<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Recovery Plan Archivi - ilcaffeonline</title>
	<atom:link href="https://ilcaffeonline.it/tag/recovery-plan/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://ilcaffeonline.it/tag/recovery-plan/</link>
	<description>Il coraggio di conoscere</description>
	<lastBuildDate>Sun, 24 Oct 2021 16:30:58 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.4.2</generator>

<image>
	<url>https://ilcaffeonline.it/wordpress/wp-content/uploads/2020/04/cropped-avatar-ilcaffeonline-32x32.png</url>
	<title>Recovery Plan Archivi - ilcaffeonline</title>
	<link>https://ilcaffeonline.it/tag/recovery-plan/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Mario Sechi: siamo di nuovo all’uomo della salvezza. Fortunatamente abbiamo Mario Draghi</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2021/10/24/raco-mario-sechi-siamo-di-nuovo-a-uomo-della-salvezza-fortunatamente-abbiamo-draghi/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2021/10/24/raco-mario-sechi-siamo-di-nuovo-a-uomo-della-salvezza-fortunatamente-abbiamo-draghi/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuele Raco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Oct 2021 16:30:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Questo viso non mi è nuovo]]></category>
		<category><![CDATA[Amministrative]]></category>
		<category><![CDATA[Astensione]]></category>
		<category><![CDATA[Ballottaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Berlino]]></category>
		<category><![CDATA[Calenda]]></category>
		<category><![CDATA[Cinque Stelle]]></category>
		<category><![CDATA[Conte]]></category>
		<category><![CDATA[Destra]]></category>
		<category><![CDATA[Draghi]]></category>
		<category><![CDATA[Enrico Letta]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[Legge di Bilancio]]></category>
		<category><![CDATA[Legislatura]]></category>
		<category><![CDATA[Liberale]]></category>
		<category><![CDATA[Liberali]]></category>
		<category><![CDATA[M5S]]></category>
		<category><![CDATA[Macron]]></category>
		<category><![CDATA[Manfredi]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Monti]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Sechi]]></category>
		<category><![CDATA[Meloni]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Occidente]]></category>
		<category><![CDATA[Palazzo Chigi]]></category>
		<category><![CDATA[Parlamento]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Democratico]]></category>
		<category><![CDATA[PD]]></category>
		<category><![CDATA[Populismo]]></category>
		<category><![CDATA[Presidente della Repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[Primavalle]]></category>
		<category><![CDATA[Quirinale]]></category>
		<category><![CDATA[Recovery Plan]]></category>
		<category><![CDATA[Reddito di cittadinanza]]></category>
		<category><![CDATA[Referendum]]></category>
		<category><![CDATA[Renzi]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Scelta Civica]]></category>
		<category><![CDATA[Siena]]></category>
		<category><![CDATA[Sinistra]]></category>
		<category><![CDATA[Social]]></category>
		<category><![CDATA[Vaccini]]></category>
		<category><![CDATA[Verdi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=3713</guid>

					<description><![CDATA[<p>In un tweet lei ha scritto: “Maggioranza silenziosa e minoranza rumorosa. Il trionfo del Pd, la disfatta della destra. Vincenti e sconfitti. Che succede ora?” Appunto: che succede ora?Succede che lo scenario politico si sta muovendo in maniera molto accelerata. Innanzitutto c’è il calendario istituzionale che comanda: quindi la discussione sulla legge di bilancio, con approvazione entro fine anno previo via libera europeo, e naturalmente grande sforzo dei partiti per&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/10/24/raco-mario-sechi-siamo-di-nuovo-a-uomo-della-salvezza-fortunatamente-abbiamo-draghi/">Mario Sechi: siamo di nuovo all’uomo della salvezza. Fortunatamente abbiamo Mario Draghi</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>In un tweet lei ha scritto: “Maggioranza silenziosa e minoranza rumorosa. Il trionfo del Pd, la disfatta della destra. Vincenti e sconfitti. Che succede ora?” Appunto: che succede ora?</strong><br>Succede che lo scenario politico si sta muovendo in maniera molto accelerata. Innanzitutto c’è il calendario istituzionale che comanda: quindi la discussione sulla legge di bilancio, con approvazione entro fine anno previo via libera europeo, e naturalmente grande sforzo dei partiti per spuntare qualche cosa di bandiera. Poi ci sarà l’implementazione del Recovery Plan, poi il panettone, buon Natale, brindisi di capodanno e si riparte. Arriva la befana e d’improvviso a febbraio ci si trova a fare i conti con l’elezione del Presidente della Repubblica.</p>



<p><strong>Pero?</strong><br>Siccome non siamo soli al mondo succedono cose anche fuori dai nostri confini, cose che ci riguardano. Da Berlino dicono che verso la fine dell’anno ci sarà il nuovo governo tedesco e in Francia accelererà contemporaneamente il quadro per le presidenziali del 2022, dove c’è Macron che è al tempo stesso un partner e un competitor di Draghi in Europa.</p>



<p><strong>In febbraio da noi che succede?</strong><br>Si deciderà lo snodo della legislatura, e cioè se Draghi andrà al Quirinale o resterà a Palazzo Chigi. Nel caso in cui andasse al Quirinale potrebbe anche esserci un patto di legislatura su un premier di transizione fino al 2023, scadenza naturale della legislatura dopo la quale si va a votare per un nuovo Parlamento. Aggiungo che questa visione sarebbe rafforzata dal fatto che un Presidente che sciolga il Parlamento che lo ha appena eletto striderebbe un po’ sotto il profilo istituzionale.</p>



<p><strong>Se si va avanti non è più probabile allora che Draghi resti al suo posto?</strong><br>È una possibilità molto grande, ma non si può escludere che vada al Quirinale, essendo la presidenza una carica asimmetrica, della durata di sette anni, accompagnata da vantaggi importanti, perché anche in quella posizione, sebbene con forza minore, può rassicurare i mercati e mantenere relazioni transatlantiche ed europee. Il vero punto è che Draghi è diventato in poco tempo il perno del sistema e che l’elemento lampante dopo i ballottaggi è che la destra ha fatto splash, la sinistra ha vinto, ma le elezioni politiche sono un altro film.</p>



<p><strong>Di queste elezioni amministrative si è detto che protagonista sia stata l’astensione.</strong><br>Il fenomeno si inscrive in una tendenza occidentale, quindi niente di nuovo sotto un certo punto di vista. Per l’Italia sicuramente è un segnale preoccupante, perché quelli sono quasi tutti voti populisti, quelli che di volta in volta vanno in immersione e poi riemergono. Non hanno votato a destra e non hanno votato per i Cinque stelle. Hanno votato poco per la sinistra e sono lì, in attesa di un nuovo pifferaio o di un uomo nuovo che si presenti alle urne e li convinca ad andare a votare. Per il momento aspettano.</p>



<p><strong>Chi sono?</strong><br>Tra loro ci sono molti disillusi che comprendono la politica, ma molti altri sono elettori di carattere volubile. Anche giustamente, nel senso che cambiano facilmente opinione, inseguono l’idea del momento, portano su delle meteore come il M5S e poi le affondano. Quel che è successo a Roma è abbastanza evidente.</p>



<p><strong>Perché il centrodestra ha sbagliato tutti i candidati?</strong><br>Ha perso in una maniera rovinosa. Ha sbagliato per posizionamento politico. Siamo di fronte ad un buffo paradosso, quello per cui due partiti che bene o male fanno il 40% dell’elettorato, di fronte ad oltre l’82% di popolazione over dodici anni vaccinata, si mettono con una minoranza di pochissime persone. Dal punto di vista politico è un suicidio, dal punto di vista logico-mentale è preoccupante, anche qualcosa di più, perché non trova riscontro: nessun politico insegue una minoranza rumorosa che non ha voti.</p>



<p><strong>Una ragione ci sarà.</strong><br>Hanno fatto harakiri e non si capisce perché se non per una lotta interna e per il fatto che evidentemente stanno molto sui social e non vedono più la realtà o almeno non l’hanno vista in questo frangente. Non è solo questione di avere sbagliato i candidati, soprattutto a Roma, con responsabilità qui preponderante della Meloni, ma c’è di più: si tratta di non aver saputo leggere la contemporaneità. Devo essere sincero: ho qualche dubbio che sappiano leggerla anche per il prossimo futuro, perché continuano a battere su questo ferro.</p>



<p><strong>Enrico Letta sta facendo un gran lavoro di riorganizzazione, e soprattutto adesso il centrosinistra ha un leader, un candidato alla presidenza del Consiglio.</strong><br>Letta ha avuto ragione. In politica conta quando vinci. E naturalmente anche quando perdi. Il risultato di mezzo non conta nulla. Letta ha vinto, ha corso per le suppletive a Siena, dove non era così facile, e ha vinto. Ha mostrato coraggio, al contrario di Conte che ha evitato accuratamente di andare a candidarsi a Primavalle perché avrebbe perso, e non ha quindi il tocco magico che racconta, anzi. Poi Letta ha adottato una saggia tecnica del sommergibile. </p>



<p><strong>Cioè?</strong><br>Ogni tanto saliva a quota periscopica per controllare che cosa facesse la destra, e quel che faceva era il peggio possibile, quindi si inabissava nuovamente facendo una politica rassicurante. Sulla scia di Draghi, finalmente, dopo un periodo di sbandamento del Pd che s’era messo in testa che Draghi non andasse bene, non si sa per quale arcano motivo. In tutto questo Letta ha avuto ragione e sarà lui il candidato premier. Punto.</p>



<p><strong>Ora si tratta di fare la coalizione.</strong><br>Con la coalizione ha un problema, perché il partner è in caduta libera: Conte non ha nessun appeal altrimenti avrebbe già ottenuto un risultato, avrebbe già catalizzato un importante bagaglio di voti. Invece l’esempio di Napoli lo smentisce: in pieno territorio di reddito di cittadinanza i Cinque stelle non sono stati determinanti per la vittoria di Manfredi, dove il Pd avrebbe vinto da solo al primo turno comunque con gli altri alleati. La debolezza dei Cinque stelle è dunque un problema per Letta. Dopodiché dall’altra parte c’è un cumulo di macerie.</p>



<p><strong>Al centro si è sempre parlato di una grande prateria che però nessuno riesce a conquistare. In Germania il Partito liberale ha preso l’11,5% e farà il governo insieme a Verdi e Socialisti.</strong><br>La prospettiva è quella, 11-12%. Scelta Civica che cos’era? Era quel numero. Io penso che l’area dei liberali, dei centristi sia quella. A meno che, ma non è in agenda, ci sia un pezzo da novanta come Draghi. Ma siamo alla fantapolitica.</p>



<p><strong>Il problema è che finora nessuno è riuscito a federare tutte queste piccole realtà. C’è riuscito Monti e adesso non si vede chi possa farlo.</strong><br>Nessuno di questi, perché sono troppi galli in un pollaio. Ci vorrebbe uno sforzo molto grande. C’è Calenda che si è mosso bene, è bravo, ma ha un suo ego. Ha la forza anche di fare un passo indietro? Qui non è questione di fare due passi avanti. Lui li ha fatti e li ha fatti bene ma ha la capacità di tornare un po’ indietro, di lasciare un po’ di spazio agli altri? Poi c’è Renzi, che è abilissimo. Voti pochi, ma quelli che ha li usa come se fossero quelli di una maggioranza. E poi ci sono tutti gli altri, grandi o piccoli, ma metterli insieme è molto difficile</p>



<p><strong>Potrebbe farlo Letta?</strong><br>Potrebbe perché guida un partito medio che ha bisogno di federare. Lo potrà fare in una prospettiva liberale? In una prospettiva riformista ha un problema coi cinque stelle. Allora che fai? Ti tieni i Cinque stelle e poi anche Calenda e Renzi? Impossibile. Poi non sappiamo che legge elettorale ci sarà. </p>



<p><strong>Bella grana questa.</strong><br>Il centrodestra ha appena rifiutato il proporzionale. Ma il proporzionale in questo – mi si passi il temine tecnico &#8211; casino, è la scelta più naturale. Siamo di fronte allo sfarinamento del quadro politico e non penso si arriverà con queste coalizioni al 2023. Succederà molto probabilmente qualcos’altro. È tutto in sviluppo, ma si intravedono alcune linee. I gruppi parlamentari non coincidono già più da tempo alle coalizioni.</p>



<p><strong>Ci sono anche gruppi parlamentari che non corrispondono alla guida dei partiti.</strong><br>Se è per quello ci sono gruppi parlamentari che non corrispondono nemmeno alla politica.</p>



<p><strong>Prima o poi si andrà al rinnovo di questo Parlamento, e con numeri radicalmente diversi per via dell’esito del referendum sulla riduzione dei parlamentari. Che cosa c’è da aspettarsi?</strong><br>Io ho un grande timore, che alle politiche venga fuori un risultato disastroso, senza nessun vincitore. Il Parlamento diverrebbe così iperbalcanizzato ma al tempo stesso ridotto, quindi con margini di manovra e aggiustamento inferiori. Quella che secondo molti era un difetto, cioè l’elevato numero di parlamentari, in un sistema caotico ad altissima entropia come quello italiano, funzionava. C’era il suk, per essere molto chiari, e questo compensava le difficoltà. Adesso, con meno parlamentari, sarà più difficile mettere a posto i “Lego” della politica. Temo una situazione in cui non si riesca più a trovare il bandolo della matassa. Ecco perché abbiamo bisogno di Draghi.</p>



<p><strong>Ma a questo punto non sarebbe meglio tenero fuori dal Quirinale?</strong><br>Se c’è Draghi al Quirinale, diventa il king maker del governo, se è fuori dal Quirinale diventa la soluzione per mettere insieme un governo. Quindi di diritto o di rovescio, Draghi rappresenta la soluzione. Questo dice però anche quanto siamo messi male, perché siamo di nuovo all’uomo della salvezza. In questo caso la figura è eccezionale e si ritrova in uno stato d’eccezione. Dobbiamo sperare nello stellone, in un colpo di fortuna per cui gli elettori vanno a votare per qualcuno e questo qualcuno governa. Chiunque sia, sono ampiamente agnostico su questo. Però ci vuole un segnale di chiarezza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/10/24/raco-mario-sechi-siamo-di-nuovo-a-uomo-della-salvezza-fortunatamente-abbiamo-draghi/">Mario Sechi: siamo di nuovo all’uomo della salvezza. Fortunatamente abbiamo Mario Draghi</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2021/10/24/raco-mario-sechi-siamo-di-nuovo-a-uomo-della-salvezza-fortunatamente-abbiamo-draghi/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Polonia, è in gioco la nostra identità europea</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2021/10/23/munari-in-polonia-e-in-gioco-la-nostra-identita-europea/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2021/10/23/munari-in-polonia-e-in-gioco-la-nostra-identita-europea/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ottavia Munari]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Oct 2021 15:08:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eppur si muove]]></category>
		<category><![CDATA[Aborto]]></category>
		<category><![CDATA[Benelux]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione europea]]></category>
		<category><![CDATA[Conservatori]]></category>
		<category><![CDATA[Corte Costituzionale]]></category>
		<category><![CDATA[Diritto e Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[ECR]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Fratelli d&#039;Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Identità e Democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Karl Popper]]></category>
		<category><![CDATA[Lega]]></category>
		<category><![CDATA[Liberal-democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Liberali]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà di stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Magistratura]]></category>
		<category><![CDATA[Morawiecki]]></category>
		<category><![CDATA[Olanda]]></category>
		<category><![CDATA[PiS]]></category>
		<category><![CDATA[Polexit]]></category>
		<category><![CDATA[Polonia]]></category>
		<category><![CDATA[Populismo]]></category>
		<category><![CDATA[PPE]]></category>
		<category><![CDATA[Recovery Plan]]></category>
		<category><![CDATA[S&D]]></category>
		<category><![CDATA[Società aperta]]></category>
		<category><![CDATA[Società chiusa]]></category>
		<category><![CDATA[Sovranismo]]></category>
		<category><![CDATA[Tolleranza]]></category>
		<category><![CDATA[Totalitarismo]]></category>
		<category><![CDATA[Trattati europei]]></category>
		<category><![CDATA[Ungheria]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
		<category><![CDATA[Ursula von der Leyen]]></category>
		<category><![CDATA[Varsavia]]></category>
		<category><![CDATA[Verdi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=3706</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ne “La società aperta e i suoi nemici” Karl Popper ha lasciato in eredità ai posteri degli insegnamenti politici che in queste ore dovremmo rammentare. Tra questi, l’essenzialità, nel nome della tolleranza, del diritto a non tollerare gli intolleranti. Arenarsi, barricarsi in principi ottusi, arrestare il cambiamento politico non può portare alla felicità, “tornare alla presunta ingenuità e bellezza della società chiusa”, scriveva il filosofo, è un errore da non&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/10/23/munari-in-polonia-e-in-gioco-la-nostra-identita-europea/">Polonia, è in gioco la nostra identità europea</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Ne “La società aperta e i suoi nemici” Karl Popper ha lasciato in eredità ai posteri degli insegnamenti politici che in queste ore dovremmo rammentare. Tra questi, l’essenzialità, nel nome della tolleranza, del diritto a non tollerare gli intolleranti. Arenarsi, barricarsi in principi ottusi, arrestare il cambiamento politico non può portare alla felicità, “tornare alla presunta ingenuità e bellezza della società chiusa”, scriveva il filosofo, è un errore da non commettere.</p>



<p>La questione polacca sembra rappresentare perfettamente questa situazione – dal 2015 infatti, anno in cui il PiS è andato al governo, la Polonia sembra sfidare non soltanto in qualche frangente ma interamente la linea Europea e i suoi capisaldi.</p>



<p>Diritto e Giustizia è un partito ultraconservatore, di quelli che bloccano il cambiamento politico. Dal suo insediamento ha approvato leggi dalla deriva totalitaristica: restringimenti della libertà di stampa, d’espressione, violazioni dei diritti individuali oramai considerati principi europei come la legge anti-aborto recentemente entrata in vigore.</p>



<p>L’ultima azione intollerabile è stata la violazione del principio di indipendenza della magistratura e dell’azione giudiziaria. È chiaro che un Paese con tale sistema non può esistere nell’Unione Europea, Ursula Von Der Leyen ne è pienamente consapevole.</p>



<p>L’ultima sentenza della Corte costituzionale di Varsavia, che ha sancito il primato del diritto nazionale su quello comunitario, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Oggi, ben tredici giudici su quindici della Corte Costituzionale sono filogovernativi: è una corte illegittima, completamente contro il principio dello Stato di diritto. La potremmo definire al limite del medievaleggiante.</p>



<p>Gli aspri toni del dibattito tra la Presidente della Commissione europea e il premier polacco Morawiecki sottolineano quanto la tolleranza europea nei confronti della Polonia sia giunta al limite.</p>



<p>Morawiecki sta usando una strategia di sfinimento, accusa l’Europa di fare ricatti e minacce ma, allo stesso tempo, specifica che la Polexit è una menzogna, afferma di esser pronto a riformare la giustizia, eppure modifiche al sistema non sono ancora state attuate. Secondo la Von Der Leyen la sentenza polacca è “una sfida diretta all’unità degli ordinamenti giuridici europei”, una deriva totalmente in disarmonia con lo spirito dell’Unione: la liberal-democrazia.</p>



<p>La Commissione ha il dovere di salvaguardare i diritti dei cittadini europei, dentro qualsiasi confine essi siano. L’approccio sovranista e populista di PiS invece afferma con convinzione che la sovranità polacca non può essere ostacolata o vincolata dai trattati europei, una sorta di appello disperato al cuius regio eius religio.</p>



<p>La condizionalità europea è ben ampia, spazia dal processo di adesione al supporto della società civile, dall’utilizzo di fondi economici e strumenti d’assistenza all’adozione di principi ideologici comuni. I trattati europei hanno norme di condizionalità precise, non rispettarle significa violare un impegno sottoscritto e firmato in piena libertà.</p>



<p>La Von Der Leyen ha elencato in modo deciso tutte le infrazioni che Morawiecki ha commesso e si ostina a commettere, avvertendolo dell’intenzione di intraprendere pesanti sanzioni, economiche e politiche, cominciando dal blocco del Recovery Plan fino alla sospensione del diritto di voto dello Stato membro inadempiente.</p>



<p>Il conto alla rovescia è partito: entro il 2 novembre la Presidente dovrà stabilire se attivare o meno il meccanismo di blocco dei fondi del bilancio europeo. Basterà l’acceso dibattito dei giorni scorsi a scuotere gli animi dei sovranisti polacchi?</p>



<p>È ormai chiaro agli occhi degli altri Stati membri come il dialogo non possa risolvere la questione. Vi è un’alta probabilità che misure restrittive vengano annunciate nei prossimi giorni. I governi del Benelux, guidati dall’Olanda, hanno già fatto giungere in Commissione una richiesta di attuazione di misure decise, immediate nel tagliare i fondi destinati alla Polonia.</p>



<p>Di fatto, è in corso in Europa una guerra diplomatica. La questione polacca non consiste soltanto in meri affari economici ma è anche una questione di principio: in gioco vi sono la democrazia e la libertà, due dei fondamentali principi europei. Il distacco della Polonia, come anche quello dell’Ungheria, rispetto agli altri Stati membri è sempre più marcato. La Presidente ha dimostrato di essere una guida salda, fedele allo spirito europeo di cui è ufficialmente portatrice.</p>



<p>L’Unione Europea è unita contro queste derive regressiste – PPE, S&amp;D, Liberali e Verdi sostengono pienamente l’azione della Von Der Leyen. Fa riflettere, invece, la posizione dei conservatori dell’ECR e di Identità e Democrazia – due partiti di cui Fratelli d’Italia e Lega fanno parte.</p>



<p>La nostra società aperta sarà in grado di affrontare i suoi nemici? In questo momento di rinascita, libertà e democrazia vanno difese più che mai – in Europa e non solo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/10/23/munari-in-polonia-e-in-gioco-la-nostra-identita-europea/">Polonia, è in gioco la nostra identità europea</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2021/10/23/munari-in-polonia-e-in-gioco-la-nostra-identita-europea/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Paola Severino: i ragazzi hanno un forte senso della giustizia. Non glielo dobbiamo far perdere, dobbiamo spiegare loro, con esempi di vita, che sacrificarsi per meritare sia importante</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2021/07/12/raco-paola-severino-i-ragazzi-hanno-un-forte-senso-della-giustizia/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2021/07/12/raco-paola-severino-i-ragazzi-hanno-un-forte-senso-della-giustizia/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuele Raco]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Jul 2021 17:43:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Questo viso non mi è nuovo]]></category>
		<category><![CDATA[Ascensore sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Asili]]></category>
		<category><![CDATA[Avvocati]]></category>
		<category><![CDATA[Carceri]]></category>
		<category><![CDATA[Carriera]]></category>
		<category><![CDATA[Cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Condannati]]></category>
		<category><![CDATA[Conferenza per il futuro dell&#039;Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Democrazia partecipativa]]></category>
		<category><![CDATA[Digitalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Dostoevsky]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Figli]]></category>
		<category><![CDATA[Franca Florio]]></category>
		<category><![CDATA[Genere]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Globalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Lagarde]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Licei]]></category>
		<category><![CDATA[Luiss]]></category>
		<category><![CDATA[Mamme]]></category>
		<category><![CDATA[Medici]]></category>
		<category><![CDATA[Merito]]></category>
		<category><![CDATA[Merkel]]></category>
		<category><![CDATA[Neet]]></category>
		<category><![CDATA[Pandemia]]></category>
		<category><![CDATA[Paola Severino]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica amministrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Recovery Plan]]></category>
		<category><![CDATA[Ricostruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Rieducazione]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Scuole]]></category>
		<category><![CDATA[Stato]]></category>
		<category><![CDATA[STEM]]></category>
		<category><![CDATA[Studenti]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>
		<category><![CDATA[virus]]></category>
		<category><![CDATA[Von der Leyen]]></category>
		<category><![CDATA[Welfare]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=3295</guid>

					<description><![CDATA[<p>Lei è rappresentante dei cittadini italiani nella Conferenza per il futuro dell’Europa, dove per la prima volta sono stati accolti rappresentanti dei cittadini di ogni stato membro. E’ questo un esempio di democrazia partecipativa? E’ un modo per avvicinare le persone ad una Comunità che molti considerano troppo lontana dai bisogni dei singoli e di ciascuna Nazione?Ho accettato questo incarico con molto entusiasmo, nella speranza che questo entusiasmo non diventi&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/07/12/raco-paola-severino-i-ragazzi-hanno-un-forte-senso-della-giustizia/">Paola Severino: i ragazzi hanno un forte senso della giustizia. Non glielo dobbiamo far perdere, dobbiamo spiegare loro, con esempi di vita, che sacrificarsi per meritare sia importante</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Lei è rappresentante dei cittadini italiani nella Conferenza per il futuro dell’Europa, dove per la prima volta sono stati accolti rappresentanti dei cittadini di ogni stato membro. E’ questo un esempio di democrazia partecipativa? E’ un modo per avvicinare le persone ad una Comunità che molti considerano troppo lontana dai bisogni dei singoli e di ciascuna Nazione?</strong><br>Ho accettato questo incarico con molto entusiasmo, nella speranza che questo entusiasmo non diventi una illusione e poi una delusione. Per quanto riguarda il ruolo dell’Italia penso che ci dobbiamo fortemente impegnare a raccogliere l’opinione dei nostri cittadini sul futuro dell’Europa. E’ chiaro che il filtro dell’elaborazione è necessario come è necessario anche stimolare i cittadini a un pensiero sullo Stato e sull’Europa. Lo si può fare in molti modi, senza influenzarne le risposte ma facendo comprendere che ci sono dei fenomeni, come la pandemia ha evidenziato, nei quali la risposta non può essere quella dei singoli e neppure del singolo Stato ma deve essere dell’intera Europa.</p>



<p><strong>Cosa devono fare gli italiani?</strong><br>I cittadini devono comprendere e condividere la relazione con l’Unione Europea e poi, semmai, suggerire dei cambiamenti. E’ così che io concepisco questo mio ruolo di rappresentante dei cittadini italiani. Non condizionarne la partecipazione a una adesione che deve essere del tutto spontanea: c’è una piattaforma in 27 lingue in cui ogni cittadino potrà esprimersi liberamente e direttamente. Il tema è sollecitare la partecipazione dei cittadini perché arrivino alla piattaforma. Sollecitare l’attenzione dei cittadini sull’importanza e sulla serietà di questa consultazione. Non perdiamo un’occasione nella quale possiamo dire come vorremmo che fosse il futuro dell’Europa. Anche perché il futuro dell’Europa è il nostro futuro.</p>



<p><strong>Come può essere stimolata la partecipazione?</strong><br>Al di là delle risposte che affluiranno spontaneamente alla piattaforma, cercherei di costruire anche dei cluster per dare a chi riceverà queste informazioni la possibilità di elaborarle in maniera utile. Per esempio individuando categorie di soggetti. L’output di una certa categoria sarà diversa dall’output di un’altra.</p>



<p><strong>Da chi partirebbe?</strong><br>Da una categoria particolarmente disagiata, i neet, quei ragazzi che hanno perso il filo conduttore della loro vita, della scuola, del lavoro: interpelliamoli e chiediamo loro di partecipare a questo esercizio, di dirci che cosa non ha funzionato e cosa vorrebbero che funzionasse in Europa. E poi via via per tanti altri gruppi di cittadini: avvocati, medici, magistrati, studenti universitari, delle scuole medie e dei licei. Tutte le categorie che possono dirci non solo qual è il loro pensiero in Europa ma anche quali sono i loro desideri sull’Europa.</p>



<p><strong>Un gran lavoro di coinvolgimento della cittadinanza.</strong><br>Credo che il compito di convogliare dei cluster in maniera ordinata verso la piattaforma non sia né una forma di selezione né di prevaricazione, solo una forma di costruzione ordinata del pensiero degli italiani sull’Europa. Io vorrei che in tanti si esprimessero perché sarebbe un esercizio davvero democratico e utile per la crescita dell’Europa. Se deve diventare un luogo di blablabla direi che nessuno di noi avrà svolto bene il proprio compito, io per prima.</p>



<p><strong>E’ una formula che potrebbe essere utilizzata anche a livello interno, per correggere le distorsioni provocate dal diverso principio della democrazia diretta?</strong><br>Al di là delle denominazioni, dobbiamo fronteggiare un fenomeno che è sotto gli occhi di tutti e che deriva dalla globalizzazione e dalla digitalizzazione. Oggi siamo totalmente disintermediati rispetto alla comunicazione, rispetto alla politica, all’economia, alla finanza, perché ognuno di noi è stato reso libero di manifestare il proprio pensiero attraverso il digitale, attraverso l’interazione con un mezzo che porta ognuno direttamente in contatto con gli altri. Saremmo degli utopisti se non prendessimo atto della circostanza che oggi ciascuno è stato reso libero, senza l’intermediazione e il filtro del giornalista, di elaborare e comunicare ad altri il proprio pensiero. Il nostro compito è quello di creare delle interlocuzioni che diano loro dei risultati concreti. Da questo punto di vista credo molto all’esercizio che ci accingiamo a fare sul futuro dell’Europa.</p>



<p><strong>In un recente articolo ha parlato del valore del merito per rilanciare il Paese, portando l’esempio di suo nonno, impiegato delle Poste, che quando morì lasciò detto che l’eredità che lo inorgogliva di più era rappresentata dalle sette lauree dei suoi sei figli. Questa è la pietra fondante del nostro Paese, quella di un ascensore sociale sempre cresciuto ma che oggi sembra addirittura in discesa più che fermo. Cosa è successo e come intervenire per tornare a una società che sappia cercare, valorizzare e promuovere il talento?</strong><br>Credo che la storia serva per illuminarci, per trovare il cammino del futuro. La nostra storia è perfettamente quella che lei ha raccontato, quella della mia famiglia, di tante famiglie italiane che hanno visto nella promozione del merito il proprio ascensore sociale. Nell’immediato dopoguerra c’era da ricostruire un Paese, c’era da radunare le forze, da sacrificarsi per ricostruire. Non ci vuole molto per dire che questo è un periodo molto simile, non c’è stata una guerra ma abbiamo combattuto contro un virus che ha ucciso milioni di persone. Gli effetti devastanti, sulla vita e sulla salute delle persone così come sull’economia dei paesi, sono molto simili a quelli della guerra che hanno combattuto i nostri nonni, dopo la quale hanno dovuto raccogliere i cocci di una società che era stata devastata dagli effetti della guerra.</p>



<p><strong>Un esempio per tutti noi?</strong><br>Credo che oggi dobbiamo fare così e se abbiamo la fortuna, come la ho io, di essere in una posizione dalla quale possiamo stimolare gli altri a raccogliere questi cocci e a premere il pulsante dell’ascensore sociale, lo dobbiamo fare. Io ho la fortuna di vivere da tanti anni in mezzo ai giovani e di vedere quanto per i giovani l’essere stimolati sul tema della qualità e del merito sia importante. I giovani ci danno delle risposte incredibili. Alla Luiss, per il progetto “Legalità e merito, quest’anno abbiamo avuto 150 volontari. Questo vuol dire che i ragazzi ci credono, che i ragazzi credono che il merito sia un valore attraverso il quale si sconfigge l’ingiustizia. I ragazzi hanno un forte senso della giustizia che poi magari perdono cammin facendo. Non non glielo dobbiamo far perdere, dobbiamo spiegare loro, con esempi di vita, che sacrificarsi per meritare sia importante. Posso fare un altro esempio concreto?</p>



<p><strong>Prego.</strong><br>I giovani che seleziono per la mia attività professionale provengono spesso da famiglie disagiate, che si sono sacrificate moltissimo per mandare i propri figli prima a scuola e poi all’università. Questi ragazzi l’ascensore sociale non solo lo hanno preso ma sono arrivati ai piani alti, per questo le loro famiglie vanno incoraggiate. Quando vi è la cerimonia delle lauree io stringo spesso le mani dei genitori dei ragazzi, perché comunque noi li dobbiamo ringraziare di aver portato questi ragazzi sino all’università con sacrifici che, chi più chi meno, hanno riguardato tutti. E certe volte stringo delle mani che mi commuovono perché sono delle mani di gente che ha lavorato sodo, non solo con la testa ma anche con le mani. Pensando a quei padri, quei nonni, quelle madri, quelle nonne, persone semplici che hanno dato tutto poiché i loro figli e i loro nipoti si laureassero, capisci che hai avuto un compito importante e che questo compito deve proseguire, perché è dopo che il merito deve dare il suoi risultati, è dopo, nel mondo del lavoro, che deve ricevere le soddisfazioni che una promozione, un inserimento buono nel mondo del lavoro ti può dare.</p>



<p><strong>Siamo in affanno su questo aspetto.</strong><br>E infatti è li che noi dobbiamo lavorare ancora molto, per dimostrare che quel merito che si è acquisito negli studi deve essere portato anche nel mondo del lavoro, della pubblica amministrazione per esempio. Io credo che nella PA si debba essere promossi per merito e non per anzianità così come accade nell’impresa privata molto più spesso che nell’impresa pubblica. E’ anche con questo che si promuove il merito e si dà un senso diffuso di legalità al Paese.</p>



<p><strong>Quali caratteristiche ha, e quali ostacoli ancora incontra, una donna nel percorso per l’affermazione di sé?</strong><br>Partiamo dal che cosa occorra fare perché le giovani donne non si sentano ostacolate. Bisogna dar loro fiducia, bisogna dir loro che certi esempi non sono unici ma molteplici, che se sei brava il soffitto di cristallo lo puoi sfondare. Invitarle, soprattutto, a non limitarsi nelle scelte che fanno all’inizio della loro carriera. Le materie STEM, per esempio, hanno sempre rappresentato, nell’ideologia familiare, un limite allo sviluppo culturale delle donne. Io non sono mai stata brava in matematica, questo è un mio limite, ma credo che donne brave nelle materie tecniche e tecnologiche possano essercene davvero tante. </p>



<p><strong>Cosa devono fare?</strong><br>Stimoliamole ad iscriversi a corsi o ad università in cui queste materie vengono insegnate, perché poi sono queste le materie di successo nell’immediato futuro, ed è su questo che si misurerà il successo degli uomini come delle donne. Indirizzarle dunque anzitutto verso percorsi che non le vedono perdenti. Ogniqualvolta si è aperta la strada alle donne, queste hanno meritato più del cinquanta per cento delle posizioni. Pensate al concorso in magistratura: non molti anni fa c’era una legge che non consentiva alle donne di partecipare al concorso in magistratura. Oggi le donne che vincono quel concorso sono il 52 per cento. Quindi ce l’abbiamo fatta, e ce l’abbiamo fatta anche velocemente.</p>



<p><strong>L’altro tema è quello della conoscenza e della conoscibilità dei ruoli e dei meriti delle donne.</strong><br>Quando si deve organizzare un panel per discutere in una conferenza, o quando si deve scegliere una persona in un consiglio di amministrazione, spesso manca la conoscenza o l’elencazione di donne brave in quel settore. Io nella mia università ho introdotto un sistema che sta funzionando molto bene: l’elenco delle donne brave nei vari settori, l’elenco delle donne che possono essere chiamate a seconda delle necessità. Ne abbiamo a centinaia adesso, semplicemente perché ci siamo applicati a diffondere la conoscenza e la conoscibilità delle donne in gamba. Questo può sposare il tema della promozione di genere con quello della promozione del merito. Il mondo sarà veramente cambiato quando verranno scelte tante donne perché meritano di essere scelte, ma oggi le dobbiamo aiutare perché se i loro meriti non sono conosciuti non possono essere utilizzati.</p>



<p><strong>Lei ha proposto di inserire nel Recovery Plan un progetto di welfare femminile che parta dalla emersione dei problemi affrontati dalle donne nel corso della pandemia.</strong><br>Quanto al welfare le dico che io sono riuscita a non fermarmi nella mia carriera perché avevo mia madre e mia suocera che si sono occupate della mia bambina. Quando ho aperto uno studio mi sono subito detta che non appena le sue dimensioni fossero cresciute, sarebbe stato bello avere un asilo per i figli dei collaboratori, perché tu puoi lavorare serena sapendo che i tuoi figli sono assistiti e sono vicini. Donna Franca Florio applicò questo sistema nell’Ottocento. Nella tonnara di Favignana costruì un asilo, e le donne lavoravano felici e lavoravano bene. È questo l’altro piccolo segreto, l’altro tema difficile e complesso sul quale lavorare: il welfare. Le donne vanno aiutate, gli orari di lavoro vanno resi conciliabili coi momenti nei quali ci si deve occupare dei figli, lo Stato si deve far carico di dare assistenza a quelle famiglie, ai figli, ai bambini, ai ragazzi che devono sì avere l’appoggio ed essere seguiti dalla famiglia ma anche l’apporto che può dare lo Stato coi suoi asili o con altri mezzi che consentano ad una donna di non rinunciare alla carriera.</p>



<p><strong>Lei può considerarsi fortunata?</strong><br>Io sono partita, nella mia carriera universitaria prima e di avvocato dopo, insieme a tante altre ragazze. Molte erano più brave di me. Io sono l’unica ad essere diventata rettore di un’università, ministro della giustizia, vicepresidente adesso della stessa università. Perché? Erano brave come me, avevano doti simili alle mie, avevano studiato come me però poi i ruoli che hanno assunto in famiglia, non aiutate da un welfare sufficientemente attento, le hanno mano a mano fermate per strada.</p>



<p><strong>Dostoevskij scrisse che “il grado di civilizzazione di una società si misura dalle sue prigioni”. Cosa significa, in Italia soprattutto, dove la Costituzione impone che le pene debbano tendere alla rieducazione del condannato?</strong><br>Intanto mi permetta una reminiscenza delle mie letture di Dostoevsky. Lui scrisse “Delitto e castigo” in un’epoca in cui era stato condannato, se non sbaglio, a spaccare le pietre, e questa pena era stata frutto di una conversione benevola perché originariamente era stato condannato a morte. Quando si trovò sul patibolo gli venne salvata la vita e fu condannato a fare lo spaccapietre. Naturalmente sono passati secoli e il nostro sistema carcerario, pur tra tante crisi, è governato dall’idea che la rieducazione del condannato sia ciò cui deve tendere la permanenza nel carcere, quindi abbiamo fatto tanta strada da quell’epoca, a testimonianza proprio che la civiltà di un paese si misura anche e soprattutto dal modo in cui gestisce le carceri. </p>



<p><strong>Lei è stata ministro della Giustizia.</strong><br>Ricordo che uno dei miei compiti di ministro fu quello di andare a Strasburgo a combattere una battaglia perché l’Italia era stata condannata a delle sanzioni perché nelle carceri non c’era abbastanza spazio per i detenuti. Vincemmo quella battaglia. La vincemmo non solo convincendo Strasburgo a non applicare le sanzioni, ma anche adottando una serie di provvedimenti che hanno consentito di mantenere anche dopo uno spazio per i detenuti sufficiente a superare il costante e continuo monitoraggio dell’Europa.</p>



<p><strong>Un altro momento di crisi è stato durante la pandemia?</strong><br>Essere nel carcere vuol dire essere isolati dal mondo, ma almeno c’è un contatto, che è fondamentale per i detenuti, quello con le famiglie, con le persone che li vengono a trovare. I casi di suicidio in carcere sono spessissimo dovuti all’isolamento nel quale i detenuti vengono lasciati dalle loro famiglie. Durante la pandemia si è verificato esattamente questo: le visite dei familiari sono state proibite per motivi comprensibili. Tutto questo ha ovviamente aumentato il livello di tensione nelle carceri: essere completamente isolati dal mondo porta tensione, e se questa tensione non viene correttamente incanalata accade quel che di terribile abbiamo visto accadere.</p>



<p><strong>Cosa fare?</strong><br>Come intervento immediato occorre isolare le mele marce e garantire sempre più interventi rieducativi a coloro che vivono la realtà carceraria, ma badate che il mondo delle carceri è un mondo straordinario, dove esistono sì abissi non guardabili ma anche incredibili vette di volontariato e collaborazione. Io gestisco una fondazione che si occupa di rieducazione dei detenuti, che li porta al lavoro e ad avere occasioni di lavoro; quindi vedo quanto si possa fare per il carcere e quanto la dimensione del carcere possa essere quella di uno sbocco rieducativo. Ma bisogna lavorarci, rimboccarsi le maniche, faticare.</p>



<p><strong>Non tutte le realtà sono identiche.</strong><br>Superato il momento della rivolta sono andata a Rebibbia dove abbiamo girato un docufilm grazie a Rai Cinema, proprio sull’anno del lockdown nelle carceri. A Rebibbia abbiamo trovato una situazione straordinariamente positiva, perché i detenuti erano stati messi in grado in entrare in contatto con le famiglie attraverso i mezzi di comunicazione virtuale. Questo per loro è stata la salvezza. A volte bastano piccole cose, piccole grandi vicinanze. Noi siamo stati vicini ai detenuti di Rebibbia grazie ai volontari della Luiss, ai ragazzi che durante la pandemia hanno vissuto una esperienza quasi carceraria, perché erano già costretti in casa, ma hanno voluto continuare il loro compito educativo nelle carceri.</p>



<p><strong>Di cosa si occupano gli studenti?</strong><br>I nostri ragazzi vanno a Rebibbia per preparare agli esami universitari i detenuti, e lo hanno fatto anche durante la pandemia. Quando finalmente siamo riusciti a vederci, perché mascherine e vaccinazioni ce lo hanno consentito, questi ragazzi ne hanno tratto una grande soddisfazione: erano riusciti a star vicini ai detenuti e la loro vicinanza, insieme a quella di tanti altri volontari che si occupano di carcere, li aveva aiutati a superare un momento critico. Del carcere bisogna parlare. Se ne parla poco, non interessa a nessuno, tutti dicono “è altro da me”, e invece è importantissimo, perché tra i principi della nostra società c’è proprio quello per cui il carcere deve condurre alla rieducazione e non alla recidiva del condannato.</p>



<p><strong>Le vicende della pandemia hanno dimostrato che la cooperazione internazionale è fondamentale per affrontare fenomeni sempre più globali?</strong><br>Credo che la globalizzazione abbia portato la necessità di allargare i nostri orizzonti e di collocarci non più nel paese, nella città, nella nazione ma nel continente, perché la globalizzazione comporterà un confronto tra continenti, tra grandi potenze economiche. Allora bisogna adeguarsi ai tempi, comprendere e condividere tutti che l’Italia da sola non ce la può fare, come non ce la poteva fare ad avere vaccini sufficienti ad immunizzare gran parte della popolazione, come non ce la poteva fare a combattere la pandemia. La prima grande decisione europea condivisa è stata proprio quella di combattere un virus dalla potenza mondiale mettendo tutti quanti insieme. Credo che questo discorso vada portato avanti anche nei periodi, che spero siano prossimi, in cui avremo sconfitto la pandemia e ripreso dei ritmi normali.</p>



<p><strong>Il nostro riferimento non può essere che l’Europa?</strong><br>La competizione economica e sociale oggi si gioca sullo scacchiere del mondo e non su quello dei singoli paesi. Se vogliamo diventare più forti ed evitare gli oligopoli delle grandi potenze sui grandi temi, che sono quello dell’intelligenza artificiale e della cyber sicurezza, dobbiamo stare tutti assieme. In proposito credo che l’Europa, per omogeneità di valori culturali, per storia, debba rappresentare una palestra nella quale ci dobbiamo cimentare, ed è in Europa che dobbiamo rafforzare le nostre difese, la nostra possibilità di successo sui due temi emblematici che ho citato, sui quali l’Europa si deve confrontare con altre potenze mondiali. Se noi non vinceremo le nostre battaglie sull’intelligenza artificiale e sulla cyber sicurezza diventeremo piccoli piccoli, perché finiremo condizionati da un sistema di oligopoli che ci schiaccerà completamente. Allora facciamoci un po’ più grandi, diamo all’Europa la capacità di combattere con mezzi di concorrenza leale la competizione con gli altri paesi, mettiamola in grado tutti insieme di essere una potenza che può stare alla pari di altri paesi mondiali.</p>



<p><strong>Von der Leyen, Lagarde, Merkel: le piace pensare che la gestione di quella che a tutti gli effetti è una vicenda non dissimile ad una guerra, sia stata meno rissosa di quanto fosse possibile prevedere proprio perché tre donne erano al vertice di Istituzioni così importanti?</strong><br>Io trovo che la loro conduzione sia stata straordinaria. Voglio anche pensare che il fatto di essere donne le abbia rese forse più comprensive degli aspetti umani. Le donne, occupandosi spesso della famiglia, dei figli, hanno il privilegio di un osservatorio importante dal quale vedere che cosa i fenomeni esterni generano nei piccoli, nelle persone più deboli di cui devono occuparsi; hanno quindi una visione resa più ampia proprio da questo. La comprensione con la quale ad esempio Ursula von der Leyen ha affrontato il tema della pandemia, dicendo che questo era tema che riguardava tutti, è stato forse anche condizionato dal fatto che, avendo avuto un certo numero di figli, avrà visto in anticipo nella sua famiglia i problemi che si sono verificati.</p>



<p><strong>Siamo sulla strada giusta per raggiungere la parità?</strong><br>Io credo che raggiungeremo davvero la parità quando anche il marito di Ursula von der Leyen avrà avuto la stessa percezione dalla famiglia che ha avuto lei, cioè quello spunto attraverso il quale ci ha portato ad una condivisione degli effetti economici della pandemia: è la prima volta che l’Europa decide di affrontare veramente insieme un problema, con una raccolta straordinaria di fondi da distribuire ai paesi perché superino questo problema. Che in questo abbia aiutato anche l’essere donna è cosa che mi piace pensare, però non vorrei escludere dal mondo gli uomini, che del mondo sono l’altra metà: credo davvero che il condividere, il comprendere i temi delle donne, di che cosa ci sia di maggiormente propositivo nelle loro attività, sia qualcosa che costruisce ed appartiene a uomini e donne in maniera assolutamente paritaria.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/07/12/raco-paola-severino-i-ragazzi-hanno-un-forte-senso-della-giustizia/">Paola Severino: i ragazzi hanno un forte senso della giustizia. Non glielo dobbiamo far perdere, dobbiamo spiegare loro, con esempi di vita, che sacrificarsi per meritare sia importante</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2021/07/12/raco-paola-severino-i-ragazzi-hanno-un-forte-senso-della-giustizia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Luigi Sbarra: primo maggio, un &#8220;patto sociale&#8221; per unire il nostro Paese</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2021/04/30/luigi-sbarra-primo-maggio-un-patto-sociale-per-unire-il-nostro-paese/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2021/04/30/luigi-sbarra-primo-maggio-un-patto-sociale-per-unire-il-nostro-paese/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Apr 2021 21:20:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eppur si muove]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Anziani]]></category>
		<category><![CDATA[Appalti]]></category>
		<category><![CDATA[CISL]]></category>
		<category><![CDATA[Coesione sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Concorrenza]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[Costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[covid]]></category>
		<category><![CDATA[Crescita]]></category>
		<category><![CDATA[Diseguaglianze]]></category>
		<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Draghi]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Famiglie]]></category>
		<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[Flessibilità]]></category>
		<category><![CDATA[Gig economy]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Governo]]></category>
		<category><![CDATA[Green]]></category>
		<category><![CDATA[Imprese]]></category>
		<category><![CDATA[Infrastrutture]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Invisibili]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoratori]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Luigi Sbarra]]></category>
		<category><![CDATA[Mattarella]]></category>
		<category><![CDATA[Mezzogiorno]]></category>
		<category><![CDATA[Nord]]></category>
		<category><![CDATA[Pandemia]]></category>
		<category><![CDATA[Parti sociali]]></category>
		<category><![CDATA[Partite Iva]]></category>
		<category><![CDATA[Patto sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Pensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Primo maggio]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica amministrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Recovery Plan]]></category>
		<category><![CDATA[Repubblica Italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[Riforme]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Semplificazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Servizi sociali]]></category>
		<category><![CDATA[Sfruttamento]]></category>
		<category><![CDATA[sindacato]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[Sud]]></category>
		<category><![CDATA[Vaccino]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=2966</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Luigi Sbarra, segretario generale Cisl L’Italia si cura con il lavoro: questo è il messaggio che lanceremo oggi in questo Primo maggio di speranza, che vivremo con uno spirito positivo di fiducia nel futuro, per tornare tutti, con la necessaria cautela e gradualmente, ad una vita normale ed in sicurezza. Solo la centralità del lavoro, la sua qualità e stabilità può risollevare il Paese, ed in particolare le regioni&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/04/30/luigi-sbarra-primo-maggio-un-patto-sociale-per-unire-il-nostro-paese/">Luigi Sbarra: primo maggio, un &#8220;patto sociale&#8221; per unire il nostro Paese</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>di Luigi Sbarra, segretario generale Cisl</p>



<p>L’Italia si cura con il lavoro: questo è il messaggio che lanceremo oggi in questo Primo maggio di speranza, che vivremo con uno spirito positivo di fiducia nel futuro, per tornare tutti, con la necessaria cautela e gradualmente, ad una vita normale ed in sicurezza. Solo la centralità del lavoro, la sua qualità e stabilità può risollevare il Paese, ed in particolare le regioni deboli del nostro Mezzogiorno. </p>



<p>Dobbiamo operare, insieme, per una crescita equa, che riduca le disuguaglianze e per determinare opportunità per tutti. Per questo oggi saremo in tre luoghi simbolo, a portare la nostra solidarietà in particolare ai lavoratori della sanità ed a tutti coloro che hanno assicurato servizi e beni essenziali ai cittadini in questa lunga fase difficile della vita del Paese. Non ci stancheremo mai di ringraziare queste persone generose che meriterebbero molto di più dalle istituzioni e dalla società. Questa è l&#8217;immagine responsabile e positiva del Paese.</p>



<p>Dobbiamo tutti far tesoro del loro esempio, della loro grande umanità, del loro senso del dovere e responsabilità. È chiaro che la battaglia contro il coronavirus non è ancora finita. E non basta solo la più ampia e capillare diffusione del vaccino, che organizzeremo anche noi presto nelle aziende, per uscire dalla grave crisi. </p>



<p>Occorre anche il ‘vaccino’ del lavoro, della crescita, degli investimenti, della giustizia sociale. Questa è la cura di cui il Paese ha bisogno oggi più che mai. Lo diciamo al Premier Draghi: questo è il momento giusto per un grande “patto sociale”, per una collaborazione virtuosa tra il Governo e le parti sociali, in modo da attuare i contenuti importanti del Recovery Plan ed affrontare insieme la stagione delle grandi Riforme di Sistema (Fisco, Pa, Lavoro, Semplificazioni, Giustizia, Concorrenza) attese da lungo tempo. Dobbiamo aprire da subito un confronto con il Ministero del Lavoro sul tema delle pensioni per definire le necessarie flessibilità in uscita dal mercato del lavoro .</p>



<p>Viviamo una fase di maggiore integrazione europea grazie alla solidarietà tra gli Stati Nazionali. Nessuno può farcela da solo. Bisogna uscirne tutti insieme con una risposta collettiva per ripensare il lavoro, unificare finalmente Nord e Sud, realizzare quelle infrastrutture necessarie, costruire una società più inclusiva e senza barriere, a partire dal regolarizzare il lavoro degli invisibili, dei lavoratori della gig economy, delle finte partite Iva.</p>



<p>C’è ancora tanto sfruttamento, tanta disperazione e solitudine che solo il sindacato confederale può affrontare con la solidarietà e la giusta sintesi. Per recuperare il milione di posti di lavoro persi nell’ultimo anno avremo bisogno di più partecipazione alle decisioni, di più coinvolgimento nelle scelte. Vale per il Governo nazionale, ma vale anche per le istituzioni regionali, per le aziende, per la Pubblica Amministrazione. </p>



<p>Siamo d’accordo con Draghi quando sostiene che non servono visioni di parte perché in gioco c’è il futuro dell’Italia. Ma proprio per questo occorre una governance partecipata, la massima condivisione sulle procedure di monitoraggio, sulle ricadute occupazionale dei progetti del Recovery Plan, per evitare che il tutto non si trasformi in una altra occasione perduta o peggio in un libro dei sogni.</p>



<p>Le riforme avranno un impatto diretto sul lavoro, sulla sua organizzazione ed anche sulla contrattazione. Ecco perché bisogna aprire un confronto vero con le parti sociali, non basta la consultazione. Tutti gli interventi anche di sostegno alle imprese devono prevedere alcune specifiche condizioni: la garanzia di più assunzioni soprattutto di donne e giovani, il riequilibrio delle diseguaglianze sociali a partire dal Mezzogiorno, l’applicazione dei contratti, il rispetto della trasparenza e legalità negli appalti, la sicurezza per i lavoratori.</p>



<p>Questo è il “patto” che bisogna concretizzare dove il sindacato può garantire le giuste flessibilità, come è avvenuto in altre stagioni importanti. Anche noi vogliamo un Paese che sappia ridisegnare l’economia sulla sostenibilità ambientale, su una nuova politica industriale green, sulle infrastrutture, sul riassetto del territorio, sull’innovazione, sulla scuola, sulla formazione, sulla ricerca. Ci batteremo perché si ricominci ad investire sulla qualità dei servizi sociali per gli anziani, per le famiglie, per le donne, per i giovani. La nostra sanità pubblica è stata falcidiata dai tagli negli ultimi venti anni da una politica fredda e miope.</p>



<p>Ne abbiamo pagato le conseguenze tragiche in questi mesi. I medici e gli infermieri giustamente non vogliono essere considerati eroi. Ma è tutto il mondo del lavoro a pretendere ora risposte concrete, urgenti, dalla politica e dalle Istituzioni, con la giusta considerazione e rispetto. Questo è il modo migliore per rispondere agli appelli alla coesione sociale ed alla concretezza del nostro Presidente, Sergio Mattarella per una rinascita morale del paese, mettendo al centro il lavoro, la sua sicurezza, il Mezzogiorno, la centralità della persona, la partecipazione, valori che ritroviamo nella nostra Costituzione e su cui si fonda la Repubblica italiana.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/04/30/luigi-sbarra-primo-maggio-un-patto-sociale-per-unire-il-nostro-paese/">Luigi Sbarra: primo maggio, un &#8220;patto sociale&#8221; per unire il nostro Paese</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2021/04/30/luigi-sbarra-primo-maggio-un-patto-sociale-per-unire-il-nostro-paese/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Roberto D&#8217;Alimonte: l’Italicum garantisce stabilità e rappresentatività. Basta leggi elettorali a maggioranza</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2021/02/05/raco-dalimonte-basta-leggi-elettorali-a-maggioranza/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2021/02/05/raco-dalimonte-basta-leggi-elettorali-a-maggioranza/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuele Raco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Feb 2021 17:28:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Questo viso non mi è nuovo]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Bruxelles]]></category>
		<category><![CDATA[Camera dei Deputati]]></category>
		<category><![CDATA[Camera delle regioni]]></category>
		<category><![CDATA[Centro]]></category>
		<category><![CDATA[CNEL]]></category>
		<category><![CDATA[Costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Conte]]></category>
		<category><![CDATA[Governo]]></category>
		<category><![CDATA[Italicum]]></category>
		<category><![CDATA[Leader]]></category>
		<category><![CDATA[Legge elettorale]]></category>
		<category><![CDATA[Liberali]]></category>
		<category><![CDATA[Lista Conte]]></category>
		<category><![CDATA[M5S]]></category>
		<category><![CDATA[Maggioritario]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Draghi]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Monti]]></category>
		<category><![CDATA[Mattarella]]></category>
		<category><![CDATA[Meloni]]></category>
		<category><![CDATA[movimento cinque stelle]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Democratico]]></category>
		<category><![CDATA[PD]]></category>
		<category><![CDATA[Pluralismo]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Proporzionale]]></category>
		<category><![CDATA[Quirinale]]></category>
		<category><![CDATA[Rappresentatività]]></category>
		<category><![CDATA[Recovery Plan]]></category>
		<category><![CDATA[Referendum]]></category>
		<category><![CDATA[Regioni]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto D&#039;Alimonte]]></category>
		<category><![CDATA[Rosatellum]]></category>
		<category><![CDATA[Salvini]]></category>
		<category><![CDATA[Senato]]></category>
		<category><![CDATA[Sindaci]]></category>
		<category><![CDATA[Titolo Quinto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=2622</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Presidente della Repubblica ha conferito a Mario Draghi l’incarico per formare il nuovo governo. È la personalità italiana forse più importante al mondo, l’ultima carta da giocare. È una scelta che fa da spartiacque nella storia della politica italiana?Se guardiamo alla storia recente credo proprio di sì. Il ricorso a Draghi mi sembra veramente una carta da ultima spiaggia e spero che la nostra classe politica se ne renda&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/02/05/raco-dalimonte-basta-leggi-elettorali-a-maggioranza/">Roberto D&#8217;Alimonte: l’Italicum garantisce stabilità e rappresentatività. Basta leggi elettorali a maggioranza</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Il Presidente della Repubblica ha conferito a Mario Draghi l’incarico per formare il nuovo governo. È la personalità italiana forse più importante al mondo, l’ultima carta da giocare. È una scelta che fa da spartiacque nella storia della politica italiana?</strong><br>Se guardiamo alla storia recente credo proprio di sì. Il ricorso a Draghi mi sembra veramente una carta da ultima spiaggia e spero che la nostra classe politica se ne renda conto. Noi abbiamo un problema di credibilità in Europa in questo momento. Nel bel mezzo di una pandemia, con un piano di rilancio da presentare a Bruxelles, abbiamo fatto una crisi di governo. Se Draghi riuscisse a fare il suo governo sono certo che recupereremmo almeno una parte della credibilità che abbiamo perduto, quindi è un momento molto importante.</p>



<p><strong>Lei ha dei dubbi sul fatto che Draghi possa riuscirci?</strong><br>Avrò dubbi fino a che non vedrò nero su bianco. Devo ancora capire quali saranno i partiti disposti ad appoggiare il governo. Mi pare che si stia prendendo atto che questa è veramente una carta da non sprecare e quindi sono un po’ più ottimista di quanto non fossi nei giorni scorsi. Non penso che Draghi voglia fare un governo con la maggioranza del Conte II ma con una maggioranza più ampia, che vuol dire coinvolgere almeno una parte consistente della destra. Ancora non abbiamo segnali chiari in tal senso.</p>



<p><strong>Si parte dai nomi o dai programmi?</strong><br>In questo caso credo che Draghi voglia partire dal programma. Uno dei punti più importanti da chiarire in questa vicenda sarà capire quanto spazio di manovra i partiti lasceranno a Draghi, cioè che cosa gli faranno veramente fare. Cercheranno di imporre dei paletti, gli legheranno le mani sul programma e sui nomi? Siamo terra incognita: hic sunt leones. Vedremo nelle prossime ore, nei prossimi giorni, come si muoverà il presidente incaricato.</p>



<p><strong>Giuseppe Conte lascia il governo con una popolarità molto alta: un suo sondaggio accredita una sua lista potenziale al 16%. Come è riuscito a ottenere questa fiducia dagli italiani?</strong><br>Perché anche in Italia c’è quell’effetto di raccogliersi intorno al leader in tempi di crisi. Nel mezzo di questa pandemia Conte ha saputo muoversi, ha saputo trasmettere un’immagine di persona competente anche perché dalla sua ha il vantaggio di non essere uomo di partito. Si è più presentato come mediatore, come ponte tra Pd e M5S, e questo suo profilo apartitico lo avvantaggia. In ogni caso il sedici per cento di intenzioni di voto a suo favore va inteso come disponibilità, come potenzialità. Tra quel sedici per cento e i voti che una lista Conte prenderebbe c’è una bella distanza.</p>



<p><strong>Potenzialità che riuscirà a mantenere se le elezioni saranno tra più di un anno?</strong><br>Non si possono fare previsioni perché il risultato elettorale, alla fine, è funzione di tante variabili, legge elettorale compresa. Visto che parliamo di Conte, però, vorrei richiamare l’attenzione sul fatto che sarà importante il ruolo di Conte all’indomani dell’insediamento del governo Draghi. Dicevamo del sedici per cento potenziale. È chiaro che se Conte, una volta abbandonato il ruolo di premier, tenesse un profilo molto basso, perché emarginato dalle vicende politiche, quel numero si tradurrebbe in una percentuale non altrettanto significativa. Molti lo dimenticherebbero, tra un anno. Che cosa farà Conte dopo la formazione del governo Draghi? Questa è una domanda importante.</p>



<p><strong>Molti pensano che dietro l’opposizione a Draghi di molti senatori del Movimento ci sia proprio Giuseppe Conte.</strong><br>Non sono un insider e non lo posso dire. È un’ipotesi plausibile ma faccio fatica a pensare che Conte assuma una posizione ostile alla nascita di un governo Draghi: non credo che se lo possa permettere. Però mi domando se magari Conte non si avvicinerà di più al Movimento. La domanda è sempre che cosa farà Conte e le risposte possono essere diverse. Una è la sua lista personale o un suo gruppo parlamentare, e non credo che questa sarà la strada. Secondo me è più plausibile che si avvicini al M5S.</p>



<p><strong>E ne assuma la guida?</strong><br>Potrebbe anche, sebbene appaia paradossale, assumerne la guida ed essere garante dell’unità del Movimento in questa fase così delicata. Ricordiamoci che il M5S ha avuto terreno fertile per il suo lancio durante il governo Monti, che era governo tecnico. Il fatto che fosse percepito come oppositore del governo dell’establishment gli rende difficile appoggiare oggi un altro governo tecnico, guidato da una persona che viene vista da tanti come membro dell’establishment europeo al pari di Monti. È quindi un momento molto delicato per il Movimento, e Draghi difficilmente potrà riuscire a fare un governo senza l’appoggio di una sua parte consistente, soprattutto se Salvini e Meloni dovessero continuare a mantenere le distanze. Sarà molto interessante nei prossimi giorni vedere come evolverà il Movimento e quale sarà il ruolo di Conte in questa evoluzione.</p>



<p><strong>Secondo un suo recendo sondaggio gli italiani vorrebbero a livello nazionale una legge elettorale simile a quella dei sindaci.</strong><br>Mi piace citare il dato secondo cui il 73% degli intervistati, cioè 3 su 4, sarebbero favorevoli ad applicare a livello nazionale il sistema di elezione dei sindaci nei comuni sopra i quindicimila abitanti. È il sistema in cui il sindaco viene eletto direttamente. Nel caso in cui nessuno dei candidati ottenga al primo turno il cinquanta per cento dei voti, i due più votati vanno al ballottaggio e il vincente diventa sindaco. Inoltre, al sindaco viene garantito nel novanta per cento dei casi la maggioranza assoluta dei seggi in Consiglio.</p>



<p><strong>Perché agli italiani piace?</strong><br>Perché capiscono che il loro voto serve a scegliere il governo del comune e, con un sistema leggermente diverso, il governo delle regioni. È un sistema chiaro in cui il voto degli elettori serve non soltanto per scegliere i candidati dei partiti, ma per scegliere chi governa. In un tempo come il nostro, in cui le ideologie sono morte, in cui i partiti sono morti o moribondi, gli elettori guardano ai leader. La personalizzazione della politica è ormai un elemento fondante, non rimovibile del quadro politico attuale. In questo contesto agli elettori piace scegliere il leader che li dovrà governare.</p>



<p><strong>Piace anche lei?</strong><br>Sì, piace anche a me perché ritengo che noi non arresteremo il declino di questo Paese fino a quando non prenderemo per le corna il problema della stabilità degli esecutivi. Soprattutto con quel quadro, che ho descritto, di un sistema partitico senza ideologie, senza partiti veri. Noi abbiamo stabilizzato i governi comunali e regionali. Ricordate quanto duravano sindaci e presidenti delle giunte regionali prima delle riforme degli anni ’90? Duravamo nulla. Come si fa a governare quando si ha di fronte un orizzonte temporale di dodici o quattordici mesi? Noi dobbiamo mettere in condizione gli eletti di avere un tempo davanti per fare le cose che dicono di voler fare. Dopodiché saranno veramente responsabili, li potremo giudicare come facciamo con i sindaci e i presidenti delle giunte. La stabilità è importante.</p>



<p><strong>Non sembra essere questo il primo obiettivo in Italia.</strong><br>In questo Paese abbiamo fino ad oggi privilegiato la rappresentatività, il pluralismo, la frammentazione. Oggi non ce lo possiamo più permettere. Abbiamo bisogno di leggi elettorali che favoriscano la stabilizzazione dei governi nazionali così come abbiamo fatto a livello comunale e regionale.</p>



<p><strong>La Costituzione non permette di eleggere direttamente il capo del governo e, mi corregga se sbaglio, non sono molti nel mondo i casi in cui viene eletto direttamente il capo del governo.</strong><br>Infatti io non sono d’accordo all’applicazione della legge elettorale relativa ai sindaci così com’è. Dobbiamo mantenere un Presidente della Repubblica super partes. Però possiamo eleggere “direttamente” il capo del governo. Distinguerei a tal proposito tra un’elezione diretta con e senza virgolette del capo del governo. Lei fa riferimento a un’elezione diretta senza virgolette, io invece penso che possiamo eleggere direttamente, ma con virgolette, un Presidente del Consiglio dando un sistema elettorale, bocciato dalla Corte, che si chiama Italicum. Un maggioritario di lista che si può riprendere perché la stessa Corte ha lasciato aperta la porta, indicando le modifiche che lo renderebbero costituzionale.</p>



<p><strong>Lei viene considerato il padre dell’Italicum.</strong><br>Io mi consideravo lo zio, ma Renzi non ha apprezzato la battuta. Il padre era lui.</p>



<p><strong>Come funzionava?</strong><br>Le dico come funzionava l’Italicum 1.0, quello a cui ho lavorato io. Uno dei problemi che lo rese incostituzionale fu la successiva modifica, approvata quando io ero già stato scaricato. Era anzitutto un sistema proporzionale, che ai partiti piace più del maggioritario, in cui i partiti sceglievano se presentarsi o meno in coalizione, e naturalmente tutti avrebbero scelto la coalizione. La coalizione che raggiungeva il 40% dei voti al primo turno aveva il 54% dei seggi, e i perdenti si dividevano il restante. Se nessuna arrivava al 40% al primo turno, le due più quotate andavano al secondo turno. Un sistema chiaro, come quello dei sindaci, con un ballottaggio come quello dei sindaci.</p>



<p><strong>Che cosa realizziamo con un sistema simile?</strong><br>Intanto che gli elettori scelgono chi vince ma al tempo stesso, a differenza di quanto accade in Francia, realizziamo la rappresentatività perché i perdenti si dividono il 46% dei seggi e non restano senza niente, come accadde in Francia per la Le Pen. L’Italicum è quindi un punto di equilibrio tra questi due valori importanti: stabilità e rappresentatività.</p>



<p><strong>Il fatto che ci sia stata la riduzione lineare dei parlamentari non influisce sull’impianto dell’Italicum?</strong><br>I numeri saranno inferiori, ma l’impianto non cambia. Quello che servirebbe invece, indipendentemente dall’Italicum, se vogliamo introdurre sistemi maggioritari di lista, è il superamento del bicameralismo paritario. Questa è un’altra delle riforme che secondo me dovrebbe entrare nel programma a cui Draghi si appresta a lavorare.</p>



<p><strong>Noi siamo rimasti l’unico Paese in Europa dove due Camere hanno esattamente gli stessi poteri?</strong><br>Gli unici, e non ha senso. Dobbiamo creare una Camera delle regioni. Il Senato deve diventare la Camera delle regioni. La pandemia ha dimostrato di nuovo la necessità di un rapporto più organico tra Stato e regioni. È una delle riforme più urgenti da fare, insieme a quella della giustizia e della pubblica amministrazione, che pare entreranno nel Recovery Plan. Anche la differenziazione delle Camere e la revisione del Titolo Quinto dovrebbero entrare nel piano di rilancio. Una volta realizzata la differenziazione delle Camere, diventerebbe molto più semplice introdurre anche un sistema maggioritario di lista nell’unica Camera chiamata a dare la fiducia, la Camera dei Deputati.</p>



<p><strong>Si tratta delle riforme del 2016 bocciate dal referendum, votato più contro la persona Renzi che contro le riforme.</strong><br>Esattamente. Con quel referendum gli italiani hanno bocciato un uomo, Renzi, non l’idea della riforma. In tutti i sondaggi che ho fatto prima del voto, quando chiedevo il gradimento delle singole misure contenute nel disegno complessivo &#8211; trasformazione del Senato in Camera delle regioni, abolizione del CNEL, revisione del Titolo Quinto ma anche rafforzamento dei poteri del Presidente del Consiglio &#8211; le risposte erano tutte positive. Quando chiedevo come avrebbero votato la risposta era NO. Era un voto contro la persona Renzi non contro l’idea delle riforme costituzionali, di cui abbiamo bisogno.</p>



<p><strong>Come sottrarre la legge elettorale dalle convenienze di ogni maggioranza?</strong><br>Questo è lo scandalo italiano. Non esiste paese occidentale che abbia visto tante riforme elettorali negli ultimi vent’anni come l’Italia. Il tabù che le regole del gioco non possono essere approvate a maggioranza è stato rotto dalla coalizione del centrosinistra nel 2001 quando ha fatto da sola la riforma del Titolo Quinto. Berlusconi ne ha approfittato perché nel 2005 ha riformato la legge Mattarella con la sola maggioranza di cui disponeva. È scandaloso che le regole del gioco vengano decise, di volta in volta, dalla maggioranza del momento.</p>



<p><strong>Come si fa negli altri paesi?</strong><br>In altri paesi il problema viene risolto facendo leva sulla cultura politica in cui le regole del gioco, anche se non costituzionalizzate, vengono decise da un’ampia maggioranza e non da maggioranze contingenti, limitate, elettorali. Anche in Italia dobbiamo smettere di fare regole elettorali a maggioranza. In Parlamento giace un progetto di riforma elettorale di ritorno al proporzionale: vediamo cosa ne penserà Draghi. Anche in questo caso l’idea è di approvarlo a maggioranza. Un nuovo errore. Persistiamo negli errori.</p>



<p><strong>Tutti sono convinti che al centro ci sia un enorme vuoto, la famosa prateria che tutti vorrebbero occupare. Esiste davvero questo spazio politico?</strong><br>Noi viviamo in un momento di grandissima fluidità elettorale, di grande volatilità. Quando facciamo delle rilevazioni sull’autocollocazione degli italiani sull’asse sinistra/destra, ancora oggi la maggioranza dei cittadini non si colloca alle estreme ma in un’area di centro, più o meno vasta. L’area di centro c’è, è l’offerta politica a essere inadeguata.</p>



<p><strong>Si sta tornando verso il bipolarismo?</strong><br>Io vedo chiara la tendenza verso un ritorno al bipolarismo. I Cinque Stelle, ad esempio, non usano più dire di non essere né di destra, né di sinistra: si sono ormai rassegnati a considerarsi parte di uno schieramento, quello di centrosinistra. L’effetto del governo Draghi invece potrebbe essere quello di una depolarizzazione e quindi di una rivalutazione dell’area moderata che c’è ma non si vede.</p>



<p><strong>Perché manca il leader, il federatole?</strong><br>Mancano leader moderati credibili, un’offerta moderata credibile.</p>



<p><strong>I sondaggi registrano una grande volatilità dei sentimenti degli italiani. Ma a parte le inquietudini dell’istante, quali sono i dati permanenti della realtà italiana?</strong><br>Torniamo alla fluidità delle opinioni, alla mancanza di ancore ideologiche e valoriali. Non ci sono più appartenenze. Viviamo in una società politica liquida. Al suo interno però ci sono ancora segmenti stabili, ci sono orientamenti di una parte dell’elettorato che sono fissi. L’elettorato della Meloni, ad esempio, è formato da una parte consistente di elettori con un passato legato ai valori che Alleanza Nazionale rappresentava: legge, ordine, Patria, famiglia, religione, Nazione. C’è una parte di elettorato che ha ancora delle ancore. Così a sinistra sui temi dell’emigrazione, dei diritti della persona, unioni gay, adozioni.</p>



<p><strong>Non è tutta una melassa quindi.</strong><br>No, ma la platea di persone spaesate, disorientate, disponibili a spostarsi da una parte o dall’altra in base ai leader e all’offerta, rispetto a trenta o quarant’anni fa si è ampliata notevolmente.</p>



<p><strong>Con il sistema di voto attuale cosa accadrebbe in caso di ritorno alle urne?</strong><br>Se il voto fosse con il sistema elettorale attuale, il Rosatellum, il centrodestra sarebbe in vantaggio rispetto al centrosinistra. Se prendiamo la media dei sondaggi della settimana scorsa e sommiamo tutti i partiti di centrosinistra e tutti i partiti di centrodestra, le due somme sono quasi equivalenti. Non c’è un grande distacco in termini di voti. Il centrosinistra però è molto più frammentato e diviso rispetto al centrodestra. Con un sistema elettorale in cui un terzo dei seggi viene assegnato con collegi uninominali, la frammentazione del centrosinistra creerà dei problemi alla coalizione.</p>



<p><strong>Perché?</strong><br>Nei collegi uninominali la somma dei vari segmenti elettorali della coalizione diviene determinante. In una coalizione divisa questo risultato è più incerto. Secondo me questo avvantaggia il centrodestra. Non è un caso infatti che la legge elettorale in gestazione in Parlamento sia un proporzionale che elimina i collegi uninominali, per cui ogni partito presenta la sua lista e i suoi candidati, va per conto suo e poi si vedrà.</p>



<p><strong>Dopo il voto che succede?</strong><br>L’ingovernabilità.</p>



<p><strong>Un paradosso.</strong><br>Il paradosso è che nel momento in cui si apre una crisi per volontà di un piccolo partito, che vale meno del 3%, il presidente del Consiglio uscente proponga un sistema elettorale proporzionale, che non farebbe altro che perpetuare il potere di ricatto dei piccoli. Solo in Italia possono succedere queste cose.</p>



<p><strong>Perché i partiti e i leader politici possono permettersi di smentire le loro posizioni in modo così veloce? Perché possono permettersi tanta incoerenza?</strong><br>Perché gli elettori glielo consentono e questo fa parte del degrado della cultura politica cui abbiamo assistito, in particolare negli ultimi 25 anni. Succede poi che gli elettori, a un certo punto, in certi momenti, si arrabbiano e votano per un partito, come il M5S, che alla sua prima tornata elettorale ha conquistato la maggioranza relativa dei voti. Gli elettori prima tollerano e poi si arrabbiano ed esprimono la propria delusione votando una offerta politica “anti”. Per poi tornare a comportamenti di tolleranza e compiacenza. Tutto questo fa parte del degrado della cultura politica degli ultimi 25 anni.</p>



<p><strong>È l’effetto della mancanza dei partiti?</strong><br>I partiti in una democrazia sono importanti. Oggi non abbiamo più partiti veri e quindi non abbiamo più appartenenze, ancore.</p>



<p><strong>Potrebbe essere di aiuto una buona legge elettorale?</strong><br>Io sono molto pessimista, non credo che la legge elettorale possa fare dei miracoli. Può cercare di mitigare certi fenomeni ma non può fare miracoli. È un processo di lunga lena. Credo che la personalizzazione e la leaderizzazione della politica sia un fenomeno destinato a durare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/02/05/raco-dalimonte-basta-leggi-elettorali-a-maggioranza/">Roberto D&#8217;Alimonte: l’Italicum garantisce stabilità e rappresentatività. Basta leggi elettorali a maggioranza</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2021/02/05/raco-dalimonte-basta-leggi-elettorali-a-maggioranza/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La politica è potere. Per cambiare le cose bisogna alzarsi dal divano e prendere la politica sul serio</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2021/02/03/maran-la-politica-e-potere-per-cambiare-le-cose-bisogna-alzarsi-dal-divano-e-prendere-la-politica-sul-serio/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2021/02/03/maran-la-politica-e-potere-per-cambiare-le-cose-bisogna-alzarsi-dal-divano-e-prendere-la-politica-sul-serio/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Maran]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Feb 2021 11:00:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[#iltempodiuncaffe]]></category>
		<category><![CDATA[Americani]]></category>
		<category><![CDATA[Di Maio]]></category>
		<category><![CDATA[Draghi]]></category>
		<category><![CDATA[Eithan Hersh]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Indignazione]]></category>
		<category><![CDATA[Legislatura]]></category>
		<category><![CDATA[Lobbying]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Draghi]]></category>
		<category><![CDATA[Partecipazione]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Politics is for Power]]></category>
		<category><![CDATA[Poltrone]]></category>
		<category><![CDATA[Populismo]]></category>
		<category><![CDATA[Potere]]></category>
		<category><![CDATA[Quirinale]]></category>
		<category><![CDATA[Recovery Plan]]></category>
		<category><![CDATA[Renzi]]></category>
		<category><![CDATA[Salvini]]></category>
		<category><![CDATA[Servizi segreti]]></category>
		<category><![CDATA[Sovranismo]]></category>
		<category><![CDATA[Vaffa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=2610</guid>

					<description><![CDATA[<p>Solo due anni fa, la legislatura ha preso il via con la maggioranza populista e sovranista di Salvini e di Di Maio e ora potrebbe concludersi con una maggioranza antipopulista ed europeista guidata da Mario Draghi. Eppure, in questi giorni sui giornali non si è fatto che parlare delle mire e delle macchinazioni di Renzi (esibendo, ovviamente, la necessaria indignazione morale), affermando che al centro della crisi di governo c’erano&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/02/03/maran-la-politica-e-potere-per-cambiare-le-cose-bisogna-alzarsi-dal-divano-e-prendere-la-politica-sul-serio/">La politica è potere. Per cambiare le cose bisogna alzarsi dal divano e prendere la politica sul serio</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Solo due anni fa, la legislatura ha preso il via con la maggioranza populista e sovranista di Salvini e di Di Maio e ora potrebbe concludersi con una maggioranza antipopulista ed europeista guidata da Mario Draghi. Eppure, in questi giorni sui giornali non si è fatto che parlare delle mire e delle macchinazioni di Renzi (esibendo, ovviamente, la necessaria indignazione morale), affermando che al centro della crisi di governo c’erano unicamente le poltrone, ovvero la «bulimia di potere». Insomma, Recovery Plan, servizi segreti, giustizia, ecc., erano solo pretesti, e tutto girava intorno alla possibilità di «poggiare di nuovo le terga sulla poltrona». «La poltrona, già, la detestatissima poltrona &#8211; ha scritto Pierfrancesco De Robertis su Quotidiano.net &#8211; la vera ed eterna bussola del potere e degli obiettivi dei politici. Ieri, oggi e domani. Vaffa o non vaffa».</p>



<p>Non per caso, dunque, dopo il fallimento del Conte ter e la convocazione di Mario Draghi al Quirinale (Renzi voleva esattamente questo), mi è tornato in mente il libro di Eithan Hersh, un professore di scienza politica della Tufts University: «Politics is for Power: How to Move Beyond Political Hobbysm, Take Action and Make Real Change». Ovviamente il libro, che ci ricorda che «la politica è potere» e che bisogna «andare oltre l’hobbismo politico, passare all’azione e cambiare le cose sul serio», non è tradotto in italiano (si sa che la nostra editoria è pigra, conformista e timorosa), ma lo raccomando comunque.</p>



<p>Nel 2018 il professor Hersh ha chiesto ad un campione casuale di oltre 1000 americani quanto tempo dedicano alle attività politiche. «Un terzo degli intervistati ha detto che dedica ogni giorno almeno due ore alla politica», scrive. Tuttavia, di queste persone, «quattro su cinque raccontano che neanche un minuto di quel tempo è dedicato ad un qualsiasi genere di lavoro politico reale». Si tratta unicamente di «notizie televisive e podcast e trasmissioni radiofoniche e social media» e perlopiù di «esultare e inveire, lamentandosi con amici e familiari». In breve, si tratta di hobbisti politici, che trattano la politica come un passatempo.</p>



<p>Nel suo libro, Hersh si sofferma su cosa serve per impegnarsi, sulle ragioni (e le responsabilità) del cattivo funzionamento della politica e riflette sugli insegnamenti che ha ricavato dagli attivisti di tutto il paese, e su che cosa significa realmente impegno civico (un indizio: non ha niente a che fare con Twitter). Insomma, il libro è una critica arguta del dilettantismo in politica (che significa, appunto, trattare la politica come l’entertaintment) e una chiamata alle armi per tutti quei cittadini benintenzionati e bene informati che «consumano» le notizie politiche ma che non si impegnano in una concreta azione politica.</p>



<p>Ma torniamo al punto: di chi è la colpa se la politica non funziona? Per dare una risposta (scomoda) alla domanda bisogna cominciare proprio dai cittadini comuni benintenzionati, sostiene Hersh. Votiamo (a volte) e di tanto in tanto firmiamo una petizione o partecipiamo ad una manifestazione. Ma essenzialmente ci «impegniamo» consumando la politica come se fosse uno sport o un hobby. Ci immergiamo nel chiacchiericcio politico quotidiano e divoriamo statistiche su chi sale e chi scende. Twittiamo, postiamo e condividiamo. Bramiamo l’indignazione. </p>



<p>Insomma, le ore che passiamo a «fare politica» sono soprattuto un passatempo. Invece, dovremmo dedicare quel tempo a costruire organizzazioni politiche e una visione di lungo termine nella nostra città (o nel nostro piccolo paese), magari facendo conoscenza con i nostri vicini, i cui voti saranno poi necessari per risolvere i problemi. Dovremmo, in altre parole, accumulare «potere» in modo che, quando ci sarà l’opportunità di fare la differenza (per mobilitare, per sostenere i nostri progetti, per fare lobbying), saremo pronti e, soprattutto, in grado di farlo. Il guaio è che tutti noi siamo perlopiù concentrati su noi stessi e scegliamo attività e ruoli più comodi; e tutti noi proviamo una certa repulsione per le attività lente e costanti che caratterizzano la politica e ogni tipo di servizio al bene comune.</p>



<p>Nel suo libro, tuttavia, Hersh ci indica la strada per una partecipazione politica più efficace e, sorretto dalla teoria politica, dalla storia, dalle scienze sociali più moderne e anche dalle storie straordinarie di cittadini comuni che sono si sono alzati dal divano e hanno preso sul serio la politica (il «potere» politico), lo studioso spiega come incanalare la nostra energia lontano dal dilettantismo politico e in modo da rafforzare i nostri valori.</p>



<p>Tutte cose che sapevamo, ovviamente. In una intervista rilasciata a Giovanni Minoli nel 1983, proprio Enrico Berlinguer spiegò cosa fosse per lui il&nbsp;potere: «Il potere è uno strumento insufficiente, ma necessario per realizzare gli ideali in cui credo io e in cui credono i miei compagni». E alla seguente domanda del giornalista, che gli chiedeva cosa gli piacesse maggiormente del potere,&nbsp; replicava con franchezza: «la possibilità di far avanzare la realizzazione di questi ideali». </p>



<p>Ma da quando il sistema politico italiano, com’è accaduto con i dinosauri, è stato colpito da un meteorite che lo ha annientato (il sistema dei partiti, in Italia, fu travolto dal Crollo del Muro di Berlino e dalle inchieste giudiziarie che fecero emergere il fenomeno detto Tangentopoli e che allora godettero del diffuso sostegno dell’opinione pubblica alimentato dai mass media: un collasso che ha segnato l’esaurimento traumatico di una storia più lunga e di culture politiche che, sia pure ammaccate, sopravvivono in Germania, nel Regno Unito, negli Stati Uniti, ecc.), ce ne siamo dimenticati.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/02/03/maran-la-politica-e-potere-per-cambiare-le-cose-bisogna-alzarsi-dal-divano-e-prendere-la-politica-sul-serio/">La politica è potere. Per cambiare le cose bisogna alzarsi dal divano e prendere la politica sul serio</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2021/02/03/maran-la-politica-e-potere-per-cambiare-le-cose-bisogna-alzarsi-dal-divano-e-prendere-la-politica-sul-serio/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Crisi di governo, parliamo di nomi</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2021/01/31/nannicini-crisi-di-governo-parliamo-di-nomi/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2021/01/31/nannicini-crisi-di-governo-parliamo-di-nomi/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Tommaso Nannicini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 Jan 2021 18:20:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eppur si muove]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Orlando]]></category>
		<category><![CDATA[Capo dello Stato]]></category>
		<category><![CDATA[Cencelli]]></category>
		<category><![CDATA[Costituzione]]></category>
		<category><![CDATA[COVID19]]></category>
		<category><![CDATA[De Gasperi]]></category>
		<category><![CDATA[Dispersione scolastica]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Fascismo]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Conte]]></category>
		<category><![CDATA[Governo]]></category>
		<category><![CDATA[Il Foglio]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[M5S]]></category>
		<category><![CDATA[Matteo Renzi]]></category>
		<category><![CDATA[movimento cinque stelle]]></category>
		<category><![CDATA[Next Generation EU]]></category>
		<category><![CDATA[Palazzo Chigi]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Democratico]]></category>
		<category><![CDATA[PD]]></category>
		<category><![CDATA[Piano Marshall]]></category>
		<category><![CDATA[Recovery Plan]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Fico]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Transfughi]]></category>
		<category><![CDATA[Vaccini]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=2606</guid>

					<description><![CDATA[<p>Riassunto delle puntate precedenti. Si sono perse settimane a caccia di transfughi, mentre si sarebbe potuto aprire subito un percorso come quello avviato ieri dal Capo dello Stato con l’incarico esplorativo al Presidente Fico, per capire se si può arrivare a un patto di legislatura partendo dalle forze che hanno dato vita all’ultimo governo. Oltre alla perdita di tempo, c’è stata una perdita di centralità del Pd, per la scelta&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/01/31/nannicini-crisi-di-governo-parliamo-di-nomi/">Crisi di governo, parliamo di nomi</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Riassunto delle puntate precedenti. Si sono perse settimane a caccia di transfughi, mentre si sarebbe potuto aprire subito un percorso come quello avviato ieri dal Capo dello Stato con l’incarico esplorativo al Presidente Fico, per capire se si può arrivare a un patto di legislatura partendo dalle forze che hanno dato vita all’ultimo governo. Oltre alla perdita di tempo, c’è stata una perdita di centralità del Pd, per la scelta di accodarsi ai personalismi incrociati di queste settimane. Conte e Renzi troveranno un accordo? I Cinque Stelle reggeranno? Tra le domande che tutti si pongono, il Pd non c’è. Il problema è che spesso non c’è neanche il dramma che sta vivendo l’Italia. Molti s’illudono che, una volta risolte le beghe tra politici, ci sarà solo da spendere i soldi europei e tutto andrà a posto. Questa illusione è ciò che dovrebbe spaventarci di più. Per carità, tutti citano le grandi emergenze nazionali. Ma non si sentono mai specificare la visione, le proposte e – perché no – le persone in grado di risolvere quei problemi.</p>



<p>Non è tardi per cambiare schema di gioco, ma bisogna volerlo. In <a href="https://tnannicini.medium.com/agenda-per-una-svolta-di-governo-40e427b58bee" target="_blank" rel="noreferrer noopener">questo articolo sul Foglio</a>, ho fatto qualche esempio, provando a spiegare perché ora servano temi, non nomi. Andrea Orlando, politico di professione e attuale vicesegretario del Pd, ha detto che invece nella nostra Costituzione “vengono prima i nomi dei contenuti”, perché prima s’incarica una persona di formare un governo e poi si fa il programma. Lasciamo pure da parte i limiti di questa interpretazione tutta “procedurale” della nostra Costituzione (le consultazioni servono a capire se c’è una maggioranza intorno a un programma, e gli incarichi esplorativi esistono proprio perché prima vengono i contenuti e la politica, dopo i nomi). Proviamo a prendere sul serio il metodo Orlando: prima i nomi. Ma quali? Il muro contro muro su Conte sì/no non ha senso, perché il Presidente del consiglio è stato un punto di equilibrio in due maggioranze opposte e può continuare a esserlo, ma prima vengono le maggioranze appunto, prima viene la politica (<a href="https://ilcaffeonline.it/2021/01/17/nannicini-meno-hashtag-piu-politica/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ne ho parlato qui</a>). Oggi come si pensa di dare un segno di rilancio nell’azione di governo? Si potrebbe iniziare scegliendo i nomi giusti per i posti giusti, a partire da tre priorità: Recovery plan, vaccini, scuola.</p>



<p>Recovery plan. Tutti dicono che Next Generation EU è un nuovo Piano Marshall. Chiediamoci allora come l’Italia democratica uscita dal fascismo e dalla seconda guerra mondiale decise di usare il Piano Marshall. All’interno del governo De Gasperi, dopo lo strappo con socialisti e comunisti, ci si affidò a Luigi Einaudi, vicepresidente del consiglio e ministro del neo-istituito bilancio, un nuovo dicastero creato ad hoc presso Palazzo Chigi. Autorevolezza, capacità tecnica, visione politica, esperienza istituzionale coniugate con un incarico politico di primaria importanza (la vicepresidenza) e un neo-dicastero (il bilancio) col potere di coordinamento sugli altri dicasteri e le relative tecnostrutture: ecco gli ingredienti della ricetta usata allora. Perché non ripeterla con una figura di garanzia per il Recovery plan? Pensiamo meno al futuro della maggioranza e di più a quello del Paese.</p>



<p>Vaccini. Sul piano vaccinale, è indietro l’Europa ed è indietro l’Italia. Non è una partita che si può affidare a commissari buoni per tutte le stagioni o per tutti i temi. Serve una responsabilità politica, forte e autorevole: un membro del governo che si coordini e – di nuovo – coordini chi, all’interno del governo stesso, ha responsabilità su sanità, trasporti, affari europei, pubblica amministrazione, raccolta dati, lavoro e terzo settore. Perché non individuare una figura di garanzia anche qui? Il piano vaccinale è multidimensionale e non è solo un tema da ministero della salute, che nel frattempo dovrebbe essere lasciato libero di concentrarsi sulle altre priorità innescate dalla pandemia e sul ridisegno del servizio sanitario nazionale del futuro.</p>



<p>Scuola. Questo è uno dei settori dove si sono accumulati più errori e ritardi nell’azione di governo. Dobbiamo cambiare passo, isolando questa responsabilità politica dal Cencelli delle spartizioni tra partiti e correnti. Adesso serve subito un piano straordinario, da realizzare da qui a settembre, per il contrasto alla dispersione scolastica, la misurazione e il recupero delle competenze perse durante il Covid: un piano da definire subito con parti sociali ed esperti, ma senza arenarsi dietro a scuse su orari, luoghi o calendari estivi. Nello stesso tempo, va progettata la scuola del futuro (ne ho parlato sempre qui). Per fare tutte queste cose, serve una figura autorevole e capace di portare avanti il dialogo sociale senza smarrire la direzione di marcia.</p>



<p>Vogliamo parlare di nomi? Lasciamo stare le impuntature personalistiche e gli indici di popolarità che durano lo spazio di un mattino. Lasciamo stare la caccia ai parlamentari senza fissa dimora. Parliamo di questi nomi: tre figure autorevoli e condivise sui temi di cui sopra per dare un chiaro segnale di svolta. Ecco perché vorrei che tutti i partiti della maggioranza si dicessero pronti a ridurre le proprie delegazioni al governo, per fare spazio e dare concretezza a questa proposta. E, ovviamente, quando invito a parlare di questi tre nomi, do per scontato che non debbano essere sempre declinati al maschile.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/01/31/nannicini-crisi-di-governo-parliamo-di-nomi/">Crisi di governo, parliamo di nomi</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2021/01/31/nannicini-crisi-di-governo-parliamo-di-nomi/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Con i piedi non si può governare</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2021/01/31/deluca-con-i-piedi-non-si-puo-governare/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2021/01/31/deluca-con-i-piedi-non-si-puo-governare/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pietro De Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 Jan 2021 10:16:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[#iltempodiuncaffe]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Cittadino]]></category>
		<category><![CDATA[Consultazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi]]></category>
		<category><![CDATA[Dignità]]></category>
		<category><![CDATA[Governo]]></category>
		<category><![CDATA[Quirinale]]></category>
		<category><![CDATA[Recovery Plan]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=2599</guid>

					<description><![CDATA[<p>Michele ignora che cos’è il Recovery Plan. E si tratterrebbe di poca cosa. Non conosce neanche il significato della parola crisi. Afferra appena quella di “governo” che identifica con un signore che manda i soldi alla sua cooperativa sociale che gli offre lavoro e gli fornisce 300 Euro al mese. Adesso Michele è preoccupato perché il governo è caduto, forse si è rotto una gamba e pertanto stenta (Michele) a&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/01/31/deluca-con-i-piedi-non-si-puo-governare/">Con i piedi non si può governare</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Michele ignora che cos’è il Recovery Plan. E si tratterrebbe di poca cosa. Non conosce neanche il significato della parola crisi. Afferra appena quella di “governo” che identifica con un signore che manda i soldi alla sua cooperativa sociale che gli offre lavoro e gli fornisce 300 Euro al mese.</p>



<p>Adesso Michele è preoccupato perché il governo è caduto, forse si è rotto una gamba e pertanto stenta (Michele) a capacitarsi della sua possibilità di salire al Quirinale per le consultazioni (altra parola che non conosce)</p>



<p>A qualcuno verrebbe voglia di dire: ma che razza di cittadino è Michele? E Michele risponderebbe: sono quello che sono, con quello che sa. Sono un cittadino elementare, cioè uno di quelli che la crisi di governo non se la sa spiegare, non dopo aver tentato di argomentare, ma già prima in termini appena rudimentali. Michele capisce solo se il governo c’è o non c’è, se è in piedi, seduto, o caduto. Se il governo è in piedi, Michele sta bene; se il governo è caduto, Michele si preoccupa.</p>



<p>Il guaio serio non è l’ignoranza di Michele. Il guaio serio è l’ignoranza del governo di quelle persone come Michele. Perché per Michele il governo esiste in piedi, seduto o caduto. Per il governo quelli come Michele non esistono. E poi: Michele vota per il governo, fa qualcosa per metterlo lì dove sta o non sta; il governo purtroppo fa o non fa senza ricordarsi che esistono cittadini italiani alla stregua di Michele.</p>



<p>Chi è Michele? E’ un 58enne, celibe. Lavora da anni – ma solo ad intermittenza – in cooperative. La sera va a letto alle 20,30. Alle 4 del mattino è in piedi. Alle 5 comincia a spazzare le vie della sua città. In tre ore deve portare a termine il lavoro assegnato. In queste tre ore non parla con alcuno e quindi non si distrae. Alle 8 e 20 mangia un panino con mortadella, beve un sorso d’acqua alla fontana pubblica. Poi torna a casa, può fare la doccia un paio di volte a settimana: costa l’acqua e costa il gas. E Michele paga acqua, gas, rifiuti solidi urbani, luce appena arriva la bolletta, perché ha paura. A mezzogiorno pranza dopo aver fatto la spesa dove c’è più convenienza. Poi fa una passeggiata, si reca in chiesa tutti i giorni, due chiacchiere con gli amici, un po’ di televisione, un panino leggero leggero, un sorso d’acqua, e a letto.</p>



<p>La casa dove abita? Gliel’hanno lasciata i genitori. E ce la fa con 300 Euro al mese? Certo che sì. Vive con lui un fratello più ricco: 600 Euro al mese. Ma questi 900 Euro almeno arrivano puntuali? Magari? E quindi? Se li fanno bastare fino al punto di avvertire una certa ansia. In compenso riescono a sorridere e a vivere con eleganza e dignità.</p>



<p>Se salendo le scale del Quirinale, una vocina potesse sussurrare nelle orecchie di lorsignori una storia vera come è vera questa di Michele, senza scomodarne altre ancora più raccapriccianti, ebbene, sarebbero sufficienti quei gradini a calibrare le menti di chi aziona i piedi. Mancando l’ascolto, a muoversi restano solo i piedi. E con i piedi non si può governare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/01/31/deluca-con-i-piedi-non-si-puo-governare/">Con i piedi non si può governare</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2021/01/31/deluca-con-i-piedi-non-si-puo-governare/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ora serve la politica, quella che ieri era assente</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2021/01/20/nannicini-ora-serve-la-politica-quella-che-ieri-era-assente/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2021/01/20/nannicini-ora-serve-la-politica-quella-che-ieri-era-assente/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Tommaso Nannicini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Jan 2021 20:04:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[#iltempodiuncaffe]]></category>
		<category><![CDATA[AvantiConConte]]></category>
		<category><![CDATA[Camera dei Deputati]]></category>
		<category><![CDATA[Conte bis]]></category>
		<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Fiducia]]></category>
		<category><![CDATA[Fisco]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Conte]]></category>
		<category><![CDATA[Governo]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Viva]]></category>
		<category><![CDATA[Legge elettorale]]></category>
		<category><![CDATA[M5S]]></category>
		<category><![CDATA[Pandemia]]></category>
		<category><![CDATA[Parlamento]]></category>
		<category><![CDATA[Partite Iva]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Democratico]]></category>
		<category><![CDATA[PD]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Populismo]]></category>
		<category><![CDATA[Progressisti]]></category>
		<category><![CDATA[Proporzionale]]></category>
		<category><![CDATA[Recovery Plan]]></category>
		<category><![CDATA[Renzi]]></category>
		<category><![CDATA[Ristori]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Senato della Repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[Tommaso Nannicini]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>
		<category><![CDATA[Veltroni]]></category>
		<category><![CDATA[Zingaretti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=2550</guid>

					<description><![CDATA[<p>Continuo a pensare, a maggior ragione oggi, che il Conte bis debba essere superato per trovare un governo all’altezza della situazione drammatica che stiamo vivendo. Dobbiamo costruire un patto politico più ambizioso partendo dalla maggioranza che l’ha fatto nascere e provando ad allargarla con un programma di legislatura. Per farlo, non serve la caccia ai transfughi ma quella alle idee. Non servono i tifosi ma i politici. Serve la politica,&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/01/20/nannicini-ora-serve-la-politica-quella-che-ieri-era-assente/">Ora serve la politica, quella che ieri era assente</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Continuo a pensare, a maggior ragione oggi, che il Conte bis debba essere superato per trovare un governo all’altezza della situazione drammatica che stiamo vivendo. Dobbiamo costruire un patto politico più ambizioso partendo dalla maggioranza che l’ha fatto nascere e provando ad allargarla con un programma di legislatura. Per farlo, non serve la caccia ai transfughi ma quella alle idee. Non servono i tifosi ma i politici. Serve la politica, che ieri è stata evidentemente assente.</p>



<p>I miei ragionamenti hanno bisogno di tre passaggi: </p>



<p><strong>(1) I limiti dell’azione di governo e il discorso di Conte</strong><br>Che il governo — al di là di due punti di forza come il ritrovato ancoraggio all’Europa e la difficile gestione di una pandemia che ha colto tutti di sorpresa — mostrasse ormai evidenti limiti di visione e di azione non era un segreto. Anche Zingaretti chiedeva da tempo una svolta e un rilancio programmatico. Il problema è che il Pd non ha mai sostanziato con forza su quali proposte dovrebbe basarsi questa svolta. E che il discorso di Conte alla Camera e poi al Senato di tutto si è fatto carico tranne che della consapevolezza di dover voltare pagina. C’è stato solo un lungo elenco di cose fatte e qualche titolo generico sul futuro. Niente visione, niente proposte. In una parola: niente politica. E questo è stato un limite di Conte, ma anche di chi gli ha fatto credere, accodandosi all’hashtag #AvantiConConte, che il problema fosse solo quello di fare le barricate intorno al suo nome e non di cambiare passo sui contenuti. Le uniche richieste chiaramente di fonte Pd che sono finite nel discorso di Conte sono state l’assicurazione che faremo una legge proporzionale e il riconoscimento di un piccolo taglio delle tasse sul lavoro che ha portato il bonus Renzi da 80 a 100 euro. Troppo poco, troppo tardi.</p>



<p>Mi sarei aspettato un’analisi su che cosa ha funzionato e che cosa no. Invece niente, nemmeno una contestualizzazione dei temi generali. Conte ha parlato dei 100 miliardi per l’emergenza, che per carità andavano dati, ma non una sillaba sui ritardi o sul perché si son dati pochi aiuti a giovani, disoccupati e partite iva. Non ha parlato delle scuole chiuse, dei ritardi nel reclutamento, di misure straordinarie per contrastare la povertà educativa. Non ha parlato di ammortizzatori sociali universali, di dare un reddito di formazione o di aggiustare quello di cittadinanza, come chiede fin dall’inizio non solo il Pd ma l’Alleanza contro la povertà. Non ha parlato di che cosa si debba fare dopo la fine dello stop ai licenziamenti e della cassa integrazione d’emergenza. Non ha parlato di un Recovery Plan che non fissa obiettivi seri e misurabili come chiede l’UE. Non ha parlato di come si concilia l’obiettivo della transizione ecologica con investire più della metà dei soldi disponibili sull’efficienza energetica residenziale, e non sul restante 83% delle emissioni. Non ha parlato di come costruire un fisco più giusto. Ha parlato solo per titoli del lavoro di donne e giovani, citando due piccole decontribuzioni insufficienti e con mille problemi attuativi, piuttosto che rilanciare proposte forti e chiare. C’è stata, insomma, scarsa consapevolezza su temi cruciali affinché il governo la smetta di vivacchiare.</p>



<p><strong>(2) Gli errori di Italia Viva e il discorso di Renzi</strong><br>Detto tutto questo, penso che innescare una crisi al buio sarebbe stato un errore. Italia Viva ha sbagliato tempi e modi. I tempi: non perché si debba cancellare il conflitto politico durante una pandemia. Anzi. Ma perché ci sono dossier aperti, come ristori e Recovery Plan, che potevano essere chiusi col contributo di tutti prima di aprire il confronto (e anche il conflitto) su un nuovo patto di legislatura. Il Recovery Plan è solo un documento, ancora da migliorare in Parlamento, ma poi la vera partita si giocherà dopo sulla sua attuazione e sulle riforme da affiancargli perché quei soldi non siano un’occasione persa. I modi: perché il quadro politico che abbiamo è noto e non si sciolgono i nodi con l’accetta, servono ago e filo. Con tutte le critiche che si possono muovere alla maggioranza di governo (di cui Italia Viva ha fatto parte fino all’altro ieri) non c’è un pericolo democratico alle porte. Che Conte non fosse un campione del progressismo europeista lo si sapeva dall’inizio, anche quando Renzi ha spinto perché fosse confermato. Quando la priorità era la lotta al voto e non la lotta al populismo andava tutto bene: confermare Conte, mettere nel programma il taglio grillino dei parlamentari e non metterci la revisione di quota 100 e del reddito di cittadinanza.</p>



<p>L’azione politica deve rispondere alle condizioni date, non a quelle che si vorrebbero. La debolezza dei progressisti è figlia della sconfitta alle elezioni del 2018 e adesso serve la talpa del riformismo, che scava e costruisce vie di uscita, non gli escamotage tattici o le prove muscolari. Detto anche questo, il discorso di Matteo Renzi è stato uno dei pochi che ha posto temi di merito, dalla scuola al Recovery Plan. Condividendo la centralità dei temi che ha posto e il suo richiamo alla centralità della politica, vorrei che tutti, a cominciare dal mio partito, raccogliessero la sfida rilanciando sulle proposte che servono (alcune delle quali invece non condivido, come le critiche “divaniste” al reddito di cittadinanza di Italia Viva). Per lo stesso motivo penso che i tempi e i modi sbagliati della crisi non facciano un buon servizio a quei temi. Così come a suo tempo ho pensato che non facesse loro un buon servizio una scissione che ha reso più deboli i progressisti.</p>



<p><strong>(3) I perché del mio voto e che cosa mi aspetto adesso</strong><br>Perché ho votato la fiducia quindi? Anzitutto per disciplina di partito e per rispetto della comunità politica a cui appartengo. E perché non mi sembrava il momento di una crisi al buio. Capisco che al di fuori di chi fa politica, il tema del “partito” sembri un po’ demodé, ma io nei partiti — aperti, plurali, non personali e contendibili — continuo a credere, anche se non mi fanno impazzire quelli che ci sono a partire dal mio. Senza partiti la democrazia è debole e i cittadini sono soli di fronte ai ricatti o ai capricci di chi li rappresenta. Uscire dal mio non è una scelta che farei alla leggera, tantomeno nel mezzo di uno scontro muscolare e di uno show mediatico che trasforma il Parlamento in un catalizzatore di gossip su come votano Tizio o Caio, piuttosto che nel luogo per un dibattito alto tra forze politiche mature nell’interesse del Paese.</p>



<p>Detto questo, i partiti, ancorché fondamentali, sono strumenti non obiettivi. Se non funzionano e la speranza di cambiarli si riduce al lumicino, ognuno fa le sue valutazioni, giuste o sbagliate che siano, motivandole con ragionamenti articolati e trasparenti. E così farò anch’io nei prossimi mesi e anni. Nell’immediato, sono nel Pd perché credo nella funzione nazionale del Partito democratico nato con Veltroni e lì faccio la mia battaglia di minoranza, perché mi sembra che il senso di quella funzione lo stiamo un po’ smarrendo.</p>



<p>Rispetto al governo, spero che maturi una maggiore consapevolezza per le sfide che ci attendono, a partire dalla crisi occupazionale dietro l’angolo. Dobbiamo costruire qualcosa di nuovo e per farlo servono politici, non tifosi. Serve un patto di legislatura con una maggioranza che abbia una visione chiara. Meno bonus e più riforme. Meno task force e più ministri in grado di governare le burocrazie. E occorre parlare con tutti, anche con Italia Viva che ha sì innescato la crisi ma, ricordiamolo, ha deciso di astenersi per far sì che ci sia ancora una maggioranza. Mi auguro che non prevalga l’illusione che si possa andare avanti come prima. C’è un fatto politico nuovo e la caccia ai transfughi non può essere la soluzione.</p>



<p>Insomma, mi aspetto che il Pd si assuma la responsabilità di una svolta e non si accontenti di una governabilità fine a sé stessa. Spero che qualche timidezza di troppo con i nostri alleati sia dettata solo dall’emergenza. E che non sia usata come scusa per fondare un movimento 6 stelle in cui la sesta stella sono le correnti del Pd, perché questo passaggio meriterebbe almeno un congresso. La partita per avere un governo all’altezza della situazione drammatica che stiamo vivendo non si è conclusa ieri. Casomai si è aperta. Al lavoro e alla lotta.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/01/20/nannicini-ora-serve-la-politica-quella-che-ieri-era-assente/">Ora serve la politica, quella che ieri era assente</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2021/01/20/nannicini-ora-serve-la-politica-quella-che-ieri-era-assente/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dall&#8217;arresto di Navalnyi un messaggio per il mondo che verrà dopo la pandemia</title>
		<link>https://ilcaffeonline.it/2021/01/18/cuzzocrea-dallarresto-di-navalnyi-un-messaggio-per-il-mondo-che-verra-dopo-la-pandemia/</link>
					<comments>https://ilcaffeonline.it/2021/01/18/cuzzocrea-dallarresto-di-navalnyi-un-messaggio-per-il-mondo-che-verra-dopo-la-pandemia/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Cuzzocrea]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Jan 2021 16:04:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eppur si muove]]></category>
		<category><![CDATA[Aleksej Navalnyi]]></category>
		<category><![CDATA[arresto]]></category>
		<category><![CDATA[Biden]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Laschet]]></category>
		<category><![CDATA[Lavrov]]></category>
		<category><![CDATA[Merkel]]></category>
		<category><![CDATA[Putin]]></category>
		<category><![CDATA[Recovery Plan]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Social]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
		<category><![CDATA[Stato di diritto]]></category>
		<category><![CDATA[Trump]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ilcaffeonline.it/?p=2535</guid>

					<description><![CDATA[<p>Abituati, come siamo, ai tempi della giustizia italiana e ai rinvii di udienza per errori e difetti nelle notifiche, la notizia dell’avvio del processo ad Aleksej Navalnyi si pone all’estremo opposto della agognata semplificazione burocratica e della sempre richiesta migliore efficienza della giustizia italiana. Da agosto in Germania, dopo il coma per avvelenamento, Navalnyi è stato arrestato al suo rientro in Russia. Arresto preannunciato, perché già “promesso” nell’assurda idiozia burocratica&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/01/18/cuzzocrea-dallarresto-di-navalnyi-un-messaggio-per-il-mondo-che-verra-dopo-la-pandemia/">Dall&#8217;arresto di Navalnyi un messaggio per il mondo che verrà dopo la pandemia</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Abituati, come siamo, ai tempi della giustizia italiana e ai rinvii di udienza per errori e difetti nelle notifiche, la notizia dell’avvio del processo ad Aleksej Navalnyi si pone all’estremo opposto della agognata semplificazione burocratica e della sempre richiesta migliore efficienza della giustizia italiana.</p>



<p>Da agosto in Germania, dopo il coma per avvelenamento, Navalnyi è stato arrestato al suo rientro in Russia. Arresto preannunciato, perché già “promesso” nell’assurda idiozia burocratica russa, per l’asserita mancata presentazione davanti al giudice di sorveglianza, durante il periodo di ricovero e convalescenza all&#8217;estero.</p>



<p>Mai nominato direttamente da Putin o dal suo portavoce, nella negazione del nome è il tentativo dell’annientamento dell’identità. Ma nel tempo del villaggio globale, in cui i social network si assumono l’onere e si autolegittimano dispensatori di libertà, bloccando l’account del presidente degli Stati Uniti, la voce del più noto oppositore al regime oligarchico russo arriva in tutto il mondo.</p>



<p>Non sappiamo se il rientro a Mosca sia una voluta provocazione, un atto di eroismo o una forma di assicurazione sulla vita, perché di avvelenamenti russi all’estero sono ricche le cronache passate e recenti.</p>



<p>Di certo un processo convocato in una stazione di polizia, con la notifica all’avvocato difensore un minuto prima dell’inizio e i giornalisti non ammessi – se non quelli filo-governativi – rappresenta a tratti, se non fosse reale, la parodia di un film, come già visto per l’aggressione violenta a Capitol Hill di pochi giorni fa.</p>



<p>Ma il potere che agisce disprezzando le regole e anche la propria immagine nazionale ed estera, è davvero potere reale? O il tentativo della propaganda può tornare a colpire i protagonisti come un boomerang?</p>



<p>L’impressione è che la risposta sia nelle parole del ministro degli esteri russo Lavrov, quando accusa i politici occidentali di difendere Navalnyi e criticare la Russia in moda da “poter distrarre in questo modo l&#8217;opinione pubblica dalle profonde crisi che il modello liberale di sviluppo sta attraversando”.</p>



<p>Il vero bersaglio russo non è Navalnyi, ma l’occidente. Lo stato di diritto e le libertà individuali sono i nemici degli oligarchi russi e dei tentativi di governo autocratico e nazionalista, che anche le giovani democrazie dell’est europeo stanno vivendo. Dimostrazione ampia ne è stata il dibattito sul Recovery Plan europeo nei mesi scorsi.</p>



<p>Nei giorni in cui gli Stati Uniti si preparano al giuramento di Biden, un presidente all’estremo opposto di chi lo ha preceduto, e la Cina continua a proporsi come dispensatrice di soluzioni, con la distribuzione di vaccini non certificati dalle autorità dell’area euroatlantica, è evidente che le tre forze a carattere imperialista stanno giocando una partita per definire i nuovi equilibri che si delineeranno una volta passata la pandemia.</p>



<p>Questo forse è il tempo per l’ultima chiamata per l’Unione Europea. Tra la Brexit e le pressioni interne ed esterne, si annunciano tempi decisivi per il ruolo che la regione europea potrà giocare nello scenario internazionale. Probabilmente sarà ancora la Germania, con la transizione da Merkel a Laschet, a determinare le linee guida dell’Unione, con una leadership nuova, nei contenuti e nella storia personale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://ilcaffeonline.it/2021/01/18/cuzzocrea-dallarresto-di-navalnyi-un-messaggio-per-il-mondo-che-verra-dopo-la-pandemia/">Dall&#8217;arresto di Navalnyi un messaggio per il mondo che verrà dopo la pandemia</a> proviene da <a href="https://ilcaffeonline.it">ilcaffeonline</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilcaffeonline.it/2021/01/18/cuzzocrea-dallarresto-di-navalnyi-un-messaggio-per-il-mondo-che-verra-dopo-la-pandemia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
