>L’Italia è, per antonomasia, il Paese della bellezza, delle arti, della cultura.</strong> Così nel resto del mondo guardano, fondatamente, verso di noi.</p>



<p><strong>La cultura non è il superfluo: è un elemento costitutivo dell’identità italiana.</strong></p>



<p>Facciamo in modo che questo patrimonio di ingegno e di realizzazioni – da preservare e sostenere – divenga ancor più una risorsa capace di generare conoscenza, accrescimento morale e un fattore di sviluppo economico. Risorsa importante particolarmente per quei giovani che vedono nelle università, nell’editoria, nelle arti, nel teatro, nella musica, nel cinema un approdo professionale in linea con le proprie aspirazioni.</p>



<p>Consentitemi di ricordare, per renderle omaggio, una grande protagonista del nostro cinema e del nostro Paese: <strong>Monica Vitti.</strong></p>



<p><strong>Sosteniamo una scuola che sappia accogliere e trasmettere preparazione e cultura</strong>, come complesso dei valori e dei principi che fondano le ragioni del nostro stare insieme; <strong>scuola volta ad assicurare parità di condizioni e di opportunità.</strong></p>



<p>C<strong>ostruire un’Italia più moderna è il nostro compito.</strong></p>



<p>Ma affinché la modernità sorregga la qualità della vita e un modello sociale aperto, animato da libertà, diritti e solidarietà, è necessario assumere la lotta alle diseguaglianze e alle povertà come asse portante delle politiche pubbliche.</p>



<p>Nell’ultimo periodo gli indici di occupazione sono saliti &#8211; ed è un dato importante &#8211; ma ancora tante donne sono escluse dal lavoro, e la marginalità femminile costituisce uno dei fattori di rallentamento del nostro sviluppo, oltre che un segno di ritardo civile, culturale, umano.</p>



<p><strong>Tanti, troppi giovani sono sovente costretti in lavori precari e malpagati, quando non confinati in periferie esistenziali.</strong></p>



<p><strong>È doveroso ascoltare la voce degli studenti,</strong> che avvertono tutte le difficoltà del loro domani e cercano di esprimere esigenze, domande volte a superare squilibri e contraddizioni.</p>



<p><strong>La pari dignità sociale è un caposaldo di uno sviluppo giusto ed effettivo.</strong></p>



<p><strong>Le diseguaglianze non sono il prezzo da pagare alla crescita. Sono piuttosto il freno per ogni prospettiva reale di&nbsp;crescita.</strong></p>



<p>Nostro compito – come prescrive la Costituzione – è rimuovere gli ostacoli.</p>



<p>Accanto alla dimensione sociale della dignità, c’è un suo significato etico e culturale che riguarda il valore delle persone e chiama in causa l’intera società.&nbsp;&nbsp;</p>



<p><strong>La dignità.</strong></p>



<p><strong>Dignità è azzerare le morti sul lavoro,</strong> che feriscono la società e la coscienza di ognuno di noi. Perché la sicurezza del lavoro, di ogni lavoratore, riguarda il valore che attribuiamo alla vita.</p>



<p><strong>Mai più tragedie come quella del giovane Lorenzo Parelli, entrato in fabbrica per un progetto scuola-lavoro.</strong></p>



<p>Quasi ogni giorno veniamo richiamati drammaticamente a questo primario dovere del nostro Paese.</p>



<p><strong>Dignità è opporsi al razzismo e all’antisemitismo</strong>, aggressioni intollerabili, non soltanto alle minoranze fatte oggetto di violenza, fisica o verbale, ma alla coscienza di ognuno di noi.</p>



<p><strong>Dignità è impedire la violenza sulle donne</strong>, piaga profonda e inaccettabile che deve essere contrastata con vigore e sanata con la forza della cultura, dell’educazione, dell’esempio.</p>



<p><strong>La nostra dignità è interrogata dalle migrazioni,</strong> soprattutto quando non siamo capaci di difendere il diritto alla vita, quando neghiamo nei fatti dignità umana agli altri.</p>



<p><strong>È anzitutto la nostra dignità che ci impone di combattere, senza tregua, la tratta e la schiavitù degli esseri umani.</strong></p>



<p><strong>Dignità è diritto allo studio, lotta all’abbandono scolastico, annullamento del divario tecnologico e digitale.</strong></p>



<p><strong>Dignità è rispetto per gli anziani</strong> che non possono essere lasciati alla solitudine, e neppure possono essere privi di un ruolo che li coinvolga.</p>



<p><strong>Dignità è contrastare le povertà, </strong>la precarietà disperata e senza orizzonte che purtroppo mortifica le speranze di tante persone.</p>



<p><strong>Dignità è non dover essere costrette a scegliere tra lavoro e maternità.</strong></p>



<p><strong>Dignità è un Paese dove le carceri non siano sovraffollate e assicurino il reinserimento sociale dei detenuti. Questa è anche la migliore garanzia di sicurezza.</strong></p>



<p><strong>Dignità è un Paese non distratto di fronte ai problemi quotidiani che le persone con disabilità devono affrontare.</strong> Confidiamo in un Paese&nbsp;capace di rimuovere gli ostacoli che immotivatamente incontrano nella loro vita.</p>



<p><strong>Dignità è un Paese libero dalle mafie, dal ricatto della criminalità, libero anche dalla complicità di chi fa finta di non vedere.</strong></p>



<p><strong>Dignità è&nbsp;assicurare e garantire il diritto dei cittadini a un’informazione libera e indipendente.</strong></p>



<p>La dignità, dunque, come pietra angolare del nostro impegno, della nostra passione civile.</p>



<p>A questo riguardo – concludendo &#8211; desidero ricordare in quest’aula il Presidente di un’altra Assemblea parlamentare, quella europea, <strong>David Sassoli.</strong></p>



<p>La sua testimonianza di uomo mite e coraggioso, sempre aperto al dialogo e capace di rappresentare le democratiche istituzioni ai livelli più alti, è entrata nell’animo dei nostri concittadini.</p>



<p><strong>“Auguri alla nostra speranza” sono state le sue ultime parole in pubblico.</strong></p>



<p>Dopo avere appena detto: “La speranza siamo noi”.</p>



<p><strong>Ecco, noi, insieme, responsabili del futuro della nostra Repubblica.</strong></p>



<p><strong>Viva la Repubblica, viva l’Italia!</strong></p>
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		<title>“La Musica che €onta”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lina Di Lembo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Nov 2021 10:10:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>AFI – Associazione Fonografici Italiani&#160;tramite il Presidente Cerruti &#8211; in collaborazione con&#160;Deloitte, il centro studi Assolombarda, le società&#160;UTOPIA&#160;e&#160;Gfk&#160;– ha realizzato la prima analisi di impatto della produzione musicale in Italia. L’anteprima del rapporto “La Musica che €onta”, patrocinato dal Ministero dello Sviluppo Economico, è stata illustrata stamani al Senato presso la sala “Caduti di Nassirya”. Tra i presenti Lucia Borgonzoni, Sottosegretario alla Cultura; il Presidente di AFI&#160;Sergio Cerruti;&#160;Marco Vulpiani, partner&#8230;</p>
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<p>AFI – Associazione Fonografici Italiani&nbsp;tramite il Presidente Cerruti &#8211; in collaborazione con&nbsp;Deloitte, il centro studi Assolombarda, le società&nbsp;UTOPIA&nbsp;e&nbsp;Gfk&nbsp;– ha realizzato la prima analisi di impatto della produzione musicale in Italia. L’anteprima del rapporto “La Musica che €onta”, patrocinato dal Ministero dello Sviluppo Economico, è stata illustrata stamani al Senato presso la sala “Caduti di Nassirya”.</p>



<p>Tra i presenti Lucia Borgonzoni, Sottosegretario alla Cultura; il Presidente di AFI&nbsp;Sergio Cerruti;&nbsp;Marco Vulpiani, partner Deloitte Italia;&nbsp;l’Onorevole Federico Mollicone,&nbsp;Presidente dell’Intergruppo Parlamentare Cultura, Arte e Spettacolo della Camera e&nbsp;la speciale partecipazione di&nbsp;Al Bano Carrisi.</p>



<p>L’evento si è aperto con un messaggio del&nbsp;Presidente di Confindustria Cultura Innocenzo Cipolletta, il quale ha evidenziato il ruolo del settore dei beni culturali e della musica nel promuovere grandi processi innovativi e la necessità di offrire un quadro giuridico e legislativo capace di garantirne un adeguato sviluppo. “La Musica che €onta nasce dal bisogno di identificare il valore economico della produzione musicale di interesse nazionale ed è un progetto per il futuro che vuole restituire al settore quella dignità e quella dimensione che troppo spesso gli è stata negata. La musica è un’industria che concorre al PIL, produce lavoro e in quanto tale merita di entrare a pieno titolo nell’agenda politica ed economica delle Istituzioni nazionali”, ha dichiarato&nbsp;Sergio Cerruti, Presidente di Associazione Fonografici Italiani (AFI). “Spero che questo studio”, ha proseguito Cerruti, “ci traghetti verso una nuova coscienza, dove la musica non conta solo nei numeri – come è stato oggi ampiamente dimostrato – ma anche nei fatti. È giunto il momento di un cambio di percezione proprio da parte di chi ha il compito di incentivare, promuovere e migliorare il nostro settore ma che purtroppo nell’ultimo anno ha deciso deliberatamente di lasciarlo in panchina. A tale scopo, proprio perché sono convinto che&nbsp;la cultura non ammette ignoranza, oggi abbiamo voluto dimostrare perché la musica conta e quali sono i dati di riferimento per poter intercettare le esigenze ed elaborare norme coerenti con il settore, il periodo storico e il futuro che ci attende”.</p>
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