<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Vaccino Archivi - ilcaffeonline</title>
	<atom:link href="https://ilcaffeonline.it/tag/vaccino/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://ilcaffeonline.it/tag/vaccino/</link>
	<description>Il coraggio di conoscere</description>
	<lastBuildDate>Mon, 11 Apr 2022 13:54:26 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.4.2</generator>

<image>
	<url>https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/04/cropped-avatar-ilcaffeonline-32x32.png</url>
	<title>Vaccino Archivi - ilcaffeonline</title>
	<link>https://ilcaffeonline.it/tag/vaccino/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Il populismo che preoccupa</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2022/03/29/deluca-il-populismo-che-preoccupa/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2022/03/29/deluca-il-populismo-che-preoccupa/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pietro De Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Mar 2022 10:00:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[#iltempodiuncaffe]]></category>
		<category><![CDATA[Aldo Moro]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Demaghoghi]]></category>
		<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Droga]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrati]]></category>
		<category><![CDATA[Mafia]]></category>
		<category><![CDATA[Pandemia]]></category>
		<category><![CDATA[Populismo]]></category>
		<category><![CDATA[Populisti]]></category>
		<category><![CDATA[Putin]]></category>
		<category><![CDATA[Salvini]]></category>
		<category><![CDATA[Vaccino]]></category>
		<category><![CDATA[virus]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=4187</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dopo la pandemia, la guerra. Dopo tre dosi di vaccino anti-covid19, forse è tempo per noi italiani, di fare un pensierino per la somministrazione di un altro vaccino. Perché c’è uno spettro che si aggira per l’Europa: il populismo. Anche questo andrebbe tenuto a bada, un contrafforte respingente sarebbe assai utile e rassicurante. Il virus del populismo è pericoloso. Si avvicina con passo felpato, assorbe tutti i malumori e comincia&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2022/03/29/deluca-il-populismo-che-preoccupa/">Il populismo che preoccupa</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Dopo la pandemia, la guerra. Dopo tre dosi di vaccino anti-covid19, forse è tempo per noi italiani, di fare un pensierino per la somministrazione di un altro vaccino. Perché c’è uno spettro che si aggira per l’Europa: il populismo. Anche questo andrebbe tenuto a bada, un contrafforte respingente sarebbe assai utile e rassicurante.</p>



<p>Il virus del populismo è pericoloso. Si avvicina con passo felpato, assorbe tutti i malumori e comincia a somministrare un certo modo di star bene. Semplifica i problemi, è sensibile alle rivendicazioni e procede spedito a distribuire soluzioni immediate ed efficaci. Se gli immigrati danno fastidio, c’è una soluzione. Se la droga e il suo spaccio urtano la quiete di tanti quartieri, basta stanare i responsabili casa per casa. Se la mafia incalza, invece di sradicarla, passiamo a conviverci. Con la cultura non si mangia. Se la giustizia è difficile ad amministrarla, si può pensare alla pena di morte. Se le cure sanitarie costano troppo, per non gravare sulle casse dello Stato, mettiamo un tetto all’età di coloro che possano ricorrervi. Piace questo programma? Al popolo sì, certamente. Se poi ci fermiamo a sillabare parola per parola, un po’ meno. Per intanto, a furor di popolo, è importante strappare consenso.</p>



<p>Il populismo fertilizza la mente di coloro che nascono demagoghi e svogliatamente si convertono alla democrazia. Meglio sarebbe dire: vi si adattano. Tant’è che lo fanno solo per entrare in gioco e subito dopo proporre come uscirne. Tutti ricordiamo “i pieni poteri” invocati da Matteo Salvini sotto il sole cocente dell’estate di qualche anno addietro. E ricordiamo pure l’effetto che fecero quelle parole del facilitatore Salvini. Lo stesso di quello che fanno espressioni simili quando si tratta di passare sul cadavere di chiunque purché si arrivi alla terra promessa delle proprie farneticazioni.</p>



<p>Si racconta della vita di Aldo Moro l’effetto che gli fece un comizio tenuto in Puglia. Appena sceso dall’auto fu accolto da urla e applausi. Si guardò intorno e rimase incredulo. Ancora più sconcertato apparve il suo viso ogniqualvolta – e si registrò troppo spesso – veniva interrotto da battimano concitato e privo di pertinenza. Proseguì un po’ controvoglia e quasi in fretta riparò in auto. Per un pezzo del tragitto rimase in silenzio. Un collaboratore allora gli chiese: “Presidente, è soddisfatto di questo incontro?”. “No – rispose &#8211; direi che sono preoccupato. Provate ad immaginare una folla così fatta in mano ad un demagogo, la condurrebbe dove?”.</p>



<p>Ci sono demagoghi e populisti in servizio attivo ai nostri giorni? Ci sono e sono quelli che devono trovare – e dicono di aver trovato – giustificazioni ad una guerra. Ma dietro a questi tali ve ne sono altri che a loro tempo hanno anche delineato il profilo politico culturale e personale dello stesso Putin. E siccome l’esito dei populisti e delle loro convinzioni è sempre dopo i fatti che si può analizzare, la domanda viene su da sola: quando Berlusconi e Salvini parlavano dello statista Putin fingevano o erano sinceri? Se fingevano, è un conto. Ma se non fingevano e parlavano seriamente, è tempo di interrogarsi sulla bontà dei parametri mentali che stavano nelle loro teste. Perché una cosa resta vera: chi semina vento, raccoglie tempesta.</p>



<p>Solo che oggi, al di là del pensiero e della loro manifestazione, il caso dei leader ci interessa ben poco, se, per esempio, parlino o non parlino per confermare o per smentire il predetto. Quello che più ci preme è invece la nostra posizione e cioè: riusciamo ancora a tenere a bada i populisti? E prima ancora: sappiamo distinguere chi lo è e chi non lo è? Veramente ci piace il populismo e veramente può essere buon amico della democrazia?</p>



<p>Perché una cosa è certa: la guerra, l’invasione, il sangue che scorre, la morte, i lutti e le ferite che resteranno, ci convincono di una realtà: l’Italia è una grande democrazia. Difficile e complessa, sicuramente. Dove finanche occorrono due firme e una non basta se il conto corrente bancario è stato impostato a firme congiunte. Una piccola democrazia che comincia dal basso.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2022/03/29/deluca-il-populismo-che-preoccupa/">Il populismo che preoccupa</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2022/03/29/deluca-il-populismo-che-preoccupa/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Covid e tisana</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2022/02/24/roberti-covid-e-tisana/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2022/02/24/roberti-covid-e-tisana/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nada Roberti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Feb 2022 15:41:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[#biblioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[covid]]></category>
		<category><![CDATA[Epidemia]]></category>
		<category><![CDATA[isolamento]]></category>
		<category><![CDATA[Lockdown]]></category>
		<category><![CDATA[Mascherina]]></category>
		<category><![CDATA[Pandemia]]></category>
		<category><![CDATA[Quarantena]]></category>
		<category><![CDATA[tamponi]]></category>
		<category><![CDATA[Tisana]]></category>
		<category><![CDATA[Vaccino]]></category>
		<category><![CDATA[virus]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=4093</guid>

					<description><![CDATA[<p>Malgrado vaccino, precauzioni, mascherina, Luigi l’ha preso. Dal collega, o forse dal barbiere, o in libreria o…sfidando le intemperie durante una passeggiata, o semplicemente in casa,&#160;fra giornali, musica, computer e finanche qualche lavoretto. Dimostrazione lampante che è difficile sfuggire al destino o all’epidemia, che non esistono percorsi infallibili, semmai meno pericolosi. Ha comunque un suo fascino sentire che quando i media annunciano 50.534. contagiati, quel 4 è proprio lui che&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2022/02/24/roberti-covid-e-tisana/">Covid e tisana</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Malgrado vaccino, precauzioni, mascherina, Luigi l’ha preso. Dal collega, o forse dal barbiere, o in libreria o…sfidando le intemperie durante una passeggiata, o semplicemente in casa,&nbsp;fra giornali, musica, computer e finanche qualche lavoretto. Dimostrazione lampante che è difficile sfuggire al destino o all’epidemia, che non esistono percorsi infallibili, semmai meno pericolosi. Ha comunque un suo fascino sentire che quando i media annunciano 50.534. contagiati, quel 4 è proprio lui che per un pelo ha occupato l&#8217;ultimo numero disponibile.&nbsp;</p>



<p>Che figata!&nbsp;dice il mio nipotino, nonché figlio del positivo, sedicente&nbsp;grande che meno figo si sente tuttavia quando insieme al resto della famiglia dovrà tamponarsi (termine che si è insinuato nel parlato quotidiano con un salto semantico dal più frequentato ambito automobilistico).&nbsp;</p>



<p>Luigi è immediatamente &#8211; con sua recondita soddisfazione perché forte delle tre dosi e asintomatico &#8211; isolato all&#8217;ultimo piano, gli altri facenti parte del nucleo familiare, tutti temporaneamente negativi, miei ospiti, al piano di sotto (con mia recondita soddisfazione? Vi lascio nel dubbio).&nbsp;</p>



<p>La prima fase della novità è&nbsp; stata quella di dedicarci all&#8217;interpretazione della normativa. Per Luigi è risultato lapalissiano doversi recludere e abbandonare lavoro e contatti. Meno lapalissiana è apparsa l&#8217;immediata esenzione da ogni collaborazione domestica come mettere fuori la spazzatura,&nbsp; salire le cassette d&#8217;acqua, tenere in ordine il suo abitacolo, prepararsi almeno il caffè.</p>



<p>Le perplessità sono sopraggiunte per il resto della compagnia. Liberi tutti perché negativi? Ma Giorgia è già in personale quarantena per i compagni di classe positivi, Ester ha due dosi di vaccino ma non può andare a scuola perché è in stretto contatto con un positivo, Francesco, il grande,&nbsp;è alla prima dose di vaccino, Francesca ne ha tre ma è quella che è stata più a contatto con il famigerato infetto, io ho tre dosi e non faccio parte ufficialmente, ma logisticamente sì,&nbsp; dello stato di famiglia. Optiamo per una generale quarantena fiduciaria e riprendiamo modalità tempi e consuetudini del primo lockdown.&nbsp;</p>



<p>Dopo&nbsp;l&#8217;unanime sentenza di reclusione affrontata con leggera quanto intempestiva e inconsapevole baldanza, segue l&#8217;unanime coro: &#8220;Tisana&#8221;.</p>



<p>Contro raffreddori e influenza e figuriamoci Covid, ma anche qualsivoglia malanno, in casa nostra è&nbsp;la prima controffensiva. Ma se il coro è unanime, le tisane sono multiple. Ognuno ha la sua, l’unica efficace. Nessuna argomentazione o scientifica esperienza avrà il potere di fare cambiare idea. La propria tisana è una fede.</p>



<p>Io vado controcorrente, ho ascoltato tutti, ho consultato erboristerie e pescato nella vasta rete di internet e alla fine sono arrivata alla conclusione di affidarmi a Rino.</p>



<p>Rino sta a me come l’improvvisazione sta al Fai da te. Rino mi fa da giardiniere con protervia di potatore, da idraulico e elettricista sfiorando ogni volta di dare il colpo mortale a elettrodomestici in via di rottamazione, da restauratore resuscitando mobili confinati negli scantinati. È imbianchino e pittore, come recita il suo biglietto da visita. </p>



<p>Ma soprattutto Rino conosce una tisana miracolosa per ogni tipo d’acciacco. No, non una per ogni malessere, una per tutti i malanni. Le uniche variabili sono dovute alla dimenticanza, agli ingredienti che ha sottomano, alla stagione, alla fantasia. La preparerà lui, nel segreto della sua cucina e me la consegnerà in una bottiglia di vetro. La riceverò con qualche brivido, non attribuibile al Covid.  </p>



<p>La tisana tuttavia non è destinata al legittimo fruitore della terapia, Luigi, che infatti disdegna ogni bevanda calda che non sia caffè.&nbsp; È&nbsp;piuttosto per tutti noi, il resto della famiglia, i tamponati momentaneamente negativi (anche qui il lemma viene usato in un&#8217;accezione insolita, al contrario: quando mai il positivo è negativo e il negativo è positivo?).</p>



<p>Nel carrello che la porta in trionfo in una tisaniera kitsch a forma di Mammy, è tutto all’insegna della lista classica delle coccole: miele, zenzero, eucalipto, ciambella e cioccolata,&nbsp; e poi sciarpa, peluches, plaid, caramelle. E su tutto la calda fiamma del camino che stranamente non fa solo fumo.</p>



<p>Che figata!&nbsp;È sempre lui, il sedicente nipotino grande.&nbsp;E già&nbsp;rispondiamo con un sospiro unanime.</p>



<p><strong>Patologia</strong>: qui non ci sono dubbi: (al massimo tamponi) Covid<br><strong>Terapia</strong>: tisana, ampiamente raccontata, e potrebbe essere il tempo e l&#8217;occasione giusta per una pila di libri, sempre che abbiate finito di leggere la normativa delle quarantene.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2022/02/24/roberti-covid-e-tisana/">Covid e tisana</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2022/02/24/roberti-covid-e-tisana/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Lotta alla pandemia. A tutti è chiesto un patto d’onore</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2022/01/15/deluca-lotta-alla-pandemia-a-tutti-e-chiesto-un-patto-donore/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2022/01/15/deluca-lotta-alla-pandemia-a-tutti-e-chiesto-un-patto-donore/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pietro De Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Jan 2022 15:14:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[#iltempodiuncaffe]]></category>
		<category><![CDATA[Cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[COVID19]]></category>
		<category><![CDATA[Divulgazione]]></category>
		<category><![CDATA[filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Igiene]]></category>
		<category><![CDATA[Mascherine]]></category>
		<category><![CDATA[Pandemia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[Scienzieati]]></category>
		<category><![CDATA[Siciertà]]></category>
		<category><![CDATA[Televisione]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>
		<category><![CDATA[Vaccino]]></category>
		<category><![CDATA[Varianti]]></category>
		<category><![CDATA[virus]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=3902</guid>

					<description><![CDATA[<p>Siamo stanchi – ripete più d’uno. E anche oltremodo posti a dura prova da questa pandemia che non accenna ad andarsene. Purtroppo è così. Se, però, riuscissimo in qualche modo a mettere un po’ d’ordine nei nostri pensieri, certamente da questi stati d’animo toglieremmo quella dose in eccesso di ansia che li accompagna. Se riavvolgiamo il nastro e partiamo dai primi giorni del marzo 2020, potremmo ricordare alcuni pronunciamenti che&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2022/01/15/deluca-lotta-alla-pandemia-a-tutti-e-chiesto-un-patto-donore/">Lotta alla pandemia. A tutti è chiesto un patto d’onore</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Siamo stanchi – ripete più d’uno. E anche oltremodo posti a dura prova da questa pandemia che non accenna ad andarsene. Purtroppo è così. Se, però, riuscissimo in qualche modo a mettere un po’ d’ordine nei nostri pensieri, certamente da questi stati d’animo toglieremmo quella dose in eccesso di ansia che li accompagna.</p>



<p>Se riavvolgiamo il nastro e partiamo dai primi giorni del marzo 2020, potremmo ricordare alcuni pronunciamenti che con molta chiarezza (allora, sì) vennero espressi da quegli scienziati subito contattati e che noi conoscemmo per la prima volta in quella occasione. Ci dissero: è una cosa nuova, si tratta di un virus, abbiamo bisogno di un po’ di tempo per studiare come è fatto, appena lo guarderemo in faccia provvederemo a combatterlo con un vaccino, per il vaccino occorre tempo, ipotizziamo che il virus procederà con varianti, possiamo dire che nasce e muore e che più si espande più perde forza.<br>In seguito anche noi imparammo tante cose: necessità del distanziamento, igiene accurata, uso delle mascherine, mentre un linguaggio più preciso cominciava a definire pandemia quella che all’inizio fu detta epidemia.</p>



<p>Poteva esistere un metodo per affrontare tutto questo processo che ci ha portato fino ad oggi? Certamente, no; soprattutto per noi che conosciamo poco la storia e in materie scientifiche manteniamo scarsa formazione, per non dire fumose conoscenze, miste a credenze perlopiù contaminanti. Sarà stato anche per questi motivi che cresce l’ansia e la confusione quando guardiamo – se ancora guardiamo – al volgere delle cose.</p>



<p>Diciamo “gli scienziati in televisione litigano e non sappiamo a chi credere”. E’ una fortuna vedere litigare gli scienziati quando espongono ipotesi o soluzioni. Gli scienziati, per fortuna nostra e loro, si fanno domande. Ora, una domanda è buona quando ne suscita un’altra. Ed è così che di domanda in domanda si procede e si fa ricerca. Scienziati che dovessero parlare in coro sarebbero una rovina per la scienza. Non sarebbero scienziati. Altro è il caso quando essi stessi non specificano a noi da che parte stanno guardando la materia: se, per esempio, parla un clinico, egli non può che descrivere che cosa accade in un reparto d’ospedale; se parla un epidemiologo, egli ci parla di come e perché il virus si diffonde.</p>



<p>Un’osservazione qui si può fare: allo scienziato si addice la chiarezza e anche la capacità di ricordarsi a chi parla. Altro è l’aula di università, altro il congresso scientifico, altro la televisione. Ma agli scienziati nessuno aveva detto prima che un giorno avrebbero dovuto fare anche divulgazione televisiva. Gliel’ha imposto la pandemia. E la pandemia non è cosa bella. Se a questo poi si aggiunge che una trasmissione televisiva ha l’esigenza di produrre ascolti e più ne produce se in studio si litiga, allora il discorso si fa altro e ne richiama un altro ancora.</p>



<p>Appunto, quello della comunicazione. E qui possiamo dire di aver fatto esperienze diverse. Possiamo e vogliamo essere grati a tutti quegli uomini e donne che ci stanno aiutando a capire. Lo fanno quando misurano le parole, riescono a dire con pacatezza e anche fermezza verità scomode soprattutto quando si rivolgono agli impegni della politica e di noi singoli cittadini.</p>



<p>Del resto, non sono i medici che governano. Governano i politici. Fossero meglio informati, farebbero certamente meno confusione. Se il nemico comune a tutti i politici resta il virus, il Paese è salvo. Se il virus viene messo da parte o accampato a pretesto per fare lotta politica, allora il discorso cambia e può nuocere non poco. Da qui si può valutare la serietà della lotta e la responsabilità dinanzi ai cittadini.</p>



<p>C’entrano pure la filosofia, il diritto e la sociologia con il Covid19? C’entrano e come. Dinanzi alla pandemia c’è tutta la nostra vita e pertanto devono vegliare tutte le sentinelle perché la società non si ammali e vadano in crisi libertà, persona, salute, lavoro, economia. Una pandemia è devastante, e noi ne stiamo scorgendo i pericoli. A tutti è chiesto un patto d’onore: che la stima e il servizio all’uomo venga prima di ogni altra mira. Solo così ci faremo buona compagnia in questi giorni al chiaroscuro. Con meno ansia possibile.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2022/01/15/deluca-lotta-alla-pandemia-a-tutti-e-chiesto-un-patto-donore/">Lotta alla pandemia. A tutti è chiesto un patto d’onore</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2022/01/15/deluca-lotta-alla-pandemia-a-tutti-e-chiesto-un-patto-donore/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Guido Rasi: il vaccino è sicuro, non è sperimentale</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2021/11/25/raco-guido-rasi-vaccino-sicuro-non-sperimentale/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2021/11/25/raco-guido-rasi-vaccino-sicuro-non-sperimentale/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuele Raco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Nov 2021 11:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Questo viso non mi è nuovo]]></category>
		<category><![CDATA[Agenzia Europea per i medicinali]]></category>
		<category><![CDATA[AIFA]]></category>
		<category><![CDATA[Anagrafe vaccinale]]></category>
		<category><![CDATA[Brevetti]]></category>
		<category><![CDATA[Cepi]]></category>
		<category><![CDATA[Covax]]></category>
		<category><![CDATA[COVID19]]></category>
		<category><![CDATA[Ebola]]></category>
		<category><![CDATA[EMA]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Figliuolo]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Green pass]]></category>
		<category><![CDATA[Guido Rasi]]></category>
		<category><![CDATA[Igiene]]></category>
		<category><![CDATA[Immunità]]></category>
		<category><![CDATA[Immunologo]]></category>
		<category><![CDATA[Long covid]]></category>
		<category><![CDATA[Mascherine]]></category>
		<category><![CDATA[mRNA]]></category>
		<category><![CDATA[Obbligatorietà]]></category>
		<category><![CDATA[OMS]]></category>
		<category><![CDATA[Oncologia]]></category>
		<category><![CDATA[Organizzazione Mondiale Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[Ospedali]]></category>
		<category><![CDATA[Pandemia]]></category>
		<category><![CDATA[Pediatria]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[Scuole]]></category>
		<category><![CDATA[Stato di emergenza]]></category>
		<category><![CDATA[tamponi]]></category>
		<category><![CDATA[Terza dose]]></category>
		<category><![CDATA[Trasporti]]></category>
		<category><![CDATA[Vaccino]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=3919</guid>

					<description><![CDATA[<p>A che punto siamo con il virus in Italia. Possiamo dire di essere all’inizio di quella che viene definita la quarta ondata pandemica?Sicuramente siamo all’inizio della quarta ondata pandemica. Siamo ancora in un equilibrio relativamente buono, con la possibilità di entrare in una fase di plateau, di relativa stabilità. Ovviamente è un equilibrio estremamente fragile. I nostri comportamenti saranno fondamentali e le misure che si stanno studiando sono finalizzate a&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/11/25/raco-guido-rasi-vaccino-sicuro-non-sperimentale/">Guido Rasi: il vaccino è sicuro, non è sperimentale</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>A che punto siamo con il virus in Italia. Possiamo dire di essere all’inizio di quella che viene definita la quarta ondata pandemica?</strong><br>Sicuramente siamo all’inizio della quarta ondata pandemica. Siamo ancora in un equilibrio relativamente buono, con la possibilità di entrare in una fase di plateau, di relativa stabilità. Ovviamente è un equilibrio estremamente fragile. I nostri comportamenti saranno fondamentali e le misure che si stanno studiando sono finalizzate a stabilizzare questa situazione molto delicata. In Europa siamo invece circondati da situazioni esplosive.</p>



<p><strong>Come mai in Europa si vivono situazioni che lei definisce più “esplosive” di quella italiana?</strong><br>Mi piacerebbe dire, in modo breve, perché siamo stati più bravi. Sicuramente abbiamo una delle percentuali di vaccinazione più alta, fatta in tempi relativamente brevi. La velocità ha un valore enorme perché riduce le possibilità del virus di circolare e infettare altre fette di popolazione. Mediamente, come comportamenti individuali, molti italiani osservano in modo automatico le raccomandazioni più comuni, come l’uso della mascherina e una corretta igiene. </p>



<p><strong>Poi abbiamo introdotto il green pass.</strong><br>Che è uno strumento controverso ma che ha un suo grande valore in termini di salute pubblica, in termini di gestione delle pandemie. In definitiva identifica una popolazione a minor rischio rispetto a una popolazione a maggior rischio e consente alla popolazione a minor rischio un grado di confidenza e di azione più ampia. E questo ha funzionato, anche indirettamente, come incentivo per le vaccinazioni. Non va sottovalutato. Noi abbiamo questo vantaggio e ce lo dobbiamo tenere stretto.</p>



<p><strong>Questi sono i punti forti. Se dovesse individuare i punti deboli nella lotta italiana al covid, quali indicherebbe?</strong><br>I due punti deboli della campagna vaccinale sono la disomogeneità per territorio e per età. La disomogeneità crea delle comunità di non vaccinati dove il virus ha grande facilità di essere mantenuto in circolo. L’altra grossa debolezza è quella di non avere fatto misure strutturali. Il primo grosso elemento di debolezza sono i trasporti pubblici. Giustamente usiamo il green pass per i treni a lunga percorrenza mentre nel quotidiano non abbiamo usato le stesse misure. </p>



<p><strong>Di chi è la responsabilità?</strong><br>Direi che le autorità locali hanno sicuramente mancato un po’ di iniziativa. Bisognava investire in personale che aiutava le persone a mantenersi a distanza. Quello che con maggiore attenzione abbiamo adottato e osservato durante la prima fase pandemica. Questo è mancato, a scuola come nei trasporti, è mancato nella gestione dei flussi.</p>



<p><strong>L’utilizzo del vaccino è stato determinante e il generale Figliuolo ha imposto un cambio di passo evidente. Stanno per arrivare anche i primi farmaci antivirali che conviveranno col vaccino?</strong><br>I farmaci antivirali sono molto benvenuti perché si uniscono al vaccino. Tradizionalmente la lotta alle malattie infettive si basa su questi due cardini: la vaccinazione per prevenire e il farmaco per curare quando la prevenzione non sia andata in porto. Teniamo conto che per motivi immunologici il 6% dei vaccinati non risponde al vaccino, spesso perché ha delle patologie sottostanti. C’è poi un declino complessivo nei sei mesi che speriamo di compensare con la terza dose. Anche i vaccinati in misura molto minore, nove volte meno degli altri, si infettano quindi avere i farmaci è fondamentale. </p>



<p><strong>Sappiamo già che efficacia hanno?</strong><br>Vedremo come performano questi farmaci che, essendo antivirali sono validi solo i primi quattro o cinque giorni, dopo non hanno più effetto, quando subentra la fase infiammatoria della malattia. Ma benvengano, insieme a un maggiore uso dei monoclonali, coi quali si sta prendendo confidenza. Avere un arsenale di armi diversificate è un grande vantaggio.</p>



<p><strong>Pe quanti anni sarà necessario effettuare regolarmente il vaccino così come succede con l’antinfluenzale?</strong><br>E’ una domanda molto impegnativa, come tutte le previsioni. Da immunologo qualche speranza sulla terza dose, che duri un po’ di più, la ho. E’ la logica del sistema immunitario: con la prima dose hai lo stampo, capisci quale anticorpo produrre; con la seconda dose ne produci in grande quantità; con la terza stabilizzi la memoria immunologica. Se anche questo virus ci consente di essere nei canoni classici di immunologia, cosa che non è detta, potremmo con la terza dose avere un po’ più di respiro. </p>



<p><strong>Si arriverà a una fase di endemizzazione di questo virus?</strong><br>Prima o poi accadrà e quindi il massimo che potrà succedere è di fare una dose ogni anno, soprattutto per le categorie fragili. C’è ancora la speranza, tra un anno o un anno e mezzo, di non sentirne più parlare. Ma è una speranza. Non ho la sfera di cristallo e qui di sfere di cristallo si parla. Non ci sono altri elementi scientifici per questo tipo di previsioni.</p>



<p><strong>Lo vediamo anche con il continuo cambio di durata del green pass.</strong><br>Mi rendo conto che è molto impopolare questo continuo cambio. Non aiuta all’accettazione delle regole, però è un dato di fatto. La diminuzione della copertura immunologica dopo sei mesi era una ipotesi ma è stata verificata solo di recente. L&#8217;attendibilità dei tamponi antigenici, ormai eseguiti anche da tanti operatori non addestrati a farlo, è scesa intorno al 60% e se ne sta prendendo atto adesso. Necessariamente i pochi strumenti che abbiamo dobbiamo utilizzarli adattandoli alla realtà.</p>



<p><strong>Lei è stato il direttore di EMA. Alle agenzie c’è chi rimprovera che sono state tralasciate le certificazione per farmaci che curano altri tipi di malattie per concentrarsi sui vaccini per il covid. E&#8217; così?</strong><br>E’ vero solo in parte. Non ci sono grandi ritardi. Io posso parlare per l’EMA, dove è stata organizzata una task force imponente per quanto riguarda il covid con persone esperte in virologia e malattie infettive. Gli oncologi ad esempio hanno continuato a lavorare nei tavoli dell’oncologia. I comitati decisionali sono stati un po’ ingolfati dal covid? Sicuramente si ma non è lì il grosso ritardo. Purtroppo il grosso ritardo non è nelle agenzie regolatrici ma negli ospedali che hanno dovuto riconvertirsi e dedicare tutte le energie al Covid.</p>



<p><strong>Molti cittadini scettici chiedono: come si è arrivati in pochi mesi ad avere il vaccino contro il covid quando generalmente ci vogliono anni per ottenere questi risultati?</strong><br>E’ uno dei dubbi ricorrenti che poi si completa con la frase: &#8220;è ancora sperimentale&#8221;. La risposta è molto semplice. C’è stato uno spiegamento di forze intellettuali, scientifiche ed economiche massivo. La sperimentazione è stata rapida. Faccio l’esempio dell’Ebola. Per l’Ebola ci sono voluti cinque anni perché nel momento in cui doveva esser fatta la sperimentazione sulle persone finiva l’outbreak pandemico. Quindi per arruolare tremila persone per l’Ebola ci sono voluti cinque anni, perché non c’erano &#8211; fortunatamente &#8211; sufficienti malati. Qui questo problema non c’è stato. In tre, quattro settimane si son potuti arruolare quarantamila pazienti. </p>



<p><strong>Quanto serve mediamente per un vaccino?</strong><br>Un vaccino medio viene approvato con cinque/seimila pazienti. Col covid si è trovata la disponibulità di quarantamila persone in poche settimane perché il virus c’era, l’esposizione c’era, i malati c’erano. Quindi il primo fattore è stato la riduzione da cinque anni a tre settimane per disponibilità del materiale &#8211; mi spiace usare così il temine &#8211; umano.</p>



<p><strong>Secondo motivo?</strong><br>Quindici miliardi messi ad aprile su un consorzio di 120 ditte che condividevano i brevetti. Sequenza del virus a disposizione di 120 potenziali produttori in sette giorni. Con l’Ebola ci sono voluti 12 anni. Questi sono le cose che hanno fatto la differenza. La tecnologia a mRNA, in studio da vent’anni, già approvata dall’EMA, prima al mondo, per un tumore, quindi già sperimentata sull’uomo, ha avuto la forza economica per poter essere messa a sistema. </p>



<p><strong>Altra accusa è che il vaccino è ancora sperimentale.</strong><br>Le tre classiche fasi sperimentali sono state completate, quindi non è sperimentale il vaccino. Uno dei tre pilastri dell’approvazione è la qualità. E’ stato imposto fino al 2023 di continuare a certificare la qualità perché sappiamo che per un farmaco nuovo la stabilità non è un dato scontato, soprattutto quando si continua ad aprire nuovi stabilimenti e a riprodurre lo stesso sistema dove non c’è stata esperienza. Fino al 2023 è la qualità che deve essere continuamente certificata. Altre due condizioni sono state imposte.</p>



<p><strong>Quali?</strong><br>L’obbligo di continuare la sperimentazione su altre popolazioni, segnatamente le fasce di età dai 18 ai 12 anni e dagli 11 ai 5. Sperimentazioni che eticamente avvengono di solito dopo una certa esperienza sugli adulti. L’altra condizione, ancora più importante, è la stabilità del prodotto, soprattutto per quelli a mRNA. Si ricorda che all’inizio si conservavano solo a meno settanta gradi, adesso sono stati stabilizzati un po’ di più. Come EMA abbiamo imposto di continuare le prove di stabilità sino al 2023 per provare a consegnarli e distribuirli rapidamente nei posti più remoti del mondo dove non sono garantite le condizioni che abbiamo in Europa per la stabilità della sostanza. Queste sono le tre condizioni e nulla hanno a che fare con la sperimentazione. E’ un tema che viene usato in buona fede, e in non buona fede, per dire che è ancora sperimentale. Non è sperimentale.</p>



<p><strong>Per i più giovani l’EMA dovrebbe dare l’autorizzazione a breve. Qual è la situazione?</strong><br>L’EMA dovrebbe dare l’autorizzazione entro lunedì 29 novembre. E’ già importante avere un vaccino disponibile, alla dose giusta, che ha dato nelle prove sperimentali ottimi risultati, sia di efficacia che di sicurezza. Sarà l’AIFA a decidere sull’uso del vaccino su questa popolazione ma io sono convinto che l’ultima parola spetterà ai pediatri, che monitorizzano negli ospedali e sanno cosa vedono. Sappiamo già che il 20/25% di tutti gli infettati in questo momento in Italia sono in quella fascia di età. </p>



<p><strong>Sembra tantissimo.</strong><br>Per questo direi che hanno titolo a parlare le agenzie regolatorie per quanto riguarda efficacia e sicurezza, i pediatri per quanto riguarda l’opportunità di vaccinare in massa o singole sottopopolazioni di pazienti pediatrici che abbiano particolare rischio per gli effetti del covid. Ricordo che nel bambino già si è visto qualcosa che può essere assimilabile al long covid nell’adulto. Non sappiamo se i danni del long covid del bambino saranno permanenti o solo molto prolungati. Con questo dubbio, se toccasse a me decidere, mio figlio lo vaccinerei.</p>



<p><strong>Se toccasse a lei decidere se rendere il vaccino obbligatorio?</strong><br>Prima di renderlo obbligatorio di massa dai 5 agli 11 anni vorrei vedere i dati pediatrici. La società italiana di pediatria si è espressa già a favore. Si è riservata di vedere quali sono i termini autorizzativi, qual è il beneficio/rischio che dichiarerà l’agenzia regolatoria. Se l’agenzia regolatoria si regolasse così e se le società di pediatria dicono questo io lo renderei obbligatorio.</p>



<p><strong>Per il resto della popolazione? Renderlo obbligatorio?</strong><br>Tendenzialmente si. Mi rendo conto della difficile implementabilità e quindi pragmaticamente direi: obbligatorietà a tutte quelle popolazioni che costituiscono un reale rischio di circolazione e mi riferisco a dipendenti pubblici e forze dell’ordine. Poi tutte le popolazioni che sono a stretto contatto stretto col pubblico: da chi sta alle casse dei supermercati al personale di trasporto. Per tutte queste persone sicuramente ci vuole l’obbligo. </p>



<p><strong>Il suo parere?</strong><br>Personalmente io sono favorevole all’obbligo ma non sono un giurista, non so quali problemi pone e siccome mi sembra che l’obbligo ragionato, per categorie a oggettivo maggiore rischio stia funzionando, ritengo che sia una buona via da perseguire.</p>



<p><strong>In che tempi potranno essere sviluppati quei programmi che puntano a portare i vaccini nei paesi economicamente meno forti?</strong><br>E’ fondamentale che tutti questi programmi siano sempre più sviluppati. Inutile ripetere quanto è importante la vaccinazione globale per avere anche effetti locali. Il problema dei vaccini nei paesi che sono indietro con la vaccinazione non è solo un problema di dosi, non è solo la conservazione, per risolvere la quale dovrebbero arrivare i vaccini proteici, a più facile distribuibilità e conservazione.</p>



<p><strong>Qual è allora?</strong><br>Uno dei problemi più grossi è la distribuzione sul territorio. Servono interventi importanti dei governi locali e dell’ONU, che dovrebbero organizzare programmi di distribuzione e sensibilizzazione. Ci sono interi paesi dove le religioni locali e meno locali sono il vero ostacolo.</p>



<p><strong>Cosa ci dice sulla proposta di liberalizzare il brevetto?</strong><br>E’ una stupidaggine pensare che la liberalizzazione del brevetto dia la possibilità di produrre vaccini in tutto il mondo. Il trasferimento di tecnologie così complesse e articolate non è semplicemente rilasciare il brevetto ma fare il trasferimento tecnologico, mettere su impianti della sofisticatezza adeguata a produrre un prodotto complesso. Bisognerebbe fare dei ragionamenti un po’ meno populistici e più seri, con programmi articolati. Covax è un buon programma; Cepi è un altro buon programma. Però ci vuole l’autorità mondiale, che è l’OMS, che li metta insieme e inizi a mettere i governi interessati al tavolo per far si che le risorse che vengono distribuite non siano carità ma progetti organici ed efficaci.</p>



<p><strong>Lei crede che la vaccinazione potrà procedere anche senza lo stato di emergenza?</strong><br>Non sono un giurista quindi parlo di stato di emergenza in termini di salute pubblica. Lo stato di emergenza dipende dalla capienza delle strutture sanitarie e dalla possibilità che queste non diventino ostacolo a creare altre emergenze su altre patologie che sono rimaste indietro di quasi due anni. Questa per me, da persona della salute, è l’emergenza. Sono i numeri che la detteranno. La vaccinazione sta seguendo il suo corso: chi ha fatto due dosi secondo me è propenso a fare anche la terza. Non credo che sia la vaccinazione ad aver bisogno di stati di emergenza. Credo sia lo stato complessivo in cui esce la sanità pubblica se il virus continuerà a girare e se le varianti si riveleranno particolarmente ostiche.</p>



<p><strong>Qual è secondo lei lo zoccolo duro che non si riuscirà a scalfire, qual è l’obiettivo che realisticamente possiamo porci e quali sono le azioni che avete in animo di mettere in campo per raggiungere il limite massimo che potrà essere perseguito con la vaccinazione?</strong><br>Secondo un recente sondaggio il vero zoccolo duro non è più del 7%, quindi ne mancherebbe un altro 5/6% per raggiungere quel livello. Una buona notizia. Le nuove vaccinazioni hanno ripreso ad essere sopra le diecimila al giorno da una settimana circa. Questo vuol dire che si possono avere in un mese circa trecentomila nuovi vaccinati. Infatti quei 7,5 milioni sono già scesi a 6,7 milioni. C’è quindi un lento e continuo reclutamento di persone che avevano esitato. </p>



<p><strong>Dove si è inceppata la macchina sinora?</strong><br>Io credo che non si sia giocata bene, più a livello locale che a livello commissariale, la carta dei medici di famiglia. I medici di famiglia sono il fattore dirimente. Una iniziativa in atto, che io condivido, è di valutare le percentuali di vaccinazione per medico di famiglia, in modo da intercettare anche i medici no-vax. Su quelli sarei dell’idea di fare un’azione molto più perentoria. Ci sono dei medici che hanno scoraggiato i loro pazienti e i numeri cominciano a essere molto evidenti. Lì forse c’è un’area di intervento, portando i pazienti a contatto con medici più informati, che hanno studiato un po’ meglio durante il loro corso di laurea.</p>



<p><strong>Professore, le voglio esporre un caso personale che penso coinvolga centinaia di migliaia di italiani. Io potrei fare la terza dose ma lavorando a Roma ed avendo la residenza in altra regione, o aspetto di rientrare nella mia città o sono obbligato a scegliere un medico provvisorio nel Lazio. Non le sembra un intoppo burocratico senza senso?</strong><br>E’ assurdo. E’ assolutamente assurdo. Il problema c’è, lo risolvemmo nella prima ondata con gli hub dove chiunque, anche di passaggio, poteva vaccinarsi per poi essere registrato. Lei mi ha chiesto prima delle debolezze del sistema. Questa è una: non c’è un’anagrafe vaccinale nazionale, nonostante io avessi chiesto, nel 2019, a tutti i governi, incluso quello italiano, di preparare le anagrafi vaccinali nazionali. Non è stato fatto. Lei è una delle vittime di questa debolezza che abbiamo.</p>



<p>Guido Rasi, immunologo, è consulente scientifico del commissario Figliuolo. Ex direttore dell’EMA, l’Agenzia europea per i medicinali, è direttore scientifico di Consulcesi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/11/25/raco-guido-rasi-vaccino-sicuro-non-sperimentale/">Guido Rasi: il vaccino è sicuro, non è sperimentale</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2021/11/25/raco-guido-rasi-vaccino-sicuro-non-sperimentale/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Nando Pagnoncelli: c’è una domanda di maggiore concordia e coesione</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2021/10/15/raco-nando-pagnoncelli-domanda-di-maggiore-concordia-e-coesione/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2021/10/15/raco-nando-pagnoncelli-domanda-di-maggiore-concordia-e-coesione/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuele Raco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Oct 2021 20:44:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Questo viso non mi è nuovo]]></category>
		<category><![CDATA[Amministrative]]></category>
		<category><![CDATA[Anziani]]></category>
		<category><![CDATA[Astensionismo]]></category>
		<category><![CDATA[Astenuti]]></category>
		<category><![CDATA[Ballottaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Boomers]]></category>
		<category><![CDATA[calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Campagna vaccinale]]></category>
		<category><![CDATA[Candidature]]></category>
		<category><![CDATA[Centrodestra]]></category>
		<category><![CDATA[Centrosinistra]]></category>
		<category><![CDATA[Cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[Contagi]]></category>
		<category><![CDATA[covid]]></category>
		<category><![CDATA[Damilano]]></category>
		<category><![CDATA[Disagio]]></category>
		<category><![CDATA[Draghi]]></category>
		<category><![CDATA[Europee]]></category>
		<category><![CDATA[Famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Forze dell&#039;ordine]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Governo]]></category>
		<category><![CDATA[Green pass]]></category>
		<category><![CDATA[IPSOS]]></category>
		<category><![CDATA[Manifestazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Moderati]]></category>
		<category><![CDATA[Nando Pagnoncelli]]></category>
		<category><![CDATA[Neofascisti]]></category>
		<category><![CDATA[Partecipazione]]></category>
		<category><![CDATA[Piazza]]></category>
		<category><![CDATA[PNRR]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Politiche]]></category>
		<category><![CDATA[Rappresentanza]]></category>
		<category><![CDATA[Regionali]]></category>
		<category><![CDATA[Regioni]]></category>
		<category><![CDATA[Sala]]></category>
		<category><![CDATA[Scienze Politiche]]></category>
		<category><![CDATA[Scolarità]]></category>
		<category><![CDATA[Sindaco]]></category>
		<category><![CDATA[Sondaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Torino]]></category>
		<category><![CDATA[Vaccino]]></category>
		<category><![CDATA[Veneto Campania]]></category>
		<category><![CDATA[Violenza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=3694</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le elezioni amministrative sono solitamente le più vicine ai cittadini, quindi quelle con il tasso di adesione più alto. L’astensionismo tradizionalmente cresce man mano che la competizione si allarga a territori maggiori. Perché questa volta l’astensionismo è stato invece così alto?È l’interrogativo che ci siamo posti immediatamente. Alle amministrative i cittadini si mobilitano normalmente di più perché si rendono conto dell’importanza che il voto ha per la qualità della loro&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/10/15/raco-nando-pagnoncelli-domanda-di-maggiore-concordia-e-coesione/">Nando Pagnoncelli: c’è una domanda di maggiore concordia e coesione</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Le elezioni amministrative sono solitamente le più vicine ai cittadini, quindi quelle con il tasso di adesione più alto. L’astensionismo tradizionalmente cresce man mano che la competizione si allarga a territori maggiori. Perché questa volta l’astensionismo è stato invece così alto?</strong><br>È l’interrogativo che ci siamo posti immediatamente. Alle amministrative i cittadini si mobilitano normalmente di più perché si rendono conto dell’importanza che il voto ha per la qualità della loro vita. Poi molto spesso conoscono direttamente i candidati a sindaco, almeno nei centri piccoli e medi. Inoltre il Covid ci aveva mostrato, in occasione delle regionali dello scorso anno, un grande legame tra i cittadini e l’amministrazione che durante l’emergenza è risultato essere l’ente più prossimo, ossia la regione, quello che è intervenuto per fronteggiare la pandemia. C’erano stati voti con percentuali elevatissime, come in Veneto o in Campania. Tutto ciò ha reso sorprendente il dato di astensione.</p>



<p><strong>Che spiegazione vi siete dati?</strong><br>Io penso che ci sia stato il concorso di una pluralità di fattori. Il primo è legato al fatto che il clima con il governo Draghi è molto cambiato: la presenza di un governo sostenuto da forze tra loro avverse ha fortemente ridotto l’interesse per il dibattito, come se l’attenzione fosse più rivolta alle iniziative del governo: la campagna vaccinale, la situazione economica, il PNRR. Un certo tipo di conflittualità politica ha quindi fatto meno presa, e sappiamo che questa conflittualità mobilita gli elettorati.</p>



<p><strong>L’astensionismo ha capito tutti allo stesso modo</strong>?<br>No. Infatti un secondo aspetto è legato al fatto che questo astensionismo è stato asimmetrico, ha cioè colpito più il centrodestra che il centrosinistra, e questo significa che probabilmente c’è stato un problema di candidature. Inoltre sappiamo che il centrodestra, che nei sondaggi nazionali si mantiene comunque con il tasso d’intenzioni di voto più alto, ha fatto fatica ad individuare candidati convincenti, e molto spesso le ha individuate a ridosso della campagna, con la conseguenza che erano candidati con meno tempo per farsi conoscere ed illustrare i propri programmi.</p>



<p><strong>Dove il centrodestra ha individuato per tempo un candidato noto infatti, cioè in</strong> <strong>Calabria, ha vinto.</strong><br>Sì, inoltre era un candidato con un profilo più moderato rispetto ad altri che, viceversa, erano stati proposti da forze meno moderate. Stesso ragionamento può valere per Torino, dove Damilano, che va al ballottaggio con un buon risultato, ha un profilo più moderato ed è stato scelto per tempo. Un ultimo elemento che forse ha inciso è che quando un elettore è convinto che il proprio candidato sia destinato alla sconfitta, è meno motivato ad andare a votare. Così, questa asimmetria ha fatto sì, come a Milano per esempio, che una parte di elettorato di centrodestra, immaginando una sconfitta, non fosse particolarmente determinato ad andare a votare.</p>



<p><strong>I dati che dicono?</strong><br>Complessivamente abbiamo avuto un arretramento di sette punti percentuali nella partecipazione al voto, e questo è un dato che deve far riflettere non soltanto perché il voto è l’espressione della partecipazione dei cittadini alla vita del Paese, ma perché anche coloro che si sono affermati con percentuali elevate, ma in un contesto in cui l’astensionismo era altrettanto elevato, devono fare i conti con la realtà che solo una parte minoritaria ha votato per loro.</p>



<p><strong>Un problema di rappresentanza?</strong><br>Precisamente. C’è anche un problema di di rapporto del sindaco con i cittadini, che non sono soltanto quelli che non lo hanno votato, ma sono anche la gran massa degli astenuti. Se a Milano ha votato meno di un milanese su due, e Sala ha avuto un’ampia affermazione, questa affermazione è avvenuta con il voto di un milanese su quatto. Vuol dire che quando lui dovrà prendere delle decisioni dovrà fare i conti anche con i tre su quattro che non lo hanno votato, e questo ovviamente può creare delle complessità nell’amministrazione.</p>



<p><strong>Anno dopo anno nuovi giovani sono chiamati per la prima al voto, e l’astensionismo aumenta elezione dopo le elezione. C’è una relazione tra queste due circostanze?</strong><br>Lei tocca un argomento molto importante, perché ci sono più ragioni dietro quello che osserva. Da una parte i giovani non sono particolarmente attratti dalla politica, anzitutto perché ritengono che si faccia poco per loro. Possiamo pensare non soltanto agli aspetti occupazionali, ma a tutti i processi di autonomia dei ragazzi. Noi sappiamo che tra i diciotto e i venticinque anni, due ragazzi su tre vivono ancora nella famiglia di origine. La politica, dal canto suo, sebbene ne abbia parlato sempre molto, ha fatto veramente molto poco per loro. Non voglio generalizzare, ma è il gruppo demograficamente meno consistente, e la politica rivolge la propria attenzione ai gruppi più numerosi, quelli degli adulti, dei maturi e degli anziani, che hanno esigenze talvolta contrapposte a quelle dei giovani.</p>



<p><strong>Ma i giovani sembrano interessati?</strong><br>I giovani rivolgono oggi al voto una minore importanza rispetto a quanto facessero i giovani nelle passate generazioni, quando il voto costituiva il passaggio all’età adulta. Oggi i passaggi da un’età all’altra sono molto più sfumati, mentre per noi boomers quello del voto era uno dei momenti e dei comportamenti significativamente più importanti. Aggiungerei che in generale c’è un distacco maggiore dalla politica, con la conseguenza che questa costituisce un frammento dell’identità individuale, mentre una volta era totalizzante, caratterizzava i comportamenti, le scelte, il vestiario perfino. Ora non è più così.</p>



<p><strong>Qual è la sua esperienza?</strong><br>Io insegno alla Cattolica dal 2004, e ogni anno lavoriamo sistematicamente su aspetti come questi, l’attenzione per la politica e via dicendo. Ricordo che nel 2016, tre settimane prima del voto di Milano, chiesi alla sessantina di studenti che frequentavano: “ragazzi, ma quando si vota qui a Milano?”. Su sessanta studenti di laurea magistrale in Scienze politiche, nessuno sapeva rispondere. A quel punto rilancio la domanda: “ragazzi su, non vi do il voto. C’è un gladiatore che con coraggio e sprezzo del pericolo mi dice quando si vota?”. Rispose timidamente una ragazza, e indicò la data sbagliata.</p>



<p><strong>Che riflessione ne ha tratto?</strong><br>Non che questi ragazzi fossero completamente digiuni di politica, studiavano Scienze politiche, e quindi dovevano per forza avere sensibilità e nozioni sull’argomento, ma allo steso tempo evidentemente ne erano distanti, si accostavano alle elezioni solo negli ultimi giorni. Questo la dice lunga sul fatto che c’è un’esigenza di recuperare il rapporto con i giovani, per far loro capire il valore della politica e per avvicinarli di più ad essa. Il che non significa pretendere necessariamente la partecipazione diretta come ad esempio l’impegno in una candidatura, ma un minimo di interesse e di attenzione per quello che li circonda.</p>



<p><strong>Il voto ai sedicenni, che è proposta avanzata da alcune parti politiche, potrebbe essere uno strumento per contrastare questa disaffezione?</strong><br>Da quello che abbiamo visto noi no, la grande maggioranza ritiene che non sia opportuno dare il voto ai sedicenni. Perché il mondo adulto ritiene che i giovani a sedici anni non siano sufficientemente preparati per poter esprimere un voto. La cosa che mi ha stupito di più è che anche tra i giovani tra i diciotto e i ventiquattro anni abbiamo una percentuale di contrarietà: anche loro ritengono i loro quasi coetanei meno preparati. Però il tema è molto importante perché, a fronte del calo demografico si pone un problema di rappresentanza anche delle classi giovanili.</p>



<p><strong>Come si risolve?</strong><br>Ci è stato chiesto di fare progetti di ricerca demoscopici per verificare per esempio l’idea del voto doppio, nel senso che il voto dei giovani conterebbe numericamente il doppio del voto degli appartenenti ad altre classi anagrafiche, oppure il voto alle famiglie con figli minorenni conterebbe il doppio, in modo da poter garantire loro una rappresentatività maggiore. È chiaro che sono temi molto complessi e costituzionalmente tutti da discutere, ma la questione della rappresentatività e della partecipazione dei giovani sono certamente questioni molto rilevante.</p>



<p><strong>La gente in piazza contro il green pass era tanta, fino al punto che perfino le forze dell’ordine sono </strong>f<strong>orse state colte di sorpresa. Voi avevate avvertito questa intenzione di manifestare il disagio direttamente partecipando in questi numeri ad iniziative di piazza?</strong><br>La vicenda cui abbiamo assistito non va minimamente sottovalutata, però nelle città diverse da Roma e Milano la partecipazione è stata davvero molto esigua. A Roma poi la connotazione politica era molto forte: gli episodi erano legati non tanto alla maggioranza dei no-green pass ma ad infiltrazioni che con questo avevano poco a che fare. Quello che abbiamo dai dati, e che sistematicamente misuriamo, è che c’è una larga maggioranza, dei due terzi, di italiani che sono favorevoli alla misura del green pass. Poi c’è un 18% che ritiene che sia una misura eccessiva, ed un 16% che non si ritiene in grado di esprimere un parere. È interessante correlare questi dati con altri, secondo cui hanno avuto la somministrazione di almeno una dose di vaccino oltre l’82% degli ultradodicenni; tra quelli che non si sono vaccinati c’è un 2% che dice che lo farà appena possibile, un 8% per cento che dice che non si vaccinerà mai e poi un restante 8% che esprime timori.</p>



<p><strong>In sintesi?</strong><br>L’esprimere timori difficilmente si traduce in una manifestazione di piazza, ancora meno in una manifestazione violenta di piazza. Sono persone magari con scolarità più bassa, o con età elevata, che temono che il vaccino possa dar loro dei problemi. Non dimentichiamoci che la preoccupazione per i contagi è ancora presente nel Paese, e questo spiega perché la stragrande maggioranza degli italiani è favorevole alle misure che in qualche modo possono contenere una ripresa dei contagi. Quindi distinguiamo i piani: la manifestazione di Roma ha avuto chiare connotazioni politiche, mentre in città minori le manifestazioni non sono certo state di massa.</p>



<p><strong>Voi avete avvertito nei vostri sondaggi che cresce la forza, se cresce, di questi movimenti neofascisti?</strong><br>No, non abbiamo colto questi elementi. Devo dire però che le ricerche potrebbero non cogliere fino in fondo fenomeni come questo, perché potrebbe darsi che quello che noi chiamiamo “desiderabilità sociale” induca alcune persone, che in realtà sarebbero favorevoli a tali movimenti, a non dichiararlo nei sondaggi. Quindi è possibile che i sondaggi sottovalutino la portata di questi fenomeni. Devo però anche dire che in situazioni di emergenza come quelle che stiamo vivendo, nel Paese storicamente prevale l’idea che si debba essere un pochino più coesi, e quindi forze di quel genere possono sì fare riferimento a quei ceti insoddisfatti o che vivono situazioni di maggiore disagio, però è tendenzialmente difficile che la soluzione violenta trovi terreno molto fertile nel nostro Paese.</p>



<p><strong>Secondo lei quello che è successo a Roma avrà </strong>i<strong>nfluenza sui ballottaggi?</strong><br>L’impressione che abbiamo noi è che un po’ d’influenza possano averla perché, come dicevo, prevale uno spirito un po’ più di coesione e concordia, e quindi manifestazioni di questo tipo potrebbero penalizzare le forze che non ne hanno preso le distanze in modo molto netto. Insisto sul fatto che viviamo una stagione davvero molto particolare.</p>



<p><strong>Cioè?</strong><br>L’impressione che spesso abbiamo facendo ricerca è che ci sia una distonia crescente tra il clima sociale e il modo di fare politica, che tende a essere una coazione a ripetere. Forse bisognerebbe considerare che il Covid ha modificato molti aspetti della vita dei cittadini, delle imprese, delle Istituzioni e dei corpi intermedi, e quindi bisognerebbe interpretare questo cambiamento di clima in modo un po’ più propositivo, provando ad abbandonare modalità di azione politica che forse funzionavano prima del Covid, ma oggi non più. Oggi c’è una domanda di maggiore concordia e di maggiore coesione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/10/15/raco-nando-pagnoncelli-domanda-di-maggiore-concordia-e-coesione/">Nando Pagnoncelli: c’è una domanda di maggiore concordia e coesione</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2021/10/15/raco-nando-pagnoncelli-domanda-di-maggiore-concordia-e-coesione/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La fatica della democrazia</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2021/10/10/raco-la-fatica-della-democrazia/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2021/10/10/raco-la-fatica-della-democrazia/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuele Raco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Oct 2021 16:00:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Whatever it takes]]></category>
		<category><![CDATA[Alberto Mantovani]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiguità]]></category>
		<category><![CDATA[Campidoglio]]></category>
		<category><![CDATA[CGIL]]></category>
		<category><![CDATA[Cinque Stelle]]></category>
		<category><![CDATA[Cittadinanza]]></category>
		<category><![CDATA[Complottismo]]></category>
		<category><![CDATA[Conte]]></category>
		<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Destra]]></category>
		<category><![CDATA[Di Maio]]></category>
		<category><![CDATA[Draghi]]></category>
		<category><![CDATA[Fascismo]]></category>
		<category><![CDATA[Forza Nuova]]></category>
		<category><![CDATA[Forze dell&#039;ordine]]></category>
		<category><![CDATA[Ignoranza]]></category>
		<category><![CDATA[Istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà]]></category>
		<category><![CDATA[M5S]]></category>
		<category><![CDATA[Mattarella]]></category>
		<category><![CDATA[Meloni]]></category>
		<category><![CDATA[Onestà]]></category>
		<category><![CDATA[Pandemia]]></category>
		<category><![CDATA[Partiti]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Polizia]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Romano Prodi]]></category>
		<category><![CDATA[Salvini]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[Solidarietà]]></category>
		<category><![CDATA[Squadrismo]]></category>
		<category><![CDATA[Stato]]></category>
		<category><![CDATA[Uno vale uno]]></category>
		<category><![CDATA[Vaccino]]></category>
		<category><![CDATA[Violenza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=3651</guid>

					<description><![CDATA[<p>Inutile girarci intorno, ieri in piazza a Milano e soprattutto a Roma sono scesi l’ignoranza e lo squadrismo fascista. La solidarietà deve andare non solo a tutte le forze armate impegnate a mantenere l’ordine ma anche alle Istituzioni e alle parti sociali che sono state oggetto degli attacchi violenti. Il problema non sta nella sola gestione dell’ordine pubblico, che per l’ennesima volta è sembrata impreparata, ma nella definitiva presa d’atto&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/10/10/raco-la-fatica-della-democrazia/">La fatica della democrazia</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Inutile girarci intorno, ieri in piazza a Milano e soprattutto a Roma sono scesi l’ignoranza e lo squadrismo fascista. La solidarietà deve andare non solo a tutte le forze armate impegnate a mantenere l’ordine ma anche alle Istituzioni e alle parti sociali che sono state oggetto degli attacchi violenti. </p>



<p>Il problema non sta nella sola gestione dell’ordine pubblico, che per l’ennesima volta è sembrata impreparata, ma nella definitiva presa d’atto che nel nostro Paese esiste una frangia di destra squadrista, da emarginare e combattere con determinazione, ma anche una importante porzione di cittadinanza che manifesta con violenza contro lo Stato.</p>



<p>Ha ben ragione Romano Prodi a dire che la sua paura “è la stanchezza della democrazia” che si avverte tra molti cittadini. “Perché la democrazia è faticosa”, ha aggiunto. Si Professore, è faticoso far capire a molti italiani che proprio la democrazia, che ritengono sospesa, consente loro di andare in piazza a manifestare contro lo Stato, fianco a fianco, colpevolmente e forse ambiguamente, con i più violenti ed eversivi gruppi para politici che agiscono nel nostro Pese.</p>



<p>Al grido “libertà libertà”, che ricorda tanto “onestà onestà”, migliaia di cittadini hanno invaso la sede della CGIL e hanno aggredito le nostre Forze dell’ordine per sostenere sciocche e folli teorie complottiste e antiscientifiche sull’efficacia del vaccino e l’utilizzo del green pass da parte dello Stato. </p>



<p>A questo punto ci auguriamo tre cose: che la gestione dell’ordine pubblico sia in futuro capace di prevedere e gestire meglio questo tipo di azioni violente. Ieri quei facinorosi hanno attaccato la sede del primo sindacato italiano e sono arrivati a dieci passi dai portoni delle nostre Istituzioni. La capitale del Paese è stata tenuta in ostaggio per un intero pomeriggio. Non è la prima volta e speriamo che sia l’ultima.</p>



<p>Che i partiti di destra si impegnino senza ambiguità ad allontanare ed emarginare tutti i gruppi violenti e nostalgici ancora attivi in Italia e che si preveda lo scioglimento di alcune organizzazioni come Forza nuova</p>



<p>Che il M5S, fautore della teoria dell’uno vale uno, in base alla quale nella lotta alla pandemia &#8211; ad esempio &#8211; il parere del primo ignorante vale quanto quello del prof. Mantovani, compia un ulteriore passo verso la democratizzazione di un partito nato per aprire le Istituzioni come scatolette di tonno e finito per sigillarsi dentro quelle scatolette, nel timore di perdere il potere conquistato.</p>



<p>Abbiamo le foto di Mattarella e Draghi che fanno il vaccino. Ci mancano quelle di Conte, Di Maio, Meloni e Salvini. Questa ambiguità deve finire. Non può più essere accettata in modo particolare dopo la serata di ieri che tanto ci ha ricordato l’attacco del 6 gennaio al Campidoglio.</p>



<p>Servono parole di chiarezza. Si al vaccino, Si al green pass, No ad ogni tipo di ambiguità su questi temi. Basta tollerare ancora episodi di violenza nei confronti delle Istituzioni nella speranza di conquistare una manciata di voti in libera uscita che vanno semmai allenati nuovamente a confrontarsi con la fatica della democrazia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/10/10/raco-la-fatica-della-democrazia/">La fatica della democrazia</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2021/10/10/raco-la-fatica-della-democrazia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L’Italia vuole il green pass fashion</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2021/07/14/ranucci-italia-vuole-green-pass-fashion/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2021/07/14/ranucci-italia-vuole-green-pass-fashion/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Romana Ranucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jul 2021 15:51:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Francamente me ne infischio]]></category>
		<category><![CDATA[Bar]]></category>
		<category><![CDATA[Bilionaire]]></category>
		<category><![CDATA[Bonus]]></category>
		<category><![CDATA[Briatore]]></category>
		<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[COVID19]]></category>
		<category><![CDATA[Fantasia]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Green pass]]></category>
		<category><![CDATA[Hub vaccinali]]></category>
		<category><![CDATA[Macron]]></category>
		<category><![CDATA[Nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Obbligatorietà]]></category>
		<category><![CDATA[Open day]]></category>
		<category><![CDATA[Open night]]></category>
		<category><![CDATA[Pandemia]]></category>
		<category><![CDATA[Ristoranti]]></category>
		<category><![CDATA[Sconti]]></category>
		<category><![CDATA[Spogliatoi]]></category>
		<category><![CDATA[Stadi]]></category>
		<category><![CDATA[Vaccino]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=3301</guid>

					<description><![CDATA[<p>Mai come in questo momento l’Italia deve tirare fuori tutta la sua fantasia e la creatività, quella creatività che tutto il mondo ci invidia. Siamo ad un passo dalla libertà, vera, dalla vittoria al Covid che ci ha tenuto chiusi e bloccati per un anno e mezzo. Sono scesi in campo vip, generali dell’esercito, medici per spingere i connazionali a vaccinarsi, ma ancora non basta. Sono stati fatti “open day”&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/07/14/ranucci-italia-vuole-green-pass-fashion/">L’Italia vuole il green pass fashion</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Mai come in questo momento l’Italia deve tirare fuori tutta la sua fantasia e la creatività, quella creatività che tutto il mondo ci invidia. Siamo ad un passo dalla libertà, vera, dalla vittoria al Covid che ci ha tenuto chiusi e bloccati per un anno e mezzo. Sono scesi in campo vip, generali dell’esercito, medici per spingere i connazionali a vaccinarsi, ma ancora non basta. Sono stati fatti “open day” e “open night” negli hub vaccinali, ma niente.</p>



<p>Serve lo scatto finale, il coniglio fuori dal cilindro, e l’input ce lo ha mandato Macron dalla Francia. Ora tocca a noi. Gli scettici del vaccino non vogliono porgere il braccio per la punturina? Aiutiamoli a convincerli rendendo fashion, cool e attrattivo questo benedetto “Green pass”. Banale l’obbligatorietà per accedere a ristoranti, bar, centri commerciali, stadi, locali, treni, bus e aerei. Ma a noi serve qualcosa di più.</p>



<p>Quali sono le cose per cui vanno pazzi i nostri connazionali? Gli sconti, i bonus, i premi. Allora si inventassero un “Green pass” modello tessera del supermercato, tutti le abbiamo, così più accessi fai con il “Green pass” più raccogli punti, per ricevere sconti, premi, vacanze omaggio. Il foglio di carta o il formato digitale non vi piace? Big della moda scendete in campo e inventatevi un “Green pass” indossabile.</p>



<p>Sappiamo che i giovani, e meno giovani, vanno matti per i braccialetti che danno accesso alle aree vip dei locali, ecco un Briatore con un braccialetto ‘green pass’ che vi fa entrare al Bilionaire come lo vedete? Braccia alzate nei locali, a ritmo di musica, con i braccialetti fluorescenti, ad indicare: “qui siamo tutti vaccinati con seconda dose”.</p>



<p>Ma il vero punto debole del popolo italico, si sa, è il calcio. Non basta l’accesso allo stadio, con il green pass, serve qualcosa di più: l’accesso direttamente agli spogliatoi, per abbracciare i campioni, tutti rigorosamente vaccinati.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/07/14/ranucci-italia-vuole-green-pass-fashion/">L’Italia vuole il green pass fashion</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2021/07/14/ranucci-italia-vuole-green-pass-fashion/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Bene Draghi, ma quanta confusione sui vaccini</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2021/06/20/barone-bene-draghi-ma-quanta-confusione-sui-vaccini/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2021/06/20/barone-bene-draghi-ma-quanta-confusione-sui-vaccini/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Eugenio Barone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Jun 2021 10:04:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eppur si muove]]></category>
		<category><![CDATA[AIFA]]></category>
		<category><![CDATA[AstraZeneca]]></category>
		<category><![CDATA[Confusione]]></category>
		<category><![CDATA[covid]]></category>
		<category><![CDATA[COVID19]]></category>
		<category><![CDATA[Età]]></category>
		<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[Governo Draghi]]></category>
		<category><![CDATA[Lockdown]]></category>
		<category><![CDATA[Moderna]]></category>
		<category><![CDATA[Pandemia]]></category>
		<category><![CDATA[Pfizer]]></category>
		<category><![CDATA[Prima dose]]></category>
		<category><![CDATA[Seconda dose]]></category>
		<category><![CDATA[Trombosi]]></category>
		<category><![CDATA[Vaccino]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=3209</guid>

					<description><![CDATA[<p>Credo che la decisione presa dal Governo Draghi di lasciare le persone libere di scegliere se fare o meno la seconda dose con AstraZeneca, su parere del medico, come d&#8217;altronde avviene già in Germania, sia una decisione opportuna. Infatti, non sono stati registrati casi di trombosi dopo la seconda dose, e questo lo dice anche l’AIFA. Perntanto chi ha fatto la prima dose e non ha avuto effetti gravi (la&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/06/20/barone-bene-draghi-ma-quanta-confusione-sui-vaccini/">Bene Draghi, ma quanta confusione sui vaccini</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Credo che la decisione presa dal Governo Draghi di lasciare le persone libere di scegliere se fare o meno la seconda dose con AstraZeneca, su parere del medico, come d&#8217;altronde avviene già in Germania, sia una decisione opportuna.</p>



<p>Infatti, non sono stati registrati casi di trombosi dopo la seconda dose, e questo lo dice anche l’AIFA. Perntanto chi ha fatto la prima dose e non ha avuto effetti gravi (la maggior parte delle persone), può scegliere tranquillamente di fare la seconda dose con Astrazenca. Non c&#8217;è alcun motivo per non fare Astrazenca.</p>



<p>A questo punto però, diventa sempre più chiaro che alcune decisioni sono state prese frettolosamente, gettando i cittadini nel panico. Se le persone adesso possono scegliere di fare AstraZenca in seconda dose (senza limiti di età), allora mi pare di capire che le polemiche dei giorni scorsi relative all&#8217;età evidentemente erano infondate.</p>



<p>Questo è grave, perché ancora una volta, chi deve decidere, ci fa assistere ad un teatrino che adesso è diventato disgustoso. Fino a qualche giorno fa AstraZenca solo agli over 60, adesso a tutti coloro che vogliono.</p>



<p>Il risultato sarà ancora una volta quello di confondere ulteriormente una popolazione già ampiamente confusa e sconfortata da dichiarazioni molto superficiali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/06/20/barone-bene-draghi-ma-quanta-confusione-sui-vaccini/">Bene Draghi, ma quanta confusione sui vaccini</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2021/06/20/barone-bene-draghi-ma-quanta-confusione-sui-vaccini/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Se un bambino chiede cosa può fare per l&#8217;Italia</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2021/05/27/deluca-se-un-bambino-chiede-cosa-puo-fare-per-litalia/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2021/05/27/deluca-se-un-bambino-chiede-cosa-puo-fare-per-litalia/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pietro De Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 May 2021 16:09:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eppur si muove]]></category>
		<category><![CDATA[Aiutarsi]]></category>
		<category><![CDATA[Aiuto]]></category>
		<category><![CDATA[Cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[Classe]]></category>
		<category><![CDATA[comunità]]></category>
		<category><![CDATA[Costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Generosità]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia distributiva]]></category>
		<category><![CDATA[Infermieri]]></category>
		<category><![CDATA[Istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Mattarella]]></category>
		<category><![CDATA[Medici]]></category>
		<category><![CDATA[Pandemia]]></category>
		<category><![CDATA[Ragazzi]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Solidarietà]]></category>
		<category><![CDATA[Studiare]]></category>
		<category><![CDATA[Studio]]></category>
		<category><![CDATA[Vaccino]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=3096</guid>

					<description><![CDATA[<p>“Mi chiamo Alessio e vorrei sapere qual è secondo lei la cosa migliore che possiamo fare per l’Italia. Grazie”. Alessio si trova di fronte al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Chissà quanto tempo avrà impiegato con i suoi compagni (scuola primaria) a scegliere che cosa chiedere e poi a formulare la domanda in poche giudiziose parole! Il Presidente gli risponde: “Di solito agli alunni si raccomanda di studiare. Ma io&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/05/27/deluca-se-un-bambino-chiede-cosa-puo-fare-per-litalia/">Se un bambino chiede cosa può fare per l&#8217;Italia</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><em>“Mi chiamo Alessio e vorrei sapere qual è secondo lei la cosa migliore che possiamo fare per l’Italia. Grazie”.</em></p>



<p>Alessio si trova di fronte al Presidente della Repubblica, <strong>Sergio Mattarella</strong>. Chissà quanto tempo avrà impiegato con i suoi compagni (scuola primaria) a scegliere che cosa chiedere e poi a formulare la domanda in poche giudiziose parole!</p>



<p>Il Presidente gli risponde: “Di solito agli alunni si raccomanda di studiare. Ma io voglio dire che, oggi, la cosa più importante è un’altra: aiutarsi. Se qualcuno ha un problema con una materia, se ha difficoltà a camminare, se è rimasto indietro: aiutarsi vicendevolmente rende migliore la propria vita e quella degli altri. In questo anno di pandemia lo abbiamo imparato ancora una volta.</p>



<p>C’è stato tanto bisogno dei medici, degli infermieri, delle persone che sono rimaste a lavorare nei supermercati, di chi conduceva gli autobus per potersi muovere e così via. Quando ci si aiuta si vive meglio: questa è probabilmente la prima cosa che potete fare. Da adulti a volte ce lo si dimentica, non ci si aiuta abbastanza, e si vive male”.</p>



<p>Noi leggiamo queste parole e forse corriamo con la mente a riprodurne un quadretto dolce e quasi caramelloso: un bambino che interroga un anziano signore. C’è di più.</p>



<p>Alessio è un (piccolo) cittadino italiano che parla a nome suo e dei suoi compagni che costituiscono una classe, dice infatti<em> “che cosa possiamo fare per l’Italia”</em> perché anche noi siamo Italia e anche a noi tocca fare qualcosa.</p>



<p>Sergio Mattarella è il <strong>Presidente della Repubblica</strong>, ed in questa veste risponde a quei piccoli cittadini.</p>



<p>Dice loro che la cosa più importante è aiutarsi. E quindi espone uno dei compiti che sta nella capacità e nella possibilità dell’agire di ciascuno. Chiarisce opportunamente il valore dell’aiuto reciproco, qualcosa che ha un duplice effetto: rende migliore la propria vita e promuove quella degli altri, un po’ come dire: vai avanti tu e non lasciare alcuno indietro, occorre camminare assieme perché solo così progredisce il Paese Italia. Starai meglio tu in una comunità dove tutti staranno meglio. Abiterai un Paese più prospero, nel quale la condivisione dei beni solleverà la qualità della vita.</p>



<p>Capiamo tutti che non si tratta di un sermoncino che spinge all’essere buoni, ma di un principio costituzionale che reca il sapore della solidarietà, necessaria adesso più ancora di prima, per la ripresa del nostro convivere sociale ed economico.</p>



<p>Un’esperienza che abbiamo già fatta nella triste contingenza della pandemia e che chiede di essere dispiegata ancora in questi mesi nei quali si evidenzieranno perdite di ritmo e di contenuti. Come negare, per esempio, che lo studio a distanza, ha prodotto ritardi in alunni sprovvisti di computer o tablet? I ragazzi sanno aiutarsi tra loro, se non si lasciano prendere dalla tentazione di gabbarsi. Competere non è una gara, ma chiedere la stessa cosa, aspirare alla stessa mèta</p>



<p>Ma è tutta l’Italia che necessita di riscoprire questa dimensione. Sarà sufficiente ricordare che cosa ha significato quel trovarsi sulla stessa barca in tempo acuto di Covid19. E che effetto ha avuto sulla popolazione quella cronaca che ci ha fatto conoscere episodi di grande generosità: <em>“Applicate il ventilatore al mio vicino, lui è più giovane e può salvarsi, io sono anziano e ho meno probabilità”</em>. O quell’altra, pronunciata nei giorni in cui furbetti di bassa misura superavano la fila:<em> “La mia dose di vaccino assegnatela a quella mamma che ha il figlio disabile, ne ho meno bisogno io che vivo solo in casa e per giunta ultranovantenne”</em>.</p>



<p>Anche questa è stata l’Italia che ha praticato il principio civile dell’aiuto, uomini e donne capaci di avvertire la presenza dell’altro non come un impedimento alla personale realizzazione, ma conviventi con più urgenti diritti. Non solo “voglia di comunità”, ma scenari di praticata realizzazione.</p>



<p>Gli adulti – ha chiosato Mattarella – a volte dimenticano la preziosità dell’aiuto. A volte o più ancora spesso. Accade tutte le volte che qualcuno – o vere e proprie cordate di falsi amici – volge le spalle al popolo e persegue interessi personali in disprezzo della giustizia distributiva. Sono casi in cui il potere occupa le Istituzioni, si impadronisce del bene comune e lo piega ad interessi egoistici.</p>



<p>Aiutare gli altri è anche il coraggio di quell’imprenditore reggino che ha accusato i suoi vessatori. Ha reso più praticabile la strada della legalità a chi resta indietro e soffre schiacciato da una pratica tribale purtroppo largamente esistente.</p>



<p>I luoghi e i tempi per rendere concreto l’aiuto vicendevole sono innumerevoli. Il primo resta, senza equivoci, quello di compiere il proprio dovere con competenza e fedeltà. E non vorremmo giammai che questa preoccupazione restasse solo per il piccolo Alessio e per i suoi compagni di scuola.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/05/27/deluca-se-un-bambino-chiede-cosa-puo-fare-per-litalia/">Se un bambino chiede cosa può fare per l&#8217;Italia</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2021/05/27/deluca-se-un-bambino-chiede-cosa-puo-fare-per-litalia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Luigi Sbarra: primo maggio, un &#8220;patto sociale&#8221; per unire il nostro Paese</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2021/04/30/luigi-sbarra-primo-maggio-un-patto-sociale-per-unire-il-nostro-paese/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2021/04/30/luigi-sbarra-primo-maggio-un-patto-sociale-per-unire-il-nostro-paese/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Apr 2021 21:20:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eppur si muove]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Anziani]]></category>
		<category><![CDATA[Appalti]]></category>
		<category><![CDATA[CISL]]></category>
		<category><![CDATA[Coesione sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Concorrenza]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[Costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[covid]]></category>
		<category><![CDATA[Crescita]]></category>
		<category><![CDATA[Diseguaglianze]]></category>
		<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Draghi]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Famiglie]]></category>
		<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[Flessibilità]]></category>
		<category><![CDATA[Gig economy]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Governo]]></category>
		<category><![CDATA[Green]]></category>
		<category><![CDATA[Imprese]]></category>
		<category><![CDATA[Infrastrutture]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Invisibili]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoratori]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Luigi Sbarra]]></category>
		<category><![CDATA[Mattarella]]></category>
		<category><![CDATA[Mezzogiorno]]></category>
		<category><![CDATA[Nord]]></category>
		<category><![CDATA[Pandemia]]></category>
		<category><![CDATA[Parti sociali]]></category>
		<category><![CDATA[Partite Iva]]></category>
		<category><![CDATA[Patto sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Pensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Primo maggio]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica amministrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Recovery Plan]]></category>
		<category><![CDATA[Repubblica Italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[Riforme]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Semplificazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Servizi sociali]]></category>
		<category><![CDATA[Sfruttamento]]></category>
		<category><![CDATA[sindacato]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[Sud]]></category>
		<category><![CDATA[Vaccino]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=2966</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Luigi Sbarra, segretario generale Cisl L’Italia si cura con il lavoro: questo è il messaggio che lanceremo oggi in questo Primo maggio di speranza, che vivremo con uno spirito positivo di fiducia nel futuro, per tornare tutti, con la necessaria cautela e gradualmente, ad una vita normale ed in sicurezza. Solo la centralità del lavoro, la sua qualità e stabilità può risollevare il Paese, ed in particolare le regioni&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/04/30/luigi-sbarra-primo-maggio-un-patto-sociale-per-unire-il-nostro-paese/">Luigi Sbarra: primo maggio, un &#8220;patto sociale&#8221; per unire il nostro Paese</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>di Luigi Sbarra, segretario generale Cisl</p>



<p>L’Italia si cura con il lavoro: questo è il messaggio che lanceremo oggi in questo Primo maggio di speranza, che vivremo con uno spirito positivo di fiducia nel futuro, per tornare tutti, con la necessaria cautela e gradualmente, ad una vita normale ed in sicurezza. Solo la centralità del lavoro, la sua qualità e stabilità può risollevare il Paese, ed in particolare le regioni deboli del nostro Mezzogiorno. </p>



<p>Dobbiamo operare, insieme, per una crescita equa, che riduca le disuguaglianze e per determinare opportunità per tutti. Per questo oggi saremo in tre luoghi simbolo, a portare la nostra solidarietà in particolare ai lavoratori della sanità ed a tutti coloro che hanno assicurato servizi e beni essenziali ai cittadini in questa lunga fase difficile della vita del Paese. Non ci stancheremo mai di ringraziare queste persone generose che meriterebbero molto di più dalle istituzioni e dalla società. Questa è l&#8217;immagine responsabile e positiva del Paese.</p>



<p>Dobbiamo tutti far tesoro del loro esempio, della loro grande umanità, del loro senso del dovere e responsabilità. È chiaro che la battaglia contro il coronavirus non è ancora finita. E non basta solo la più ampia e capillare diffusione del vaccino, che organizzeremo anche noi presto nelle aziende, per uscire dalla grave crisi. </p>



<p>Occorre anche il ‘vaccino’ del lavoro, della crescita, degli investimenti, della giustizia sociale. Questa è la cura di cui il Paese ha bisogno oggi più che mai. Lo diciamo al Premier Draghi: questo è il momento giusto per un grande “patto sociale”, per una collaborazione virtuosa tra il Governo e le parti sociali, in modo da attuare i contenuti importanti del Recovery Plan ed affrontare insieme la stagione delle grandi Riforme di Sistema (Fisco, Pa, Lavoro, Semplificazioni, Giustizia, Concorrenza) attese da lungo tempo. Dobbiamo aprire da subito un confronto con il Ministero del Lavoro sul tema delle pensioni per definire le necessarie flessibilità in uscita dal mercato del lavoro .</p>



<p>Viviamo una fase di maggiore integrazione europea grazie alla solidarietà tra gli Stati Nazionali. Nessuno può farcela da solo. Bisogna uscirne tutti insieme con una risposta collettiva per ripensare il lavoro, unificare finalmente Nord e Sud, realizzare quelle infrastrutture necessarie, costruire una società più inclusiva e senza barriere, a partire dal regolarizzare il lavoro degli invisibili, dei lavoratori della gig economy, delle finte partite Iva.</p>



<p>C’è ancora tanto sfruttamento, tanta disperazione e solitudine che solo il sindacato confederale può affrontare con la solidarietà e la giusta sintesi. Per recuperare il milione di posti di lavoro persi nell’ultimo anno avremo bisogno di più partecipazione alle decisioni, di più coinvolgimento nelle scelte. Vale per il Governo nazionale, ma vale anche per le istituzioni regionali, per le aziende, per la Pubblica Amministrazione. </p>



<p>Siamo d’accordo con Draghi quando sostiene che non servono visioni di parte perché in gioco c’è il futuro dell’Italia. Ma proprio per questo occorre una governance partecipata, la massima condivisione sulle procedure di monitoraggio, sulle ricadute occupazionale dei progetti del Recovery Plan, per evitare che il tutto non si trasformi in una altra occasione perduta o peggio in un libro dei sogni.</p>



<p>Le riforme avranno un impatto diretto sul lavoro, sulla sua organizzazione ed anche sulla contrattazione. Ecco perché bisogna aprire un confronto vero con le parti sociali, non basta la consultazione. Tutti gli interventi anche di sostegno alle imprese devono prevedere alcune specifiche condizioni: la garanzia di più assunzioni soprattutto di donne e giovani, il riequilibrio delle diseguaglianze sociali a partire dal Mezzogiorno, l’applicazione dei contratti, il rispetto della trasparenza e legalità negli appalti, la sicurezza per i lavoratori.</p>



<p>Questo è il “patto” che bisogna concretizzare dove il sindacato può garantire le giuste flessibilità, come è avvenuto in altre stagioni importanti. Anche noi vogliamo un Paese che sappia ridisegnare l’economia sulla sostenibilità ambientale, su una nuova politica industriale green, sulle infrastrutture, sul riassetto del territorio, sull’innovazione, sulla scuola, sulla formazione, sulla ricerca. Ci batteremo perché si ricominci ad investire sulla qualità dei servizi sociali per gli anziani, per le famiglie, per le donne, per i giovani. La nostra sanità pubblica è stata falcidiata dai tagli negli ultimi venti anni da una politica fredda e miope.</p>



<p>Ne abbiamo pagato le conseguenze tragiche in questi mesi. I medici e gli infermieri giustamente non vogliono essere considerati eroi. Ma è tutto il mondo del lavoro a pretendere ora risposte concrete, urgenti, dalla politica e dalle Istituzioni, con la giusta considerazione e rispetto. Questo è il modo migliore per rispondere agli appelli alla coesione sociale ed alla concretezza del nostro Presidente, Sergio Mattarella per una rinascita morale del paese, mettendo al centro il lavoro, la sua sicurezza, il Mezzogiorno, la centralità della persona, la partecipazione, valori che ritroviamo nella nostra Costituzione e su cui si fonda la Repubblica italiana.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/04/30/luigi-sbarra-primo-maggio-un-patto-sociale-per-unire-il-nostro-paese/">Luigi Sbarra: primo maggio, un &#8220;patto sociale&#8221; per unire il nostro Paese</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2021/04/30/luigi-sbarra-primo-maggio-un-patto-sociale-per-unire-il-nostro-paese/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
